- Categoria: Difficoltà a scuola
Scuola Steineriana?
Cortese Redazione,
chiedo un aiuto ed un suggerimento.
Miei conoscenti, con una figlia della stessa età della mia, nove anni, hanno da quest’anno iscritto la piccola ad una scuola Steineriana che si trova nella nostra provincia.
Queste persone parlano continuamente delle meraviglie che compie questa scuola per loro figlia, di come lei venga aiutata a crescere, ad esternare i suoi pensieri ed i suoi sentimenti, di come la scuola, così diversa dalla scuola pubblica, sviluppi i bambini psicologicamente ed emotivamente.
Io mi trovo dilaniata da un dubbio. Infatti mia figlia è una bambina molto chiusa e i miei tentativi di forzarla a comunicare un pochino, il più delle volte sono inutili. La mia bimba è piuttosto introversa e molto diffidente specialmente verso gli estranei che possono essere una persona incontrata per strada come i compagni di scuola.
Le maestre, con cui ho parlato, dicono che a scuola la bambina non ha problema alcuno ma lei, oltre ad avere il mal di pancia tutte le mattine prima di partire, piange e si dispera perché non vuole andare a scuola e, nonostante le indagini, non mi spiego la ragione.
Ho cercato di riassumere il più possibile il problema che ho e chiedo il vostro aiuto per capire in cosa consista esattamente questa scuola e se magari voi, avendone già sentito parlare, potete aiutarmi a capire se la scuola può essere una soluzione per mia figlia e in cosa sia diversa dalla scuola pubblica.
Mi e’ stato anche riferito che e’ una scuola piuttosto costosa ma se può essere utile sono disposta ad affrontare la spesa.
Vi ringrazio in anticipo per l’aiuto che potrete darmi.
Gentile signora,
le scelte educative sono scelte sempre molto difficili da compiere, per il semplice fatto che non si può tornare indietro per rifarle, come magari può avvenire in progetti edilizi o di altro tipo. L’ente biologico è dinamico e irripetibile. Quando poi nelle scelte educative entrano in gioco le Istituzioni educative e scolastiche allora i dubbi aumentano e le scelte di campo si fanno a volte molto difficili come nel caso che lei propone.
Prima di entrare nello specifico delle scelte scolastiche devo premettere che i problemi non si risolvono solo con la scelta della istituzione scolastica più adeguata, ma investono l’intero percorso educativo e di sviluppo della persona. Ben ce lo insegna la pedagogia clinica. Allora il mal di pancia non va sottovalutato, ma inserito in una prospettiva dinamica di tipo ecologico. Mi spiego meglio. Dalla mia esperienza clinica "Il mal di pancia" non si associa automaticamente a quella che sembra la causa apparente: la scuola; di solito la problematica si inserisce in una prospettiva più ampia di ambiente e di reazioni emotive all’ambiente. In questo processo giocano un ruolo fondamentale i pensieri e le interpretazione della bambina di fronte alle emozioni sorte all’interno di specifiche situazioni.
Ma veniamo alla specifico della sua richiesta: la differenza tra la scuola pubblica italiana e quella steineriana.
Sia la scuola pubblica italiana che la scuola steineriana hanno una lunga tradizione: la prima prende avvio ufficiale dalla legge Casati nell’ottocento, riprendendo la tradizione delle scuole comunali già attive sul territorio dello stivale, mentre la seconda trae origine dalle concezioni di Rudolf Steiner relativamente all’uomo: l’antroposofia è il suo punto di riferimento.
La prima scuola steineriana è quella di Waldorf fondata in Germania all’inizio del 900. Da lì si è ramificata in tutto il mondo contando anche in Italia un folto numero. Per approfondire l’argomento le consiglio di collegarsi al sito ufficiale della federazione delle scuole steineriane in Italia: www.rudolfsteiner.it.
Una delle differenze fondamentali tra i due tipi di scuole è che quella statale è centrata sulla dimensione cognitiva, mentre quella steineriana e centrata sulla dimensione affettiva. La prima non forma in modo specifico i docenti sul piano didattico, pedagogico e metodologico, mentre la seconda ha delle specifiche scuole di formazione che indirizzano l’opera dei docenti.
La suola pubblica italiana lascia di fatto un’ampia libertà che ogni docente gioca nella propria competenza e nelle scelte di campo che può fare all’interno dei vastissimi programmi dell’85 che sono tra i più innovativi d’Europa (tant’è che la scuola elementare italiana in tutte le statistiche si trova ai primi posti al mondo) mentre quella steineriana orienta in modo esplicito verso il fare, l’operatività; l’arte è il centro attorno a cui ruota l’educazione e la molla da cui si sviluppa la conoscenza.
Dice R. Steiner:"La vita stessa è la grande scuola di vita e si potrà uscire dalla scuola nel modo giusto soltanto se dalla scuola si porta con sé la capacità di imparare a conoscere la propria vita dalla vita. Non ci si deve chiedere: Che cosa deve sapere l'essere umano che sia connesso con l'ordine sociale esistente? ma: Che cosa vi è di predisposto nell'essere umano e che cosa può essere sviluppato in lui?"
In questa ottica la scelta della scuola steineriana investe a pieno anche i genitori che sono attori protagonisti all’interno delle scuole, intervenendo in prima persona nella gestione delle attività e dando un concreto aiuto nelle "feste" che vengono organizzate. I bambini costruiscono gli oggetti con cui lavorano e che utilizzano, arrivando, in taluni casi, a costruirsi i banchi stessi. Anche le discipline che si studiano sono un po’ diverse, alcune del tutto inesistenti nella scuola pubblica come è il caso dell’Euritmia.
Insomma le competenze non si acquisiscono a partire dalle conoscenze, come spesso avviene nella scuola pubblica, ma sono invece le conoscenze che si strutturano sulla pratica, attraverso l’uso delle abilità e dei talenti che ciascuno ha in sé: così il bambino competente, riflettendo su sé stesso e sulle opere del suo ingegno, diventa padrone di sé e del suo ambiente.
Bisogna però dire che molte scuole pubbliche si muovono in queste stesse direzioni e nell’epoca della globalizzazione le differenze le fanno i singoli docenti e capi di istituto: "Il corpo docente" prende a piene mani da tutte le esperienze e molte delle idee steineriane, come le esperienze delle scuole internazionali e di altre, sono entrate a pieno titolo anche nella scuola pubblica italiana.
Il consiglio che le posso dare è perciò quello di valutare direttamente con i suoi occhi e con le sue orecchie il clima che si respira nelle singole realtà scolastiche. Vada a visitare la scuola steineriana, porti con lei sua figlia e cerchi di ascoltare le sue emozioni, valutando attentamente quanto, come genitori, siete disposti a dare in chiave emotiva, spirituale e operativa; ogni scelta educativa coinvolge a pieno la famiglia e di questo bisogna esserne coscienti. Maggiore è il coinvolgimento maggiore è la riuscita.
copyright © Educare.it - Anno II, Numero 7, Giugno 2002

