Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Memoria

Sono studentessa in filosofia. Da un mese, tutti i pomeriggi, mi occupo di una bambina di 10 anni e la aiuto a fare i compiti. Lei è contenta di me, si è già molto affezionata ma io sono preoccupata. Ho provato a carpire la sua attenzione in ogni modo, ho cercato di trasformare lo studio in gioco, le ho fatto prendere le sue pause ma, niente... un minuto dopo aver imparato qualcosa, non lo ricorda più. Questo accade anche nella quotidianità, non ricorda più quel che mi aveva domandato un minuto prima, per curiosità, per interesse. La madre dice di essere stanca perché la bambina ha sempre fatto così e lei non sa più cosa fare.

Altra cosa curiosa è che dice bugie, bugie senza scopo, pure invenzioni, costruisce castelli di bugie...

Quello che so d'altro, è che è rimasta orfana di padre all'età di 2 anni e mezzo, che fino a 2 anni fa a scuola vomitava tutti i giorni e la madre dice che, non so quando, ha avuto delle convulsioni. Sempre a detta della madre, è stata in cura dallo psicologo che non avrebbe rilevato turbe di alcun genere; ha fatto una visita neurologica ma, anche in questo caso, nulla di strano.

Il mio problema è che vorrei sapere se questi disturbi di memoria sono stati classificati in qualche modo e se esiste un metodo particolare di apprendimento che potrei utilizzare con la bambina.

 

Carissima Signora,

dal caso da lei descritto si evidenziano molti fattori che possono influenzare ed essere causa di difficoltà di memoria: le convulsioni, il vomito, il trauma psicologico dovuto alla perdita, la mancata motivazione verso l'apprendimento ecc.

Nonostante siano già state fatte delle analisi, l'EEG ecc. non risulta chiaro il fattore scatenante di tali difficoltà sarebbe quindi necessario una valutazione approfondita su memoria, apprendimento e motivazione cercando di capire se la bambina è demotivata o si tratta di un deficit specifico di memoria, e in tal caso, di che tipo di memoria (a breve termine, a lungo termine, verbale , visiva ecc.); tutto questo al fine di poter classificare la difficoltà mnestica della bimba e proporre un eventuale intervento riabilitativo.

La memoria comprende tre processi fondamentali che sono: quello della percezione dell'informazione, dell'immagazzinamento e del recupero dell'informazione acquisita;

Quando uno di questi tre processi viene meno si può avere un disturbo della memoria.

Riuscendo a capire quale dei processi di memoria sopra elencati è deficitario si potrà proporre un intervento educativo che coinvolga sia i genitori che le insegnanti e preveda un trattamento psicologico e/o pedagogico.

In caso di deficit di memoria con interventi mirati si può ottenere un miglioramento delle strategie di memorizzazione; stabilire un intervento che miri a potenziare le capacità carenti e ad utilizzare per gli apprendimenti il canale mnemonico che per lei risulta più semplice da adottare.

Pur non essendovi una situazione chiara riguardo alle cause della scarsa capacità di memoria appare evidente che la bambina ha sofferto molto, forse ha vissuto la perdita del padre senza elaborare un modo adeguato il lutto, ed ha vissuto in un clima di sofferenza con una madre che ha dovuto assumersi improvvise e grandi responsabilità e vivere momenti di solitudine.

Il dire bugie in certi casi può manifestare un desiderio di distorsione della realtà, un rifiuto di ciò che le accade intorno, un rifugio in un mondo diverso.

E' quindi importante riuscire a facilitare la comunicazione delle sue paure, offrirle un sostegno psicologico che le permetta di vivere una vita più serena elaborando i lutti della vita quotidiana e utilizzando le difese più adeguate.

Potrà essere utile per capire le sue proiezioni analizzare le sue bugie, costruire con lei dei sogni e delle storie fantastiche, delle fiabe dove poter osservare i personaggi con i quali si identifica.

Costruire disegni da poter portare allo psicologo che farà la valutazione.

Sperando con lei che la situazione migliori le auguro buona fortuna e rimango a sua disposizione.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 2, gennaio 2002