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  • Categoria: Enuresi

Enuresi a 15 anni

Sono il fratello di Enrico 15 anni, mio fratello soffre di enuresi notturna.
Enrico è stato presso l'ospedale di Catania, al Policlinico, nel reparto di pediatria specializzata in enuresi; ha fatto una prima visita con varie analisi e tornava al controllo periodicamente ogni mese, per circa sei mesi. Anche lui come in altri casi è stato sottoposto alla cura con il "Minirin DDAVP" spray nasale: il farmaco ha funzionato in un primo momento ma poi niente... Enrico inoltre pesa 95 chilogrammi per un metro e settanta cinque centimetri di altezza.

Sicuramente quello di Enrico è un problema in quanto è il secondogenito, io sono il primo e, purtroppo per lui, io vado bene in tutto e spesso capita di fare paragoni che lo mettono in netto svantaggio.

La mia richiesta non è solo di natura medica ma anche psicologica.

 

Gentile fratello,
quasi sempre i ragazzi che soffrono d'enuresi notturna, durante il giorno sono ben inseriti nelle varie attività sportive, sono bravi studenti, socievoli e fin troppo preoccupati di far emergere le proprie capacità. Ma questi atteggiamenti di sicurezza, a volte persino "spavaldi" nascondono una grande insicurezza ed una vita emotiva molto intensa che li espone in modo eccessivo a tutte le frustrazioni.

Durante il sonno, smettono di voler essere a tutti i costi "il primo della classe" e si lasciano andare , tanto da perdere totalmente il controllo (quel controllo che durante il giorno è persino ossessivo) delle funzioni fisiologiche ed è così che emettono urina senza accorgersene. Molti psicologi, dai vari colloqui avuti con ragazzi enuretici, hanno individuato in questa "regressione" una "sconfitta dichiarata nei confronti del padre".

Suo fratello si trova a dover competere anche con lei; il fratello maggiore "bravo in tutto", di cui non conosciamo l'età, ma che come lui stesso ci dice, spesso viene indicato come figura di riferimento e ancor peggio di confronto. Forse anche il peso eccessivo di Enrico è la conseguenza di una "perdita di controllo" che probabilmente poi lo fa sentire colpevole; ma questo non basta a lenire il dolore di una perenne delusione.

Questo smacco riguarda anche le relazioni sociali: sia il sovrappeso che l'enuresi, vengono vissuti con vergogna, anche quando i genitori ed i fratelli non esprimono giudizi o rimproveri. Teniamo però presente che nella comunicazione l'espressione verbale è solo una minima parte rispetto a quella paraverbale (mimica, gesti, posture, vicinanza,..) e spesso ciò che viene detto a parole non trova conferma nei gesti e negli atteggiamenti. Questa è "falsa accettazione" e come messaggio genera rabbia e disagio emotivo.

Usando farmaci e ricorrendo a ricoveri ospedalieri si corre il rischio di abituare il ragazzo ad affidare al corpo l'espressione dei suoi sentimenti ( rivalità, gelosia, rabbia, delusione...) invece di esprimerli con le parole. L'incoraggiamento e la comprensione dei suoi "reali" sentimenti, aiuterebbero Enrico a sentirsi accolto ed accettato per quello che è e non per come sente che "dovrebbe" essere. Sicuramente l'aiuto di uno specialista può essere utile, anche per prevenire l'instaurarsi di un vero e proprio disturbo alimentare. Anche un'alimentazione esagerata spesso è il tentativo inconscio di compensare delle richieste che l'ambiente circostante non sa soddisfare.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001