Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Gravi difficoltà di apprendimento a 9 anni

Ho una bambina di 9 anni con gravi difficolta' di apprendimento; da tre anni viene seguita dall'unita' di neurospichiatria infantile della USL di XXX, dove abitiamo, ma mentre per la lettura e la scrittura qualche progresso si e' visto, per quanto riguarda il calcolo siamo ancora molto indietro, la bimba non riesce a contare ne' a fare semplici operazioni in quanto non associa il numero alla quantita'.

Io sono del parere che il metodo usato non sia adatto ai suoi problemi mentre le terapiste sostengono che il metodo e' quello e bisogna insistere.

Non so bene come comportarmi ne' a chi posso rivolgermi per avere un'altra opinione o un altro tipo di intervento sul problema; inoltre la bambina presenta dei difetti di pronuncia, soprattutto la R, che si ripercuotono sulla scrittura, ma mi viene negata la logopedista con la spiegazione che bisogna andare per priorita' e quindi insistiamo sulla letto-scrittura.

Vorrei avere il Vostro parere e un Vostro consiglio.

 

Gentile Signora,

nella sua richiesta non definisce di che tipo sono le difficoltà di apprendimento della sua bambina. Sono di difficoltà di tipo specifico? Sono di altra natura? E, in questo caso, da cosa derivano? Rispondere a queste domande può aiutare a spiegare la differenza di progressi tra lettoscrittura e calcolo.

Lei esprime disaccordo con le terapiste (logopediste?) sul metodo usato ma non spiega il perché, così come non spiega le motivazioni delle terapiste nell'insistere. Capita che i genitori non siano concordi con i riabilitatori, soprattutto quando le difficoltà sono abbastanza gravi. Genitori e riabilitatori possono vedere aspetti diversi nello stesso bambino. Sarebbe importante che le terapiste della sua bambina le spiegassero con chiarezza perché il metodo scelto da loro è corretto e perché i risultati sono lenti. Tenga, però, in considerazione che il numero e il calcolo sono aspetti ancora poco studiati dalla ricerca clinica e solo da poco si è iniziato a pubblicare lavori utili a formare competenze in merito.

Nella seconda parte della richiesta Lei parla di "difetti di pronuncia": se il suono articolato poco correttamente è solo /r/, a mio avviso non incide sulla scrittura e non vale certo la pena di convogliare energie utili in altre dimensioni.

Un dubbio: non ho capito bene che formazione hanno le terapiste che seguono la sua bambina. Credo di aver capito che non sono logopediste. La cosa mi sorprende perché in genere sono proprio le logopediste i riabilitatori competenti nella riabilitazione della lettoscrittura (cosa definita anche dal profilo professionale definito nel decreto 14 settembre 1994, n° 742).

La logopedista poterebbe valutare le competenze di analisi - sintesi fonologica della sua bambina: queste sì sono abilità di base necessarie alla lettoscrittura (analisi fonologica: saper dire i suoni, uno per uno, che compongono una parola; sintesi fonologica: saper dire la parola sentite un suono per volta).

Mi è difficile dirle di più non conoscendo né il tipo di difficoltà di apprendimento, né la specializzazione delle terapiste, né il tipo di lavoro che portano avanti Il mio consiglio è quello di insistere nel chiedere chiarimenti ma non soltanto alle terapiste della bambina, ma a tutti i clinici dell'unità di neuropsicologia coinvolte nella valutazione della bambina.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 3, Febbraio 2005