Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Difficoltà nel riconoscimento delle doppie

Gentili Consulenti,
mia figlia Licia, 7 anni, frequenta la seconda elementare. E' una bambina molto dolce, seppure con un carattere deciso, ben equilibrata, timida ma molto socievole. A scuola è amata da tutti ma fin dall'inizio della 1^ elementare abbiamo notato sia una difficoltà a mantenere costante l'attenzione e ora si è manifestata chiaramente la sua totale incapacità a riconoscere le doppie. Nella lettura è molto brava e memorizza facilmente un testo mentre le poche doppie che riconosce a forza di scriverle (mamma, gatto, letto e poche altre) se scrive in fretta le dimentica. La maestra si dice impotente e non sa se esistono esercizi utili a rafforzare questa incapacità. Nelle altre materie va bene, è molto ordinata e non ha problemi di calcolo. A scuola, l'hanno soprannominata "Nuvoletta" perché spesso si astrae in un suo mondo. La cosa strana è che sia mio marito che i suoi fratelli reagivano allo stesso modo tanto che mia suocera li portò a consulti dall'otorino ipotizzando un deficit acustico. Per fortuna nell'adolescenza hanno superato il problema giungendo tutti alla laurea, ma nelle elementari alcuni furono addirittura bocciati! Non vorrei lasciare nulla di intentato per cui vorrei un vostro parere.

 

Gentile mamma di Licia
Inizio subito con il consiglio di non preoccuparsi. Non preoccuparsi per la difficoltà nel mantenere costante l'attenzione, se questa non incide sugli apprendimenti e sulle prestazioni scolastiche. Spesso i bambini volano con il pensiero e con la fantasia sia per "prendere fiato" rispetto alla fatica richiesta a scuola, sia per "noia" (non tutte la attività possono essere interessanti). Succede anche agli adulti, no? L'importante è che "ritorni" a prendere il filo delle attività che sta facendo e che continui ad imparare.

Le "doppie": a metà della seconda elementare non sono certo un problema! Quelle che noi scriviamo come doppie in realtà sono un suono continuato, più lungo. Per imparare a scrivere i bambini devono, inconsapevolmente, imparare a fare l'analisi dei suoni (fonemi) che compongono le parole. Associando ad ogni suono una lettera, imparano a scrivere. La cosa si fa più difficile se la parola da scrivere contiene delle difficoltà. Una di queste difficoltà è il suono allungato che scriviamo come doppie.

Per alcuni (molti?) bambini ci può essere una piccolissima difficoltà nei processi di percezione (che è altro dal "sentirci bene"). Difficoltà che nel tempo si risolve con l'apprendimento di "come va scritta quella parola", con l'esposizione alla lettura e alla scrittura e, di conseguenza, con l'allenamento delle capacità di analisi fonologica. A questo si aggiunge la variabile del dialetto o dell'inflessione dialettale: le insegnanti del Veneto, per es., non si preoccupano certo a metà seconda elementare per le doppie. Risolvono sottolineando con la voce, nel dettato per es., "cavalllllllllo" quelle parole che vanno scritte con le doppie. Per i veneti, anche se parlano italiano, le doppie sono un cruccio e necessitano di molto più tempo per impararle.

Quindi, Le ripeto, non si preoccupi, se le difficoltà sono solo queste.
Una nota: visto che Licia è brava, consiglierei di proporle la lettura "a mente", silenziosa, che è una lettura per comprendere, per sapere "cosa c'è scritto". Mentre la lettura a voce alta va fatta per esercitarsi, con l'unico scopo di allenarsi, senza la richiesta di comprendere.
Una curiosità: tra le lingue europee, l'italiano condivide la fatica delle doppie solo con il finlandese.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 7, Giugno 2002