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Inserimento difficile alla scuola dell'infanzia

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Buongiorno, sono una mamma che ha una bambina di 3 anni che ha iniziato la scuola dell'infanzia a settembre, lei e' stata sempre con me in questi 3 anni. Le piacciono molto i bimbi, ma nonostante cio' piange la mattina quando la porto a scuola e le maestre dicono che continua e smette ad intervalli e che chiede spesso di andare in bagno, cosi' mi fanno andare a riprenderla alle11.
Mi hanno anche detto che le danno altre 3 settimane di tempo poi si vedra' se sara' il caso di non mandarla piu'.
Se dovesse non andare piu' mi dispiacerebbe perche' lei quando torna a casa fa tutto cio' che le insegnano ed e' contenta, ma capisco anche che con 29 bambini in classe non possano sempre starla a tranquillizzarla e che non possano lavorare liberamente con gli altri bambini, non so cosa fare.
La mattina le spiego che andro' a riprenderla presto quando avra' giocato, le dico che le maestre sono brave che ha tanti bambini con cui giocare, lei sembra smettere di lamentarsi anche perche' inizia proprio davanti alla scuola, anzi a casa mi dice che vuole andare dai bambini poi pero' poi si comporta così. Grazie per la consulenza

 

Gentilissima Nada,
ho molto pensato al suo quesito e questo è anche il motivo per cui ho tardato nel risponderle, e me ne scuso: ho cercato di ipotizzare in vari modi il motivo per cui le insegnanti della Scuola dell'Infanzia dove lei sta portando sua figlia abbiano potuto anticiparle un possibile ritiro da parte della bimba stessa, a due/tre mesi dall'inizio dell'Inserimento.
Di fatto, non sono riuscita a fare nessuna ipotesi e, quindi, non riesco a non nasconderle una grande perplessità.

Proviamo ad andare per ordine.
Non vengono riferiti, e non mi sembra che ci siano, indicazioni o segnali particolari che giustifichino un ritiro della bambina o motivi evolutivi che possano far tendere a rimandare al prossimo anno un tentativo di inserimento : la bambina non ha comportamenti significativi che possano osteggiare la prosecuzione di questo tentativo e non viene riferito qualcosa che possa far pensare ad una sua marcata immaturità affettiva. La sua resistenza ad andare all'asilo, infatti, è assolutamente contenuta e "nei ranghi".
Non è possibile capire se questa struttura sia pubblica (comunale, statale, provinciale, federata...) o privata, unico dato per cui sarebbe pensabile che la scuola possa avere un suo regolamento dove sia contemplata la prerogativa di rimandare i piccoli a casa loro. Cosa che, se fosse, sarebbe per principio sbagliata.

Forse lei avrà letto le mie precedenti consulenze su Educare.it sull'inserimento alla Scuola Materna: ebbene, leggendole, lei avrà avuto la netta sensazione che la sua bambina, confronto ad altri, praticamente storie per andare all'asilo non ne fa!
Anzi, io ho ragione di pensare che la bambina viva questa ridotta tolleranza da parte delle insegnanti verso le sue necessità temporali di inserimento e per questo motivo pianga.
Sempre se ha letto le mie altre consulenze, sarà venuta a conoscenza che io stessa sono stata Insegnante di Scuola dell'Infanzia e non ho mai avuto l'abitudine di scoraggiare i genitori dalla frequenza della struttura educativa prima di tutto perché essa trae le sue origini costituzionali in un servizio pubblico verso i cittadini, grandi, che devono andare a lavorare o che anche solo desiderino (come è giusto) che i loro figli si inseriscano in una comunità di coetanei, e piccini, che devono trovare (appunto) un servizio a loro adeguato.
Se questo (il ritiro) è avvenuto, è stato per la libera volontà dei genitori che, nella mia memoria storica, così facendo hanno solo provocato un inserimento ancora peggiore nell'anno successivo.

Infine lei stessa fa menzione dello scandaloso, ma ahimè, legale numero (29) di bimbi presenti nella sezione di sua figlia, numero però, come detto, consentito (pur se impossibile per seguire sottilmente le esigenze di tutti i piccoli alunni) e che può far pensare sia consigliabile scoraggiare qualche frequentante per alleggerire il carico di lavoro.
Però quel numero è un diritto per la Famiglia e un dovere per le Insegnanti!

Per concludere, io le consiglio di seguire prima di tutto il suo cuore di mamma ma anche di approfondire sentendo con precisione le insegnanti in separata sede, cioè con un appuntamento appositamente dedicato all'esposizione tecnica ed educativa di quanto loro osservano stia accadendo alla bambina; il o la dirigente della struttura; al termine si guardi anche un po' intorno visitando altre strutture dove non si spaventano per un bambino in più, perché quella della Scuola Materna è un'opportunità che un bambino non deve perdere.

 


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 11, ottobre 2011

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