Main menu

Se non trovi la risposta che ti interessa chiedi cons oppure cerca qualcuno che ti possa aiutare

sostieni_educareit

Sindrome di down e mostri da combattere

A. ha la sindrome di down e ha 17anni. Sa leggere e scrivere abbastanza bene, ha una buona memoria, impara relativamente in fretta ed è maniaco dell'ordine. Frequenta un Corso speciale di formazione al lavoro per disabili. Spesso a scuola, durante l'intervallo, si isola dal gruppo per impersonificare "dragon ball" e viaggia con la fantasia combattendo contro improbabili mostri. Per innescare il meccanismo ha bisogno di un oggetto che rappresenta il suo "nemico". Il più delle volte quest'oggetto è una borsa di plastica che agita in aria e alla fine distrugge. Questa borsa gli è indispensabile e da quando non le ha più trovate a scuola (c'è lo zampino di noi formatori) se le porta addirittura da casa.
L'anno scorso, per combattere ..., non si riusciva a farlo rientrare dall'intervallo se non dopo 15-20 min.

Da quando abbiamo un atteggiamento più autoritario la situazione è migliorata: rientra quasi subito ma continua ad avere la "necessità" di combattere i suoi mostri.
Sono consapevole del fatto che sia un atteggiamento tipico del down che, per la sua immaturità psichica, scarica cosi le sue ansie e appaga il suo senso di insicurezza.
A. deve subire ancora un processo di crescita non indifferente.
La mia domanda è: come posso accelerare questo processo? E' consigliabile forzarlo a crescere o è il caso di aspettare?
La linea "dura" in stile comportamentista sembra funzionare, ma quanto è educativa?

sostieni_educareit

 

Caro Luca,
Le rispondo volentieri perché, avendo anch'io lavorato a lungo con persone disabili, trovo affatto scontato e, pertanto, ammirevole il fatto che un educatore continui ad interrogarsi rispetto ai processi di crescita dei soggetti che gli sono affidati, senza lasciarsi "spegnere" dalle attività di routine.
Inoltre mi fa piacere che Lei non si accontenti di soluzioni "semplici" in stile "vetero comportamentista" e sia alla ricerca di altri approcci.

Le manifestazioni di A. che ci descrive si prestano a diverse letture, ciascuna delle quali definisce poi il bisogno che lo origina e l'intervento educativo che potrebbe rispondervi. Lei propone una lettura a matrice psicologico/psicoanalitica quando scrive che di tratta di una "necessità di combattere i suoi mostri", di scaricare le ansie e di appagare "il suo senso di insicurezza".

Se percorriamo, invece, un'ipotesi di tipo comunicativo/relazionale, potremmo vedere nelle manifestazioni di A. il bisogno di un rapporto agito, anche fisico, con gli altri, che all'interno del CSO non riesce a trovare.
Il suo isolarsi potrebbe essere causa, ma anche conseguenza, di tale situazione, non scevro da una discreta dose di aggressività che, da giovane capace e ben educato, ha imparato a non dirigere sugli altri.

Un intervento su un caso analogo al Suo è ben documentato nell'ultima parte del bel libro di P. Zanelli, intitolato "Uno sfondo per integrare" (1988). Si tratta di un approccio poco o nulla eterodiretto, che si basa sull'assunto che i comportamenti si sostanzino - ed assumano significato - sulla base dello sfondo entro il quale si manifestano.
Per un ragazzino che scagliava oggetti contro gli altri è stato utile sperimentare un'attività di gruppo in cui il compito era proprio quella di lanciare spugne, palle e materiali comunque morbidi verso i compagni, che rispondevano volentieri al gioco. Il comportamento è rimasto lo stesso, ma è cambiato lo sfondo al punto da fargli perdere la dimensione di problematicità, permettendo al contempo l'espressione (e non la repressione) di un bisogno di natura primariamente relazionale.

Proposte di questo tipo, che non vanno mai disgiunte dall'anelito alla ricerca che dovrebbe caratterizzare ogni educatore speciale, difficilmente possono configurarsi come "forzature" rispetto alla crescita di una persona che è ostacolata dai deficit e dagli handicap.
Cari saluti e buon lavoro.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 1, Dicembre 2002

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.