Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Difficoltà di apprendimento (?)

La mia bambina di 6 anni ha appena iniziato a frequentare la 1° elementare.

H o notato da subito che i compiti non l'appasionano certo, ma non mi sono preoccupata più di tanto, la mattina non fa storie per andare, se le si chiede cosa ne pensa della scuola, lei risponde "che l'intervallo dura troppo poco".

Con il passare dei giorni ho notato che alcuni esercizi che doveva svolgere in classe non li ha terminati, li ha sbagliati del tutto o proprio non li ha fatti. Più per scrupolo che per vera preoccupazione vado dalla maestra e lei mi rivela che la bambina ha effettivamente difficoltà di apprendimento, poca memoria visiva, poca concentrazione, si distrae facilmente, non riconosce gli stimoli uditivi principali, mi parla di segnali tipo di omissioni, inversioni, è una bambina speculare, problemi di lateralizzazione occhio dx-mano sx e dulcis in fundo sentenzia che "Maria è una bambina che avrà difficoltà nella lettura", resto estereffata e chiedo un secondo colloquio dove mi conferma quanto sopra e mi fornisce una lista di attività (soprattutto manuali) che dovrebbero favorire il superamento di queste difficoltà. Quando Le chiedo se tutto questo può essere il sintomo di dislessia, lei mi risponde che parlerebbe più di disortografia ma mi consiglia di sottoporla a test specifici.

Avrete capito che resto dubbiosa su questa sentenza, soprattutto perchè emessa dopo 3 settimane dall'inizio della scuola. E' possibile che si possa esplicitare un giudizio dopo così poco tempo? Preciso che la maestra ha una trentennae esperienza, rinomata per far lavorare tanto i ragazzi ma anche per prepararli al meglio, cosa che apprezzo moltissimo.

La mia bambina è di sicuro pigra e forse anche svogliata, non ha trovato per adesso quel lato positivo nella scuola, anche se ritengo che la lettura sia migliorata, di sicuro è disordinata ma adesso scrive seguendo il rigo. Ha la testa fra le nuvole, forse potrei anche dire che non è matura per la sua età, ma non voglio incriminare solo lei, all'inizio sono stata molto severa con lei, forse ammetto che avrei dovuto essere più comprensiva. Facendo domande alla mia bambina ho capito che se qualcosa non è chiaro a scuola lei non domanda, nei lavori di gruppo partecipa passivamente. Credo si senta intimorita dalla maestra.

Le ho già fatto fare la visita per l'udito e la vista con esito negativo, devo farle fare i test per la dislessia? Confesso che la sentenza della maestra mi ha stizzita, ma non voglio assolutamente entrare in conflitto con lei e meno che meno che se ne accorga la mia bambina. Credetemi non voglio che sia la prima della classe, ma solo che non perda l'occasione per imparare che lo studio può anche essere divertente.

Vi ringrazio per i consigli che vorrete deidicarmi, accetto ben volentieri anche le critiche. Di nuovo complimenti per il vostro sito.

 

Cara signora,
innanzitutto mi permetta un complimento per la misura con cui ha descritto la situazione, arginando una naturale preoccupazione con riflessione e ragionevolezza.

Entrando nel merito della questione, ritengo sia normale che all'inizio delle elementari qualche bambino non abbia ancora maturato i requisiti funzionali sui quali si svilupperanno poi - grazie alla scuola - le abilità strumentali della lettura e della scrittura.
Il prof. Cornoldi ed il suo gruppo di ricerca, ad es., identifica come pre-requisiti della letto-scrittura: una buona lateralizzazione (per poter procedere da sinistra a destra), la capacità di discriminazione uditiva, la percezione del ritmo (per leggere e scrivere occorre avere un certo ritmo), una efficiente discrimizione e memoria uditiva. A carico dell'apparato visivo, sono funzionali le capacità di operare una corretta analisi visiva e di integrare stimoli visivi ed uditivi.

Molti bambini sviluppano queste capacità in età prescolare, grazie anche ad un lavoro specifico durante la scuola dell'infanzia. Per coloro che all'ingresso della scuola elementare non sufficientemente "maturi", sono senz'altro utili degli esercizi specifici - prevalentemente di tipo motorio- come credo siano quelli che la maestra le ha indicato. A scanso di equivoci, vorrei precisare che non è in discussione l'adeguatezza della vista o dell'udito della sua bambina, come gli accertamenti hanno dimostrato. Ciò che potrebbe ancora essere in difetto è la sinergia tra le funzioni, grazie alle quali si sviluppano le abilità complesse della lettura e della scrittura.

Leggendo con attenzione quanto scrive, mi è parso di capire che la maestra non si è "sbilanciata" in prima battuta in una indicazione diagnostica, né le ha chiesto di effettuare dei test specifici. Infatti una diagnosi di dislessia o disortografia sarebbe impropria se effettuata così precocemente.

Personalmente, se la situazione non dovesse migliorare, rimanderei questi accertamente alla prossima primavera. Dedicherei un diverso ordine di considerazioni all'atteggiamento della sua bambina verso la scuola. Da quanto scrive, è possibile che sia intimorita dalla severità della mamma e dalla maestra verso le sue prime piccole produzioni. Anche questo mi sembra una reazione comprensibile se guardiamo il mondo dai suoi occhi: deve fare delle cose che le costano fatica, non ci riesce tanto bene ed in più viene ripresa... Lei scrive di aver già cambiato il suo atteggiamento: a mio parere dovrebbe posizionarsi tra la rassicurazione e la richiesta di impegno, senza perdere occasione di apprezzare ogni risultato, anche il più piccolo.

 


Educare.it - Anno VII, Numero 2, Gennaio 2007