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Sviluppo del linguaggio non adeguato

Nostro figlio Thomas ha 3 anni e 1/2, capisce tutto, è sensibile, dolce ed allegro, ha una buona capacità di coordinazione motoria e non è sordo, ma non ha uno sviluppo del linguaggio adeguato alla sua età, in sintesi le parole sono pronunciate male, non riesce a fare racconti, le frasi che costruisce correttamente sono abbastanza brevi (la più lunga ad esempio è: mamma cosa stai preparando?).
Il foniatra che lo ha visitato, dopo aver sentito anche il parere del logopedista, ci ha consigliato una visita dal neuropsichiatra infantile, secondo loro oltre alla difficoltà nel costruire le frasi è da prendere in considerazione anche la scarsa capacità di concentrazione (in realtà da quando va alla scuola materna da questo punto di vista è notevolmente migliorato, sta seduto quando deve ed aspetta il suo turno se è in coda per i giochi, quindi secondo noi può essere che alla visita fosse stanco ed agitato).

Siamo preoccupati che Thomas non migliori e che quindi questo pregiudichi la sua autostima. Che cosa ha che non va? Cosa possiamo fare in attesa della visita con il neuoropsichiatra che avverrà solo fra due mesi?
Vi ringraziamo.

 

Gentili signori,
le vostre preoccupazioni sono comprensibili ma, dagli elementi che riportate nella vostra richiesta, non sembrano troppo giustificate: non c'è motivo che Thomas non migliori.
Tre anni e mezzo sono un'età in cui è piuttosto frequente rilevare una notevole variabilità nello sviluppo del linguaggio. È quindi importante valutare correttamente le competenze e le capacità di un bambino.
Presumo che sia per questo motivo che il foniatra e il logopedista vi hanno consigliato la consulenza con il neuropsichiatra infantile. È usuale inoltre che le valutazioni vengano ripetute dopo qualche mese per confrontare i livelli di sviluppo.
È molto importante per un clinico diagnosticare correttamente un ritardo e non confonderlo con la variabilità individuale.

Dalla vostra descrizione, Thomas sembra essere un bambino adeguato dal punto di vista comunicativo, motorio e sensoriale. Il ritardo linguistico sembra essere limitato al piano sintattico e a quello fonologico (le parole dette male) anche se l'esempio di frase che riportate non è poi così semplificata!
In ogni caso, dopo aver effettuato le valutazioni con il neuropsichiatra infantile, rincontrerete il foniatra e il logopedista: chiedere loro elementi più precisi (intendo il dettaglio dei test di vocabolario, di comprensione sintattica, di ripetizione ecc.). È vero che i genitori non sono "esperti" in test specialistici, ma per il clinico è una buona occasione per spiegare con chiarezza il problema del bambino attraverso i risultati delle prove e per i genitori per porre domande, e questo è molto più chiaro che non ricevere "opinioni" e "descrizioni" talvolta troppo sintetiche.
È apprezzabile e rassicurante che vi sia stata richiesta la valutazione neuropsichiatrica per la scarsa capacità di concentrazione. Probabilmente qualche difficoltà (o immaturità?) c'è, se voi stessi affermate che A. è migliorato. Le capacità di attenzione, concentrazione, ascolto sono fondamentali nello sviluppo linguistico.

Quindi chiedete spiegazioni ai clinici fino ad avere le idee almeno abbastanza chiare, ma fate attenzione all'uso di uno stile "giustificativo" (" ... secondo noi può essere che alla visita fosse stanco ed agitato"): può non essere benefico per Thomas. La "spiegazione" è cosa diversa dalla "giustificazione".
Quindi in questo tempo di attesa, vi consiglio di trasformare le preoccupazioni in capacità osservative, che sono sicuramente più utili. Osservate e prendete pazientemente nota di alcuni comportamenti che vi sembrano rilevanti (consiglio un quaderno e non foglietti sparsi). Osservate le capacità di mantenere l'attenzione su un compito (un gioco, un libro, un disegno, lo stare a tavola, ecc), la capacità di ascoltare (non intendo la televisione ovviamente!), di stare alle regole (ogni età ha il suo livello di rispetto delle regole).
Questo vi aiuta ad evitare "il fare" poco mirato e spesso troppo appesantito dall'ansia, che ai bambini pesa ben di più delle loro parole dette male.

In seguito alla conclusione del percorso diagnostico, chiedete al foniatra la descrizione precisa dell'eventuale problema rilevato, nei vari aspetti, e quale progetto di presa in carico hanno predisposto. Solo a questo punto vi potranno dire cosa potete fare, scegliendo le indicazioni appropriate.
La situazione vi sembrerà più chiara e più leggera.

 

 


Educare.it - Anno VI, Numero 10, Settembre 2006

 

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