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Testa tra le nuvole…

Mio figlio si chiama Giovanni, ha 9 anni e frequenta la quarta elementare. Ha iniziato l'anno scolastico con abbastanza entusiasmo, per la prima volta si metteva a fare i compiti da solo, anche se con diversi errori ortografici che la maestra (di italiano) non accettava e correggeva con segnacci rossi ben marcati. Poi passate le prime due settimane, sotto mia richiesta, mi arrivano avvisi che Giovanni sta con la testa tra le nuvole. Prendendone atto, do delle punizioni che, però, non sembrano scuoterlo più di tanto. Ha voluto iscriversi ad un corso di atletica ma anche lì l'allenatore si è lamentato perché Giovanni sta per i fatti suoi. Parlandone con l'altra maestra (storia e geografia) mi dice che i bambini con certi atteggiamenti hanno qualche problema "alle spalle". Premetto che non sono una mamma che lo ha lodato molto, quindi come autostima forse ne ha poca. Ora la cosa è peggiorata e Giovanni fa i compiti tanto per farli senza nessun impegno.

Forse sono io che lo influenzo in negativo perché mi arrabbio facilmente. Giovanni non è un bambino cattivo, mi aiuta quando gli chiedo ed è permaloso quando viene offeso ma non lo da a vedere. E' molto chiuso non racconta molto di sé, a volte racconta bugie sia per mascherare una marachella sia per raccontare un fatto irreale! Ho un'altra figlia di 4 anni molto precisa per la sua età, a volte colora i disegni del fratello sui quaderni di scuola al posto suo e lo fa bene, se non meglio di lui. Forse che lui se ne renda conto e la cosa lo turbi in segreto! Anche perché lei viene elogiata davanti a lui come sorella più piccola. Ora le chiedo qual è il problema di mio figlio? Come si deve fare per ottenere almeno in minima parte quello che noi genitori vogliamo da lui visto che con le punizioni non abbiamo ottenuto nulla e che con lui è molto difficile parlare?

 

Gentile signora,

è difficile darle i consigli che chiede con le poche indicazioni che emergono da una richiesta di consulenza, ma tenterò di darle alcuni chiarimenti che la stimolino a chiedere una consulenza diretta ad uno specialista.

Le bugie, il rifugiarsi nel mondo irreale e il rifiuto scolastico, a questa età, spesso sono il sintomo di un disagio, una risposta alla incapacità di stabilire una relazione positiva con l'adulto di riferimento (genitore).

Il rifiuto scolastico può avere varie cause ma all'interno del quadro che lei descrive mi sembra si possa collocare come "Rifiuto scolastico da inibizione della problematica edipica".

Quando il bambino era in questa fase evolutiva psicoaffettiva è nata la sorella che ha catalizzato su di sé le attenzioni.

Andrebbe indagata e compresa la figura del padre in questo contesto, che lei non cita nella sua richiesta, in quanto, di solito, è la rivalità irrisolta col padre che scatena tali comportamenti scolastici.

Il fatto che il bambino tenda a dire le bugie è un modo per dire a se stesso che la mamma non è onnipotente e non può leggere nel suo pensiero. Il potere genitoriale in tal modo tende a declinare ed i comportamenti oppositori si sviluppano appieno.

Va compreso se questa menzogna è utilitaristica o arriva a livelli di mitomania. Ovviamente cambiano i livelli di gravità di questi comportamenti.

Va infine valutato se il Rifiuto scolastico non è invece insito in un comportamento caratteriale o psicopatico più generale.

Le consiglio quindi una consulenza pedagogica approfondita per capire la relazione e educativa che si è stabilita fra voi genitori e il nostro figlio e per poter verificare, insieme al consulente, le modalità più adatte per cercare di comprendere meglio gli aspetti che lei ha descritto.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 4, Marzo 2002

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