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  • Categoria: Enuresi

Enuresi e farmaci

Sono disperata: vedo mio figlio soffrire perché la notte, pur avendo 13 anni, bagna il letto. Un dottore (urologo) dopo avergli fatto degli accertamenti mi ha consigliato il minirin/ddavp 0,2e mi ha detto che lo dovrà prendere per un anno e poi vedremo. Mio figlio lo prende già da 9 mesi ma se per una sera si dimentica di prenderlo bagna il letto. Le chiedo se questo medicinale si possa davvero prendere per così tanto tempo. Poi vorrei chiederle se non esiste un farmaco più forte, e se sa di persone che assumendo questo farmaco abbiano una perdita di capelli. La ringrazio per la sua eventuale risposta.

 

Cara amica,
numerose sono le terapie per trattare l'enuresi. Ad esempio esistono esercizi che insegnano a trattenere l'urina (il cosiddetto training vescicale) e ne conosco almeno tre tipi:

* allenamento: il bambino deve imparare a trattenere l'urina per un breve periodo dal momento in cui avverte lo stimolo della minzione. Da un periodo iniziale di 2 minuti, nell'arco di 1 mese si può arrivare ad un'attesa di 45 minuti. Per incentivare i bambini a partecipare possono essere stabiliti dei premi.
* conteggio: può essere utile insegnare al bambino ad interrompere la minzione, contare fino a 3 e poi riprenderla fino a svuotare la vescica. Questo esercizio dovrebbe servire a potenziare lo sfintere esterno e i muscoli del pavimento pelvico.
* autosuggestione (per i bambini più grandi): ogni volta che il bambino beve deve dire "Io voglio rimanere asciutto e posso farlo". E ancora, quando è a letto, prima di addormentarsi "mi sveglierò se avrò bisogno di andare in bagno".

La terapia farmacologica è soprattutto basata su un farmaco (da assumere sotto stretto controllo medico) chiamato desmopressina (Minirin/ddavp). Esso riduce la produzione di urine aumentando la ritenzione di fluidi e la concentrazione delle urine a livello dei tubuli distali. Il dosaggio di partenza (spray nasale o compresse al momento di andare a letto), può essere aumentato se il paziente non risponde. Consente di ottenere risultati immediati in più di 2/3 dei bambini. D'altra parte, una rassegna (Moffatt, 1993) di 18 studi controllati sulla desmopressina ha evidenziato che solo il 24,5% dei bambini era completamente "asciutto" durante la terapia e che il 94,3% mostrava una recidiva dell'enuresi una volta sospesa la desmopressina. La somministrazione del Minirin può essere prolungata anche per molti mesi senza particolari rischi per la salute.
La desmopressina è controindicata nei pazienti con polidipsia (assunzione esagerata di liquidi) abitudinaria, ipertensione o patologie cardiache.
I lievi effetti collaterali segnalati (<5% dei pazienti trattati) comprendono cefalea, dolore addominale, nausea e disturbi a livello nasale. Non mi risulta che la somministrazione di questo farmaco sia associata ad una perdita di capelli.
Alcune forme di enuresi notturna ottengono buoni risultati dalla terapia di condizionamento con allarme sonoro, attraverso apparecchi che svegliano il bambino quando si bagna.
Possono essere impiegati per 2-3 mesi e non devono essere usati nei bambini con meno di 7 anni, perché occorre la loro partecipazione attiva.
I trattamenti con allarme sono in assoluto quelli con maggiori tassi di guarigione a lungo termine (60-85%). Tuttavia il 10-30% dei bambini non accetta questo tipo di terapia.
Le famiglie che non possono permettersi un allarme per l'enuresi possono utilizzare una radio sveglia, un orologio sveglia o un orologio da polso con suoneria, programmati 3 ore dopo che il bambino è andato a letto.
D'altra parte alcuni bambini fanno la pipì addosso presto, nella fase di sonno profondo, quando è estremamente difficile imparare a svegliarsi. In questi casi il trattamento di questi bambini deve prevedere allarme + farmaci.
Quando l'enuresi è regredita con i farmaci, è possibile ricominciare la terapia con l'allarme, scalando gradualmente le medicine.
Grazie per l'attenzione.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 11, ottobre 2003