- Categoria: Difficoltà a scuola
Quando il quartiere non è "borghese"
Sono la mamma di tre figli Augusto di 17 anni, Luca di 5, e Serena di 3.
Il prossimo anno Luca e Serena inizieranno rispettivamente la prima elementare e la scuola materna, il mio grosso dubbio è dove mandarli a scuola. Finora la mia esperienza scolastica con Augusto è stata molto soddisfacente ha frequentato delle ottime scuole nel quartiere vicino al mio (5 chilometri) dove si è inserito benissimo, o meglio dove io mi sono inserita benissimo, visto che è il quartiere dove sono nata e cresciuta, di connotazione molto borghese, belle case (tra l'altro costosissime), ambiente sociale medio alto.
Abito invece in una zona di periferia metropolitana, ai limiti di una borgata con tutti i disagi sociali e culturali del caso, ho comprato casa li perche' i prezzi erano sicuramente migliori e noi siamo una famiglia numerosa. Il problema e' che Augusto è venuto su molto bene ma non si è mai inserito nel suo quartiere,ancora oggi che l'ho iscritto al liceo sotto casa non riesce ad inserirsi e continua a protestare che l'ambiente non è quello dove e' cresciuto e dove si e' formato. Ora, a causa di questo, vorrei iscrivere i due piccoli alla scuola sotto casa, un'ottima struttura , con degli ottimi insegnanti, (ho cercato di informarmi e di parlare con la direttrice) ma dove l'ambiente e' molto "coatto", temo che i miei figli non riescano ad inserirsi ed anch'io peraltro.
Finora sia Luca che Serena hanno frequentato le scuole del quartiere "borghese" di cui prima parlavo e mi sono trovata benissimo, però vorrei tanto osare questo cambiamento con loro? Prima di tutto perche' credo nella scuola di quartiere, poi penso che ogni figlio abbia diritto ad una storia personale ed autonoma e terzo in questa città il traffico è incredibile e questi spostamenti con due bambini sono diventati veramente scomodi.
Sento moltissimo il peso di questa scelta perché so che influenzerà molto la loro vita, vi ringrazio anticipatamente per l'aiuto che vorrete darmi.
Gentile Signora,
nella Scuola per l'infanzia (ma anche in prima elementare) il fanciullo deve conseguire uno sviluppo armonico della personalità e l'ambiente è un fattore determinante di questo sviluppo. La sua crescita culturale è strettamente collegata alla maturazione affettiva e sociale: a Scuola acquisisce, tra le altre competenze, anche quelle che riguardano la socialità, l'affettività, l'espressione, la comunicazione. In una parola: i bambini socializzano influenzandosi a vicenda. Sembrerebbe quindi evidente che la soluzione più giusta, per i quesiti che Lei pone, sia quella di seguitare a mandare i piccoli Luca e Serena nella Scuola del "quartiere borghese" che peraltro hanno già frequentato con ottimi risultati.
Contro questa soluzione vi sono però grossi problemi, sia di carattere pratico che psicologico.
Mi rendo conto dell'enorme disagio che una soluzione del genere comporta in una città "malata" di traffico: è un disagio che a lungo andare potrebbe logorare Lei e affaticare i bambini.
Ma c'è un altro aspetto da non sottovalutare: la casa non può essere vissuta come un albergo, un luogo evitato di giorno e frequentato la sera, solo per il riposo. Questa soluzione finirebbe per isolarvi: dal quartiere "buono" (perché in realtà non è il vostro quartiere di appartenenza) e da quello nel quale avete scelto la nuova casa perché, non essendo del vostro livello sociale, lo evitate.
La soluzione che mi sento di consigliarLe è di "osare" per quest'anno la scelta della Scuola di quartiere: nelle relazioni con i coetanei i Suoi bambini sperimenteranno in modo diretto anche l'esistenza di posizioni sociali diverse, di culture e comportamenti differenti dai loro.
Del resto nelle Scuole di ogni quartiere (in particolare nella Scuola Materna) sono sempre presenti alcuni bambini svantaggiati perché provenienti da ambienti socioculturali molto bassi: ma Le assicuro che, se le Insegnanti sono valide, l'integrazione di questi fanciulli avviene senza alcun problema per la classe.
A questo punto mi permetto di invitarLa a non sottovalutare il disagio di Augusto.
In età adolescenziale l'appartenenza ad un gruppo di coetanei è fondamentale per acquisire autonomia e completare la propria personalità. Ma sono certa che Lei, che è una Mamma sensibile ed attenta, saprà indirizzarlo verso qualche associazione (Parrocchia, palestra, ecc.) dove il Suo ragazzo potrà facilmente integrarsi.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 2, Gennaio 2005.

