Stop the genocide poster

Underachievement

Ho visitato il vostro sito con lo scopo di trovare una soluzione al problema che interessa mia figlio dodicenne.

Nell'articolo di Luciano Pasqualotto "Avere capacità a scuola e non sfruttarle" ho riconosciuto in buona misura quello che è attualmente il problema di mio figlio. La scuola frequentata da mio figlio non è una scuola statale, ma una scuola "confessionale" con insegnanti laici. Mi sono resa conto di aver purtroppo fatto la scelta sbagliata e ora vorrei rimediare, per così dire, a questa situazione. Premesso che:

- la scuola attuale non è strutturata in modo tale da offrire a mio figlio alcun tipo di "recupero scolastico";
- parlando col responsabile didattico il problema è risolvibile solo con un maggior impegno da parte del ragazzo;
- il ragazzo da parte sua afferma di non ricevere alcuna gratificazione da parte degli insegnanti;

potreste darmi dei consigli su come poter (cito l'articolo) "intervenire precocemente" per fronteggiare questa situazione?

Può giovare un cambiamento di scuola in questo momento dell'anno scolastico?

 

Gentile signora,
vengo a rispondere alla sua richiesta ... con una domanda!
Che cosa sostiene un ragazzo nelle fatiche dell'apprendimento e delle relazioni a scuola?

In alcuni casi sono i piccoli o grandi successi ottenuti ad innescare quei circoli virtuosi che spingono a fare sempre meglio. Per altri alunni è d'aiuto la rete di relazioni con i compagni, per cui in nome dell'amicizia e dell'appartenenza a quel gruppo classe essi sono disposti all'impegno.

Ma quando questi "supporti" non sono presenti (o non abbastanza), a 12 anni diventa determinante la qualità della relazione con gli adulti che gli chiedono di studiare e di impegnarsi. Un ambiente "ostile" o comunque avaro di gratificazioni, deprime ogni tentativo di riscatto. Spesso si cerca di far leva sulla motivazione intrinseca ("devi impegnarti perché è nel tuo interesse") ma questa modalità si dimostra quasi sempre inefficace: richiama un senso di responsabilità che è sproporzionato rispetto alla maturità psicologica di un ragazzino tenuto al rispetto dell'obbligo scolastico. Che cosa fare allora?

Prima di pensare ad un cambio di istituto, va cercata sempre la collaborazione del consiglio di classe; l'assunzione "corale" di un'attenzione incoraggiante ha prodotto, in casi analoghi, buoni risultati. Parallelamente, può essere utile fissare con il ragazzo dei piccoli obiettivi, alla sua portata, in modo che l'impegno che produrrà possa portare a dei primi, tangibili, seppur minimi, risultati.

Nella sua situazione non vanno comunque escluse a priori cause di altra natura, per le quali le consiglio di leggere l'articolo "Difficoltà a scuola: quali e perché", pubblicato su Educare.it.

 

 


copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 3, Febbraio 2006