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Gemellarità, linguaggio e bilinguismo

Bon giorno, io sono Brasiliana mamma de due bambini gemelli, maschio e femmina, adesso hanno 2 anni e 7 mesi, parlano poquissimo, 4 o 5 parole, mi capiscono pero hanno molte dificoltà in esprimersi, come mai questo ritardo? Da cosa dipende?

Grazie in anticipo per il Vostro Cordiale Aiuto.



Gentile signora,
la sua richiesta presenta, tre aspetti: la gemellarità, il linguaggio, il bilinguismo.
Per dare una valutazione un po' più precisa, anche se con tutti i limiti di una risposta scritta, che vuole essere semplicemente orientativa, servirebbero alcune altre notizie. Per esempio la lingua usata dal papà, le possibilità di scambio in italiano dei bambini nella loro giornata con persone italiane, da quanto tempo sono in Italia, se le poche parole che usano sono solo in portoghese o anche mescolate con parole italiane.

Non è poi raro incontrare gemelli che presentino un ritardo di linguaggio.
Più precisamente, alcuni gemelli, acquisiscono con più lentezza rispetto agli altri bambini, la capacità di usare la prima frase corretta. Tuttavia, il ritardo, viene in genere superato prima dell'ingresso a scuola. Forse non è il caso di preoccuparsi per i suoi bambini ma penso sia corretto che ricerchi quelle informazioni che La possono guidare nell'osservazione dello sviluppo dei suoi bambini.

Lo sviluppo del linguaggio nei gemelli attraversa, infatti, un percorso differente rispetto ai singoli, proprio per il fatto che per i gemelli il modello linguistico prevalente non è quello dell'adulto ma c'è anche il gemello, considerando anche il lungo tempo che trascorrono insieme. Questo comporta una comunicazione verbale e non verbale intensa ed efficace, ma dove le parole sono spesso distorte e ridotte, proprio per l'età dei piccoli. È ovvio che dove la comunicazione è molto intensa ed efficace ha minor bisogno di usare "parole", e i gemelli hanno una davvero grande capacità di intendersi al di là delle parole. Questo, però, ha come conseguenza un uso e un ascolto ridotto del linguaggio e quindi, in un certo senso, un minor "allenamento" a parlare.
La madre e gli adulti che si prendono cura dei piccoli, inoltre, sono per forza limitati nello scambio comunicativo con i gemelli: è difficile, con i piccoli, mantenere i turni di parola, i bambini si sovrappongono, chiedono, rispondono (anche senza usare parole), agiscono e spesso non si ha il tempo di aspettare la risposta di un gemello che anche l'altro richiede attenzione. A questo si aggiunge l'evidente difficoltà ad avere molto tempo a disposizione per situazioni di scambio comunicativo.
Talvolta i gemelli sono velocissimi nel chiedere, rispondere, parlare, quasi in gara con l'atro gemello per assicurarsi così le attenzioni dell'adulto, ma con una precisione poco accurata. In altri casi, uno dei gemelli si tira indietro, aspetta a parlare o rispondere, sicuro che lo farà l'altro. In altri ancora, può accadere che un gemello sviluppi un linguaggio distorto: talvolta è un modo per differenziarsi.

In ogni caso ci sono aspetti specifici dello sviluppo del linguaggio da tenere presente, chiedendo anche consiglio, eventualmente al suo pediatra. Se può essere un'ipotesi probabile che il ritardo di linguaggio dei suoi bambini sia collegato alla gemellarità, si dovrebbe anche continuare ad osservare lo sviluppo del linguaggio per escludere che il ritardo sia dato da altri motivi. Suggerisco un'osservazione prolungata nel tempo, anche per valutare come evolve il linguaggio con l'entrata alla scuola materna, evento importante che spesso fa evolvere velocemente lo sviluppo del linguaggio.
In genere, con i bambini che manifestano un ritardo di linguaggio, è utile valutare diversi aspetti:

1. È importante valutare quanto il linguaggio dei bambini si distanzi dal normale e valutare quanto sia comprensibile.

2. Determinare se il ritardo del linguaggio è primario e non conseguenza di un generale ritardo di sviluppo (livello cognitivo).

3. Verificare se il disturbo è primariamente recettivo o espressivo o di entrambi i tipi. E se sono presenti problemi attenzione e di memoria o, ancora, problemi emotivi.

4. Si deve, inoltre, determinare quali sono le aree eventualmente più compromesse, e in che misura, in base al contenuto (vocabolario - semantica), alla forma (sintassi - morfologia - fonologia), al contesto (pragmatica), all'uso (varietà di funzioni presenti nell'interazione); ovvero osservare cosa fa il bambino quando usa il linguaggio e come lo usa, cioè come riesce a far passare un messaggio, quali contenuti riesce ad esprimere, quali regole della lingua possiede o non possiede;

5. Si deve valutare se e quanto il problema del linguaggio implichi anche problemi di comunicazione; cercando sempre di comprendere il suo messaggio, interpretando l'errore e identificando le strategie messe in atto; è opportuno inoltre tenere presente che spesso il bambino non è in grado di riconoscere la differenza tra la sua produzione e la forma corretta.

6. Tenere conto delle capacità e competenze del bambino ma anche delle strategie che egli usa per compensare nella comunicazione verbale (ad es. sostituzione di parole difficili da un punto di vista articolatorio o percettivo - articolatorio);

7. Tenere conto nell'anamnesi di alcune caratteristiche che possono riscontrarsi, quali: lallazione scarsa, e/o non canonica, familiarità, otiti ricorrenti.

Queste valutazioni vanno condotte da specialisti, e Le consiglio di intraprendere questa strada concordando con il pediatra dei bambini se e quando farle. Non dobbiamo dimenticare da un lato la grande variabilità di sviluppo nel linguaggio dei bambini, elemento tanto più importante, come abbiamo visto, per i gemelli, e dall'altro il bilinguismo.

Lei può aiutare i suoi bambini trovando spazi e momenti di gioco o di vita quotidiana, fuori casa, che i gemelli possano frequentare uno per volta: il gemello che resta con i genitori ha l'attenzione tutta per sé, il gemello che è fuori casa si trova in una situazione stimolante alla comunicazione verbale. Nella scuola materna dovrebbero poter vivere, anche solo alcuni momenti, attività in classi diverse.
Richieda che i bambini usino le parole per dire o per chiedere, perché spesso gli adulti rispondono a comunicazioni e richieste non verbali, non stimolando la necessità di usare le parole. Ovviamente non accetti che risponda il gemello A se la domanda è per il gemello B.
E infine, come PER TUTTI I BAMBINI, è ovviamente importante per tanti motivi, leggere fiabe e racconti, e non mi dilungo su questo argomento.
Usi comunque la sua lingua madre, così come dovrebbero fare gli adulti che si prendono cura dei bambini: l'esposizione a lingue diverse, se da un lato complica un po' l'apprendimento del linguaggio, dall'altro è una risorsa preziosa, negli apprendimenti e nelle competenze che nel tempo si costruiscono.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 7, Giugno 2003

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