Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Disturbo specifico dell'apprendimento della lettura e della scrittura

Sono la mamma di un bambino di undici anni a cui è stato diagnosticato un disturbo dell'apprendimento della lettura e della scrittura. Per anni mi sono sentita dire dalle insegnanti che il bambino era distratto e disorganizzato, quest'anno è in prima media e verrà sicuramente bocciato, allarmata dal fatto che mio figlio non riesce a scrivere, per questione di velocità, i compiti sul diario, dimentica i quaderni su cui ha fatto i compiti a casa, consegna i quaderni all'insegnante per le correzioni e poi ci fa smontare la cameretta per cercarlo.

Ha una scarsa coordinazione motoria e quando gioca a palla con la sua squadra spesso inciampa sui suoi stessi piedi ecc.

Ho proveduto contro il parere degli insegnanti a farlo visitare da un neuropsichiatra infantile che ha diagnosticato quanto sopra.

Il mio bambino inizierà a breve la riabilitazione, ma vorrei sapere nel frattempo come mi devo comportare, quali sono le strategie di educazione migliori per aiutarlo a uscire da questo stato di inferiorità in cui si trova, e vorrei avere delucidazioni sul metodo Davis.

 

Capisco il suo stato di preoccupazione, purtroppo spesso difficoltà specifiche dell’apprendimento possono facilmente essere confuse dalle insegnanti con mancanza di volontà e impegno, immaturità, talvolte ritardo cognitivo e, frequentemente, non viene consiglia una diagnosi. Quando parliamo di disturbi specifici dell’apprendimento si presuppone invece che vi sia un quoziente nella norma e che vi siano difficoltà di lettura, o scrittura (spesso associati anche a difficoltà di memoria) causati da deficit circostritti di elaborazione e percezione a livello visivo, visuo-spaziale, uditivo, fonologico, e/o da una difficoltà nel rendere quei processi di lettura e scrittura automatici (si spiega quindi la lentezza nella lettura e nella scrittura).
Queste difficoltà possono essere limitate con un intervento pedagogico specifico volto al potenziamento delle strategie che possono portare il ragazzo a raggiungere una capacità di letto-scrittura migliore ed a aumentare la sua autostima.

Purtroppo raramente i bambini vengono segnalati in seconda elementare, ma viene spesso trascinanto fino alle scuole medie quando si sono accumulate nei ragazzi esperienze frustranti e sconfitte che hanno portato ad un abbassamento del livello di autostima ed hanno favorito disattenzione e disinteressamento verso la scuola e l’apprendimento con possibili conseguenze negative sulla stima di sé e successivamente sul comportamento.

È importante chiarire al bambino che il problema non è nell’impegno né nell’intelligenza ma in una difficoltà che con le adeguate strategie e la collaborazione delle insegnanti potrà essere aggirata.
Tuttavia interventi specialistici non possono sostituire la figura dell’insegnante di classe ma ci dovrà essere una stretta collaborazione.

Ron Davis, l'ideatore del metodo Davis, afferma che "La dislessia è un dono. Però sia il sistema scolastico, sia le infrastrutture della nostra società e, non da ultimo, il nostro sistema di scrittura, non sono aperti a questo modo di pensare. Dobbiamo perciò imparare ad usufruire di questa capacità e adattarci alle norme abituali”.
Il metodo Davis si orienta sull’importanza del potenziamento delle capacità che reputa associabili ai soggetti dislessici quali creatività e forte capacità immaginativa e al potenziamento dell’autostima. Usa tecniche volte al miglioramento delle capacità di orientamento, tecniche per il Controllo dell'energia (tensione, rilassamento), Strategie per l’apprendimento (scrittura, calcolo, lettura, comprensione, organizzazione), Allenamento alla giusta percezione. (in “il dono della dislessia”, R. D. Davis, Armando Editore può trovare questo metodo illustrato con chiarezza)

I ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento della lettura e della scrittura (associato anche a difficoltà di memoria e concentrazione), affinchè si possano vedere effettivi miglioramenti dovranno essere sottoposti sia ad un trattamento riabilitativo specifico volto a:

- migliorare le capacità percettive e di orientamento,
- favorire l’utilizzo di strategie per migliorare la memoria,
- facilitare i processi di automatizzadione di lettura e scrittura (risulta utile per rendere più rapidi questi processi il software tachistoscopio dell’anastasis che può ordinare anche dal sito internet www.anastasis.it).

Inoltre per quanto riguarda l’intervento scolastico potrà essere utile:

- portare avanti il programma eliminando o riducendo in classe i momenti di lettura e scrittura (permettendo di registrare le lezioni o schematizzando le spiegazioni),
- registrare su audiocassette le pagine da studiare,
- permettere al ragazzo di registrare ciò che ha studiato,
- prediligere le interrogazioni orali a quelle scritte,
- gratificarlo frequentemente davanti ai compagni su argomenti che ha studiato o ricerche svolte.

Sperando di esserle stata di aiuto rimango a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento e delucidazione.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005