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Identità a 3 anni

Buongiorno, sono la mamma di 3 maschietti rispettivamente di 13, 7 e 3 anni e mezzo. Volevo chiarimenti rispetto al comportamento del più piccolo che mostra un atteggiamento molto attaccato nei miei confronti, ricercando una costante identificazione nel mio ruolo, quello di mamma.

Premesso che è un bambino molto socievole, alla scuola materna non ha nessun problema di inserimento e sta volentieri con tutti anche con gli estranei. Il problema è in famiglia nel momento in cui ricerca solo me e pochissimo il papà e passa i momenti liberi a far finta di essere una mamma, porta a scuola i pupazzi, ricerca giochi tipici femminile (bambolotti, bambole...), finge di cucinare e cerca di vestirsi per assomigliarmi: indossa foulard per far finta di avere i capelli lunghi come me, cerca ancora il mio seno e il contatto con il mio corpo. Chiede in continuazione come lo tenevo in braccio, come beveva il mio latte ..... Sottolineo che praticamente non sono mai riuscita ad allattarlo direttamente, tiravo fuori il latte e glielo porgevo con il biberon.
Volevo sapere se questa può essere considerata una fase di transizione e di passaggio, oppure una ricerca di identità o ancora un segnale di mancanza di una figura maschile. In ogni caso come dovremmo comportarci?
Grazie per la risposta

 

Gentilissima Franca, la sua è una richiesta di consulenza per me  molto stimolante! Ritengo infatti che nella domanda e, conseguentemente, nella risposta ci sia da porre attenzione a delle plurime sfaccettature. Spero quindi di onorare completamente questo aspetto.

Partiamo proprio dall’oggetto: Identità a 3 anni.
Io non credo che in questo caso siamo di fronte ad un processo puramente identitario. Proporrei quindi di sostituire il termine identità col termine di identificazione, che non sono proprio la stessa cosa. Dobbiamo e possiamo, allora, chiederci : perché questo bimbo, maschietto,  sta scegliendo proprio la mamma per identificarsi?
Facciamo un po’ di ipotesi: perché ha propensioni sue alle mansioni di accudimento e cura ? 
Perché ha una famiglia preponderantemente maschile ed ha già capito che deve trovare ovvie, giuste, sane, necessarie vie di distinzione e diversificazione?
Perché ha motivi relazionali per saldare bene il rapporto con la mamma e la via identificativa gli risulta la più naturale, cioè imita la mamma per averla sempre vicina e legata a sé? 
Lei, Franca, avanza in coda una ipotesi sua di “mancanza di una figura maschile”: ci sono degli elementi in merito? E, in tal senso, i fratelli (quello di 13 anni penso sia già un buon modello), gli zii e i nonni non possono bastare?
In tal caso, però, ciò andrebbe ad avvalorare l’ipotesi di un rinforzo dell’identificazione con la mamma per motivi di “carenze “ relazionali col papà…

Un discorso a parte merita, però, tutto l’aspetto riguardante la curiosità dell’allattamento: è naturale che i bimbi dell’età del suo siano incuriositi dal “come funziona” e quindi sicuramente il seno materno può apparirgli una “fabbrica “ interessante. Io, però, non ci insisterei più di tanto e sventerei ogni pericolo di lieve “morbosità”. Gli spiegherei velocemente cos’è un tiralatte, magari gli mostrerei qualche immagine promozionale; prenderei dei libri per bambini dove si vedono mamme od animali che allattano, al limite approfitterei di una cucciolata di cagnetti o mici con relativa mamma per fargli vedere un’operazione di allattamento dal vivo ma niente di più. Soddisfatta la curiosità in questi modi, passerei ad altro e lascerei estinguere il tutto.

Infine, lei mi chiede, cara Franca, se quella del suo bambino può essere considerata una fase di transizione e passaggio: sicuramente lo è! Ma, siccome dobbiamo tenere un po’ la mente anche sul pensiero di un percorso più ampio, dobbiamo ragionare e riflettere di quale processo tutto quanto lei racconta possa essere una tappa. Questo, ovviamente, devo lasciarlo a lei e al papà del bimbo ma, se lei vuole io potrei continuare a supportarla/vi.
La domanda a cui rispondere diventa così la seguente: in che cosa pensiamo che questi comportamenti possano sfociare ? 

Lei chiede al termine: come dovreste comportarvi ?
Con un bimbo di 3 anni esattamente come state già facendo: monitorando e offrendo al piccolo la più ampia scelta possibile. Ma, attenzione: non dipinga il mondo del suo bambino a tinte troppo nette! Non metta cioè accanto alle bambole e alle pentoline solo macchinine e soldatini che poi, con 2 fratelli maschi, credo ne abbia già abbastanza! Metta tante costruzioni, tanti fogli e colori, tanta pasta da modellare e tanti tanti libri, storie, favole, tutto il possibile per sognare e immaginare!
E quando fa finta di cucinare… provi a farlo cucinare veramente ! Magari in questo piccoletto si cela un cuoco, un bravo maestro o un fantastico papà!

 


copyright © Educare.it - Anno XII, N. 2, gennaio 2012