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Prima elementare e frequenza

Gentile Redazione,
Il direttore didattico della scuola di mio figlio ha deciso di aumentare i pomeriggi di frequenza per ottenere un insegnante in più. Io sono contraria al fatto di far stare fuori casa mio figlio tutti i giorni per ben 9 ore, considerando anche il fatto che si tratta di prima elementare. Potrebbe essere una soluzione iscrivere mio figlio ad una scuola privata per fargli fare una primina a "metà", e poterlo mandare così a settembre 2002 in seconda (dove i pomeriggi da stare a scuola sono tre invece che cinque). La scuola opera a moduli ed ho il figlio maggiore che frequenta già la seconda, quindi mi dispiacerebbe cambiarla. Confido in un consiglio.

 

Gentile signora Emanuela,
il carico di frequenza cui sono sottoposti i bambini fin dai primi anni di scuola rischia di essere effettivamente eccessivo. La riforma dell'istruzione ipotizzata dal Ministro Moratti sembrerebbe affrontare anche questo problema, attraverso l'abolizione del tempo pieno e la riduzione della frequenza obbligatoria a 25 ore settimanali in ogni ordine di scuola. Oggi le scelte circa l'organizzazione del tempo-scuola spettano al Consiglio di Circolo o di Istituto, nei quali dovrebbero essere rappresentati i genitori, in modo che non prevalgano solo ragioni organizzative ma anche la serenità ed il benessere dei piccoli alunni. Ciononostante, la situazione che descrive non è rara ed allora bisogna ricorrere a scelte che hanno forti controindicazioni, come nel suo caso. Lei conosce il suo bambino, la sua resistenza alla fatica, il suo bisogno di muoversi liberamente: valuti la soluzione migliore (ed il male minore), non escludendo la scelta di una scuola diversa da quella dove è inserito il fratello.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 6, Maggio 2002