Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Se la maestra taglia i ponti ...

bambino-4-anniLa maestra di mio figlio di 4 anni ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti a seguito di un incomprensione per la partecipazione ad una gita organizzata per tutti i bambini della scuola; si trattava di viaggiare su più mezzi di trasporto.

La maestra il giorno precedente alla gita mi riferisce i suoi dubbi per la partecipazione alla gita stessa in quanto mio figlio secondo lei è troppo irrequieto e nel dubbio mi convince a non mandarlo. Ma io come mamma l'ho comunque mandato e da allora la maestra non saluta me come genitore e tratta mio figlio di quasi 4 anni con freddezza. Come mi devo comportare?

 

Gentile Signora
la situazione da Lei riferita mi ha fatto riflettere molto sul tema, più che mai attuale e spinoso, dei rapporti scuola-famiglia e sul ruolo educativo della funzione docente.
Prima di tutto, da quanto Lei scritto si evince che suo figlio frequenta il primo anno, o al massimo il secondo, di scuola dell'infanzia. Da tale premessa scaturiscono considerazioni e riflessioni  sulla finalità dei viaggi d'istruzione, o visite guidate, e in secondo luogo sulla partecipazione degli alunni. 
 
Il viaggio d'istruzione, o visita guidata, trova specifico regolamentato in disposizioni ministeriali, in particolare nella circolare ministeriale 291//92 che confermava «l'esclusione delle iniziative in parola per i bambini della scuola materna, data la loro tenera età. Per questi ultimi, peraltro, sulla base delle proposte avanzate dai collegi dei docenti nell'ambito della programmazione didattico-educativa, i consigli di circolo potranno deliberare l'effettuazione di brevi gite secondo modalità e criteri adeguati in relazione all'età dei bambini, avendo cura di predisporre, ovviamente, ogni iniziativa di garanzia e di tutela per i bambini medesimi». La stessa circolare apriva la possibilità di partecipazione dei genitori.
Potremmo dire che, nella scuola dell'infanzia, proprio in virtù dell'età degli alunni si potrebbe organizzare una visita guidata rientrante in un unica giornata e che abbia, comunque, inerenza alle attività didattiche e al percorso di apprendimento degli alunni. 
Nella sua richiesta leggo di uno spostamento su più mezzi di trasporto, ma non sono chiari di che tipologia e per quale percorrenza. Questa informazione mi fa pensare alla inopportunità di una scelta organizzativa proprio in considerazione di quanto esplicitato nella nota ministeriale. Tuttavia, una condivisione con le famiglie avrebbe potuto portare ad un'organizzazione congiunta e alla partecipazione dei genitori, proprio alla luce di un'azione educativa sinergica tra scuola-famiglia.
Le visite guidate possono considerarsi attività integrative della scuola che costituiscono per gli allievi un'esperienza di  apprendimento all'interno di un percorso di crescita culturale e formativa; in tale ottica, esse non devono assolutamente essere viste come un premio per l'andamento scolastico e per il buon comportamento degli allievi. 
Penso abbia fatto bene a far partecipare suo figlio alla visita guidata, sia per l'esperienza educativa, sia per motivi di inclusione. La nostra scuola ha tutti gli strumenti organizzativi e pedagogici per far fronte a tutte le situazioni che possono disturbare il buon andamento educativo e didattico delle esperienze di apprendimento.
L'eventuale irrequietezza di suo figlio, che può rappresentare motivo di preoccupazione per le docenti, doveva,  e deve, essere gestita attraverso strategie didattiche e metodologiche prima di tutto nell'ambiente scuola.  
Cosa far per ristabilire l'equilibrio incrinato tra lei, l'insegnante e suo figlio? 
La strada migliore nei rapporti, soprattutto nei rapporti scuola-famiglia, è quella del dialogo e dell'accoglienza.
Il punti di incontro, pur con posizioni e competenze diverse, tra lei e l'insegnante, è rappresentato da suo figlio, con il suo processo di crescita e il suo bisogno di un progetto educativo adeguato che veda la piena collaborazione di tutti gli adulti di riferimento.
Un equivoco non può deteriorare una collaborazione necessariamente costruttiva ed importante.
Il primo passo che le consiglio è di esporre  le sue perplessità in modo sereno e allo stesso tempo di ascoltare, comprendere e accogliere le motivazioni e le preoccupazioni dell'insegnante. Da una condivisone serena nascerà sicuramente un rapporto di fiducia e di rispetto reciproco, fondamentale in un'azione educativa integrata.
 

copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 9, Settembre 2014

 

 {fcomment}