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Non voglio più andare a scuola!

Sono la mamma di una bambina di nove anni e mezzo che frequenta la IV elementare a tempo pieno, che si chiama Silvia. Premetto che la bambina ha frequentato la scuola materna e quella elementare con entusiasmo e tanta voglia di partecipare. Ha sempre ottenuto degli ottimi voti in tutte le materie e non ha mai avuto problemi di inserimento nei giochi con i compagni, sia della propria classe che non.

Ultimamente, da circa 10 giorni, ha avuto un piccolo screzio da una amica che lei stimava molto che però si è dimostrata nei suoi confronti menefreghista ed impertinente, in quanto si è creata un gruppo e non vuol farla più giocare. Noi (io e suo padre) le abbiamo spiegato che persone come lei ce ne sono molte e deve imparare a fregarsene e a scegliere altre amiche con le quali può giocare. Comunque Silvia, secondo me più matura della sua età, non vuole più andare a scuola, proprio non vuole entrarci, perché dice che lì dentro ci sta troppo male. Noi le abbiamo parlato e dice che non è solo a causa di questa sua amica che non vuole andarci ma è che le prende tanta, ma tanta, tristezza dentro di sé che non ce la fa a superarla. Dice che ha voglia di stare con noi, ogni giorno che passa ci vuole sempre più bene. Ha paura che ci succeda un incidente, ci dice continuamente di andare piano con l'automobile, ci bacia e ci ride in continuazione.

Quando è a casa è serena, contenta e mangia tranquillamente come prima. Le abbiamo spiegato che noi siamo sempre con lei, la pensiamo continuamente ma ancora di più quando lei desidera può chiamarci telefonicamente e parlarci quando vuole.

Io mi domando: ma come mai questa tristezza la riempie così improvvisamente all'età di 10 anni, con questo terrore della scuola quando è sempre andata volentieri ed ha sempre superato tutti i problemi che le si potevano presentare?

 

Carissima Signora,

con il trascorrere del tempo cambiano i modi di rapportarsi agli amici e le aspettative; ciò avviene sia in base alle diversità caratteriali del singolo individuo, alla sua maturazione, alla sua capacità di relazionarsi, sia in relazione all'educazione ricevuta ed ai valori che l'ambiente culturale propone.

L'importanza e la necessità dell'amicizia varia in base a molteplici caratteristiche tra le quali:

il bisogno di avere una persona con cui giocare (in particolar modo quando siamo bambini)
una persona con cui condividere nuove esperienze
alla quale confidare dei segreti
una persona con la quale identificarsi
una persona con cui confidarsi
il bisogno di donare e di aiutare ecc..

La rottura di un'amicizia porta quindi inevitabilmente alla mancanza di soddisfacimento di bisogni importanti per l'individuo sia esso un bambino, adolescente o adulto e, il pensiero di non poter recuperare il rapporto di amicizia, ad una sensazione di frustrazione. Sua figlia aveva investito molto a livello affettivo sull'amica in questione ed è quindi rimasta molto delusa quando le sue aspettative non si sono realizzate.

È quindi importante da una parte affrontare insieme alla bambina il problema senza sottovalutarlo, dall'altra riuscire a sfruttare questo momento per crescere facendole capire che questa fase le permetterà di essere più matura di saper affrontare situazioni nuove relazioni nuove che la faranno crescere e maturare.

Facilitare quindi momenti di incontro con altre compagne, invitandole a casa e creando dei momenti di gioco dove può mettersi in relazione con altre compagne; parlare insieme del problema che la rende così triste e, soprattutto, cercare di infonderle sicurezza per riuscire a parlare all'amica alla quale tiene tanto, esprimendole i suoi sentimenti e cercando di capire le motivazioni del comportamento che ha assunto nei suoi confronti.

Essere amici vuol dire accettare l'altro come "unico", "irripetibile", "diverso", "autentico" con la consapevolezza della propria originalità; dobbiamo quindi tener presente che lo sviluppo della personalità, la capacità di amare, di donarsi agli altri, di saper ascoltare e capire l'altro (caratteristiche importanti per mantenere le proprie amicizie) si imparano con il tempo e la crescita.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 1, Dicembre 2001