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Concentrazione e bisogno di conferme

Franco ha otto anni e tra poco inizierà la terza classe elementare. E' sempre stato vivace, curioso, allegro.

Insieme a queste caratteristiche manifesta una certa insicurezza sulle sue prestazioni, ha spesso bisogno di conferme. A scuola le maestre hanno segnalato il suo chiedere sovente "Va bene?" un
po' timoroso.

Sia in prima che in seconda attraversa poi fasi/periodi in cui fatica a seguire le lezioni e "fa quel che vuole" (attira l'attenzione, si alza, scherza..) senza ascoltare alcun richiamo. Verso aprile/maggio le maestre erano preoccupate poichè "non lo riconoscevano più": perdita di concentrazione, aumento dell'essere da un altra parte con la testa, etc etc.

In lettura e scrittura fatica ad avere gli stessi progressi che ha nelle altre materie: legge lentamente e con una certa fatica, dimentica alcune parti grammaticali, non si appassiona alla lettura nonostante sia stata una delle attività cher abbiamo condiviso di più con lui. In generale la concentrazione è faticosa: pensa ad altro, si alza, parla etc.

Ora si avvicina l'inizio dell'anno scolastico e le difficoltà in lettura e scrittura sono presenti e soprattutto nella concentrazione. C'è qualcosa che potete dirci in merito?
Grazie anticipate.

 

Gentile sig. Oscar,
del suo bambino descrive due diversi ordini di "problemi": potremmo definire i primi di tipo "emotivo" e riguardano il bisogno di conferme, l'insicurezza, l'attirare l'attenzione ecc... Diverse sono invece le difficoltà di lettura e scrittura (non descrive quali), di concentrazione: si tratta di abilità di tipo prettamente cognitivo, anche se è spesso dimostrata una interrelazione tra fattori emotivi ed cognitivi nei profili dei bambini che manifestano difficoltà a scuola.

Sulla base dei pochi elementi che mi fornisce, credo che convenga focalizzare primariamente l'attenzione sulla lettura e sulla scrittura. Nel primo ciclo della scuola elementare, tali abilità sono al centro del processo di insegnamento-apprendimento, con l'obiettivo che i bambini divengano sufficientemente capaci da usare poi, a partire dalla terza elementare, il leggere e lo scrivere in modo "strumentale" per apprendimenti più complessi. Pensi, ad esempio, come una lettura corretta ed una buona comprensione del testo siano fondamentali per cominciare a studiare la storia e la geografia.

E' possibile che l'abilità di lettura in Franco non stia maturando come avviene per i suoi compagni. Più nello specifico, potrebbe verificarsi che il suo bambino spenda ancora molte risorse attentive sui processi di decodifica del segno grafico. Se così fosse, per Franco leggere correttamente diventa un compito molto faticoso e poco gratificante, che esaurisce quelle "energie cognitive" che i suoi compagni destinano invece alla comprensione, al ragionamento ecc. Ciò potrebbe essere all'origine di quella che lei definisce "perdita di concentrazione": il bambino si affatica precocemente sul piano cognitivo, la motivazione al compito viene meno e lui si distrae.

La invito a verificare tale ipotesi. Se fosse avvalorata dai fatti, le suggerisco di consultare uno specialista per avviare quanto prima un programma di intervento sulle abilità carenti, concordando al contempo anche una serie di interventi - a casa e a scuola - di supporto alla motivazione e alla stima che Franco nutre su di sé studente.

 


Educare.it - Anno VI, Numero 11, Ottobre 2006

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