- Categoria: Immaturità, ritardo nello sviluppo
Trauma cranico a 13 anni
Ho un bambino di 13 anni che a metà giugno ha fatto un incidente con la macchina ed è stato ricoverato con un trauma cranico commotivo con impatto fronto orbitario sinistro con ematoma palpebrale diretto e consensuale presente.
La settimana seguente è stato sottoposto ad intervento chirurgico di cranioplastica autoctona di frattura del tetto dell' orbita sinistra pluriframmentaria ed infossata curettage e tamponamento del seno frontale ampiamente interessato dalla frattura.
Da quando è successo questo incidente io non riesco piu a capirlo nel senso che è sempre molto agitato ed aggressivo nei confronti di tutti. Il medico che lo ha operato dice che è un momento passeggero che man mano si toglierà ma io sono molto preoccupata per questo ed vorrei un vostro consiglio.
Cara Signora,
innanzitutto vorrei comunicarle la mia vicinanza emotiva e la mia comprensione circa le sue preoccupazioni ed ansie. In tanti anni di lavoro con persone che avevano subito un trauma cranico ho potuto toccare con mano il dolore loro e delle loro famiglie. Devo anche dirle che in effetti le difficolta'comportamentali ed emotive sono le piu'difficili da gestire e le piu' lunghe da superare.
Tuttavia e' assolutamente vero quanto le dice il medico che segue il piccolo circa il fatto che molto spesso si tratta di problemi transitori. Non vanno tuttavia sottovalutati, soprattutto in un'eta' come quella del suo bambino, in cui comunque la personalita' ancora in formazione risente particolarmente degli stimoli e delle risposte ambientali. Per questo anche la famiglia ha spesso bisogno di essere guidata.
Le informazioni cliniche che lei mi da sono troppo poche per poter aggiungere dati tecnici. Certamente la sede di lesione fronto-orbitale e' abbastanza tipica per alterazioni comportamentali, ma da quello che lei scrive sembra esserci lesione esterna, non del parenchima cerebrale. Non ho capito neanche se il piccolo ha avuto un periodo di perdita di coscienza ed eventualmente quanto lungo. Non ho capito quale sia la vostra citta'di provenienza e dunque non sono in grado di individuare eventuali strutture specializzate, che purtroppo in Italia sono comunque pochine.
Se il bimbo sta tutto sommato fisicamente bene io comunque le suggerirei di individuare una persona in grado di fare una valutazione ed un bilancio delle funzioni corticali superiori (memoria, attenzione, problem solving..) e comportamentali. Spesso il deficit attentivo (che puo'anche dare manifestazioni secondarie di difficolta'di memoria) e' presente per vari mesi ed andrebbe trattato in modo specifico soprattutto per la ripresa scolastica. Data l'eta' mi sembra che suo figlio dovrebbe frequentare ancora la scuola media. Questo gli darà il tempo, se ce ne fosse bisogno, di lavorare specificatamente anche a scuola per il recupero (ripeto, se ce ne fosse bisogno) delle abilita'di base. Ci sono programmi specifici (es. della Erikson) sul metodo di studio o sulla soluzione di problemi che si prestano molto bene alla preparazione al reinserimento scolastico.
copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 12, Novembre 2004

