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Immaturo e svogliato a 6 anni

bambino-6anniSono la mamma di un bimbo di quasi 6 anni (li compirà a gennaio) che è vivace, allegro, curioso, giocherellone ma troppo spesso molto immaturo. Sia a casa che all'asilo si comporta sempre da sciocchino, è svogliato e si scoraggia moltissimo davanti alla più piccola difficoltà (esempio la manica della felpa è rovesciata: allora "non sono capace a metterla!").

 

Il bimbo ha iniziato la materna da anticipatario e fino ad ora aveva avuto uno sviluppo paritario a quello dei coetanei, da qualche tempo invece sia noi genitori, che le maestre dell'asilo, abbiamo notato questa sua difficoltà. Se seguito individualmente lavora anche molto bene(anche a detta delle maestre), se è con altri bimbi non riesce a mantenere la concentrazione ed inizia a fare il "pagliaccio", questo, succede sia all'asilo che a casa, sia per lo svolgimento delle attività didattiche che per la normale routine quotidiana(mangiare, lavarsi, vestirsi dove non viene distratto dai coetanei ma dal gioco).

Gioca con bimbi di tutte le età ma spessissimo preferisce rapportarsi con quelli più piccoli, con i quali fa il "leader" (proponendo giochi).
Io e suo padre fino ad ora gli abbiamo solo spiegato che sta diventando grande e da grande deve comportarsi, che c'è un momento per il gioco ed altri per mangiare, lavarsi, vestirsi, lavorare all'asilo. Ripeto, se il bambino vuole scrive, colora, disegna, sfoglia un libro per tantissimo tempo, ma deve essere lui a deciderlo, non altri ad imporglielo!
E' molto testardo e se una cosa non gli riesce alla prima non c'è verso di fargli capire che imparerà a farla, inizia il pianto ed il "non ci riesco!"
Ora io mi chiedo se è solo un bimbo svogliato e giocherellone o se possa avere qualche piccolo problema di attenzione, ed in ogni caso: come posso aiutarlo? Visto che il prossimo anno inizierà la scuola vorremmo risolvere la situazione per tempo!




Gentile mamma
l'infanzia è un periodo evolutivo complesso e delicato, caratterizzato da uno progressivo sviluppo fisico, cognitivo e psicologico. La situazione di evoluzione, però, se da un lato comporta la maturazione di notevoli risorse e potenzialità, dall'altro espone una struttura psicologica fragile ai più svariati rischi ambientali.
Nei bambini la capacità di esprimere un disagio difficilmente passa attraverso la via della comunicazione verbale; di solito essi manifestano il proprio disagio attraverso veri e propri sintomi fisici, oppure attraverso il comportamento, come eccessi di aggressività, paure immotivate, senso di inadeguatezza.
E' molto importante che i genitori e le persone con cui il bambino è in contatto come gli insegnanti, sappiano cogliere tali segnali.
Nel caso specifico il bambino sembra tollerare poco la frustrazione, se non riesce a portare correttamente a termine un compito qualsiasi piange con facilità e manifesta una difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei, portandolo a privilegiare attività individuali in cui non è richiesto il confronto con altri.
L'autostima è una cosa delicatissima, soprattutto se parliamo di bambini. E' importante mettere in luce le doti che possiede, motivandolo a dimostrare ed esprimere le sue capacità, piuttosto di enfatizzare i suoi punti deboli.
Ecco alcune cose che si potrebbero fare e dire per aiutare il bambino a costruire una personalità con una buona dose di autostima:

  • create situazioni nelle quali il bambino possa riuscire bene. E' più educativo sperimentare il successo che il fallimento. I bambini hanno bisogno di sentire di essere competenti, cioè di riuscire bene in quello che fanno;
  • ponetevi obiettivi realistici, senza aspettarvi che il bambino si comporti come un adulto. E tenete conto anche delle differenze di maturazione e di sviluppo di ciascuno; 
  • se necessario, dategli una mano: eliminate gli ostacoli che possono metterlo in difficoltà e offrite i sostegni necessari perché raggiunga ciò che si propone di fare, lasciandolo però fare da solo;
  • dategli attenzione anche quando non la richiede. Non mostrate interesse solo quando il bimbo è triste oppure ha un problema, ma anche quando è di buon umore. Così non avrà bisogno di ricorrere a pianti o a sceneggiate per attirare l'attenzione.

Per quanto riguarda il sostegno verbale, ecco alcune frasi esemplificative che sottointendono un rimando positivo o una soluzione:

  • prova a fare così ...
  • hai imparato che ...
  • puoi scegliere questo atteggiamento o questo ...
  • questo comportamento può portarti a questa conseguenza (positiva o negativa) ...
  • piuttosto che dare giudizi sul bambino (es. sei scorretto, impertinente ecc.) è opportuno dire: "In questo momento ti stai comportando in modo ... (scorretto, impertinente ecc) oppure "Il tuo comportamento è inadeguato" (non "tu sei inadeguato" che è ben diverso);
  • invece di dare dei divieti, dare delle soluzioni ovvero formulare le frasi in positivo e non in negativo (es. "cammina o parla piano" invece di "non correre, non urlare");
  • sottolineare e valorizzare gli aspetti positivi e le qualità del bambino con il rinforzo e l'incoraggiamento verbale.

In modi come questi, che sostengono e valorizzano le capacità del suo bambino, lo si aiuterete a tollerare i fallimenti e a non rifuggire il confronto con gli altri.


copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 11, novembre 2013

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