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Ha davvero bisogno di aiuto?

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Sono la mamma di una bambina di 3 anni e mezzo, ho richiesto in passato un consiglio e la dott.ssa Marchionne che devo dire e' stata bravissima perché tutto e' andato proprio come spiegato da lei. Ora ho bisogno di nuovo di voi per togliermi dei dubbi.

 

 

Dopo 4 mesi di asilo la mia bimba non vede l'ora di andare a scuola la mattina, pero' al colloquio avuto un mese fa con le maestre mi hanno detto che la bimba a volte quando cambia aula piange, che non parla molto bene, che se le chiedono che giochi ha a casa lei risponde l'ultima cosa che le dicono loro oppure dice che gioca con rosso e giallo. Premetto che a scuola stanno insegnando i colori primari, ma lei li sa riconoscere tutti sa contare fino a 20, se la fanno colorare lei ancora va fuori dai contorni e ha gli occhialini proprio perche' ha problemi di vista; dicono che preferisce giocare da sola ma quando la accompagno lei va subito a giocare con i bambini a volte rimane ad osservare gli altri ma poi partecipa anche lei alle varie attivita'. Mi dicono che e' molto ansiosa e che per tutti questi motivi andrebbe seguita di piu'; dicono che potrebbe avere bisogno di aiuto per il prossimo anno, ma io dico una cosa: non vorrei fosse un problema con il numero dei bambini che sono 29 e per questo essendo una bambina che va spronata un po' di piu' degli altri dicono che ha bisogno di aiuto?

A casa le leggo le storie e lei poi guardando le immagini con il suo linguaggio me le racconta, fa i puzzle adatti a lei ovviamente. Premetto che lei ha iniziato da un mese a questa parte ad esprimersi con delle frasi, prima diceva poche parole, non potrebbe avere bisogno di piu' tempo per interagire bene e non per questo aver bisogno di aiuto da insegnanti di sostegno? Va ad una scuola pubblica e la sua classe e' composta da 29 bambini di 3 e 4anni perche' misti e 2 maestre.
Potete dirmi se hanno fatto una valutazione un po' affrettata dicendo che forse potrebbe avere bisogno di aiuto, anche perche' se un bambino ha bisogno di aiuto non e' meglio darglielo subito?
Spero che mi possiate rispondere togliendomi un po' di dubbi.

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Carissima Nada,
sono veramente contenta che lei mi abbia cercata nuovamente perché così la nostra attività on line acquista un senso maggiore.
E’ però doveroso da parte mia collegare questa sua richiesta a quella precedente: ricorda le mie perplessità rispetto al consiglio delle vostre insegnanti di rimandare l’inserimento della piccola in assenza di una sua apparente immaturità? Vede che qualcosa c’era che rendeva dubbiose e titubanti le maestre?
Resto dell’idea che l’inserimento alla scuola materna non vada rimandato per nessun motivo; però sono anche convinta che se un bambino ci fa pensare che potrebbe aver bisogno di un aiuto specifico, meglio approfondire subito.
Io non continuerei a cavalcare l’onda che le insegnanti stanno cercando di rendere meno gravoso il loro impegno con questa classe: credo invece, a questo punto, che le insegnanti abbiano intuito da tempo che la bambina potrebbe avere bisogno di un supporto individualizzato e stanno chiedendo loro, in prima persona, un sostegno alla classe e alla piccola.
I numeri, come abbiamo già detto l’altra volta, 29 su 2 sono SCANDALOSI, ed è dovere delle insegnanti competenti chiedere aiuto affinché bambini con esigenze più sottili della norma, perché possano rientrare immediatamente nella norma, non rimangano pesciolini in un grande mare.

Ma veniamo allo specifico: mi sembra che l’area rispetto a cui la piccola possa avere bisogno di un rinforzo potenzialmente è quella del linguaggio. Le insegnanti della Scuola dell’Infanzia possono (devono) segnalare il problema incoraggiando la famiglia a rivolgersi agli specifici servizi competenti nell’Azienda Sanitaria locale che si occupa della diagnostica: se l’Azienda non trova niente, niente ci sarà; oppure darà indicazioni per un lavoro scolastico mirato; oppure può consigliare un logopedista ( terapia del linguaggio) senza sostegno scolastico.
Se invece in Azienda viene certificato qualcosa allora è meglio che la bimba riceva l’aiuto di cui ha bisogno e che le insegnanti ordinarie in nessun modo le posson dare, perché non hanno le abilità specifiche di compensazione e recupero.

Mi creda: è meglio togliersi il dubbio ora piuttosto che aspettare e sperare che non sia. Penso a tutti quei bambini che arrivano alla fine del ciclo elementare, o anche alle medie o addirittura alle superiori e che tardivamente vengono certificati per dislessia-disgrafia-discalculia (non riuscire a leggere, a scrivere o a lavorare con i numeri) perché prima nessuno si è accorto di niente e loro hanno compensato da soli come hanno potuto! Ed essere diagnosticati tardi, significa trovarsi di fronte ad una impresa praticamente impossibile!

Chiedere e ricevere aiuto non è una vergogna, anzi, aumenta la qualità della vita e lei ha perfettamente ragione quando conclude che se un bambino ha bisogno di aiuto è meglio darglielo subito. Di fatti per sua figlia “subito” potrebbe essere adesso.
Infine ritorno ancora su un suo passaggio: la sua bambina potrebbe non avere bisogno di uno sprone in più, ma di un aiuto specifico. Non resti nel dubbio, visto anche che va a scuola volentieri e quindi significa che si è stabilito un buon clima di lavoro ed inserimento.
Rispetto in ultimo al tempo in più che lei auspica la bambina possa avere per maturare con maggiore tranquillità, fra un accertamento e l’altro vedrà che anche questo passerà!

 


copyright © Educare.it - Anno XII, N. 5, aprile 2012

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