Stop the genocide poster

  • Categoria: Enuresi

Enuresi?

Abbiamo due bimbe, una di un anno e una di cinque.
La bimba grande porta ancora il pannolino di notte; abbiamo provato a toglierglielo diverse volte senza successo, peraltro, francamente, abbiamo avuto paura di insistere, visto che la bimba beve molto durante la notte ed il pannolino la mattina è sempre bagnato.
Abbiamo provato a non darle da bere per due notti ma il risultato è stato vano. Abbiamo cercato di non farglielo pesare in nessun modo, ma comunque il problema rimane.

Sappiamo che esiste un farmaco apposito per l'enuresi, sempre che si tratti di enuresi. Come si può capire se effettivamente si tratta di enuresi oppure è soltanto una cosa passeggera che si risolverà col tempo? Bisogna fare degli esami? Tenga presente che il pannolino di giorno l'ha tolto verso i due anni senza particolari problemi.

 

Cari Genitori,
normalmente, verso i due-tre anni il bambino, acquisisce la capacità di controllo della minzione, sia per l'avvenuto completamento dello sviluppo neurofisiologico che per la capacità di comprendere le regole igieniche a cui ci si "deve" uniformare. Il bimbo, però, questo bisogno di controllo lo vive come una costrizione, un limite alla sua libertà di provare il piacere legato alla minzione. Questo controllo, più che un suo bisogno, viene attuato per "far contenta la mamma", per avere la sua approvazione e di conseguenza (così pensa il bambino) il suo amore. A livello inconscio però, in alcuni casi, viene messa in atto questa forma di protesta (enuresi); questo avviene quando il bambino "sente" di non ricevere o di aver perso tutto l'amore di cui ha bisogno.

Questa premessa è stata necessaria per aiutarvi a capire qual è il meccanismo che penso sia scattato in vostra figlia alla nascita della sorellina. Nell'enuresi, come in molti altri disagi psicologici che trovano espressione nel linguaggio del corpo, il bambino esprime il malessere che prova quando la madre "tradisce" il suo amore.
La gelosia che un bambino prova alla nascita di un fratellino è un sentimento molto forte, però deve controllarlo perché sente che gli farebbe perdere la stima dei genitori. Così questo sentimento inconfessabile persino a se stesso, gli fa molta paura ed attraverso questa "trasgressione" rivela sentimenti ed emozioni che non riesce ad elaborare mentalmente e neppure ad esprimere a parole.

Nel caso della vostra bambina, può darsi che solo quando capirà che la presenza della sorellina non è una minaccia che mette in pericolo la sua importanza all'interno della vostra famiglia, anche l'enuresi potrà scomparire. I suoi sentimenti che devono essere trattenuti durante il giorno, nell'abbandono del sonno "straripano". Fate in modo che la bimba possa esprimere liberamente la sua preoccupazione, facendole capire che la gelosia e la paura di perdere l'amore di chi si ama sono sentimenti comuni a tutti gli esseri umani, accettabili come sentimenti ma non presenti nella sua realtà.

Naturalmente sarà opportuno escludere eventuali cause organiche con gli opportuni accertamenti che il vostro pediatra vi indicherà, senza però dare troppa importanza ai sintomi fisici. Si corre il rischio che il bambino impari ad affidare al corpo il compito di segnalare i disagi che non riesce ad esprimere verbalmente. Se la bambina non parla volentieri di sé, sarà utile creare un clima sereno, privo di tensioni e di conflitti che aiuti la piccola a trasformare le sue emozioni in parole. E' essenziale non colpevolizzare il bambino, né con parole né con gesti che un letto bagnato ogni mattina può generare. Nel vostro caso la bimba porta ancora il pannolino. Provate a parlarle del fatto che questa abitudine potrebbe causarle arrossamenti fastidiosi e cercate di far si che sia lei a decidere di non metterlo più. Se un limite viene dato per "il suo bene" e non per la comodità altrui, il bambino lo accetta con maggior consapevolezza e rinforza il suo senso di responsabilità. Naturalmente si devono evitare le punizioni e le minacce e il parlarne con altri davanti a lei; tutto ciò rafforzerebbe il suo desiderio di "protesta".

Vi sarò grata se mi terrete informata dell'andamento della situazione; vista l'età della bambina può trattarsi di un momento di regressione che si risolve spontaneamente quando ritroverà la sua sicurezza all'interno della famiglia.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001