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Bambino con problemi affettivi e di linguaggio

bambino 3 anniSono mamma di un bambino di 3 anni e mezzo che a un anno dalla sua nascita ha iniziato a soffrire di depressione che ho affrontato subito con psichiatra e psicologo. A settembre mio figlio ha iniziato ad andare alla scuola materna. E' stato drammatico l’inserimento, non riuscivano a vestirlo in due, gridava, urlava, picchiava, faceva di tutto, poi una volta arrivato alla scuola 5 minuti e passava tutto. Ora a distanza di tre mesi mio figlio va all'asilo molto sereno, si veste volentieri e contento e sorridente, ma va in crisi ad ogni piccolo cambiamento. Per esempio oggi (primo giorno di scuola dopo le feste) i bambini dovevano tenere le scarpe invece dei soliti calzini antiscivolo ed è subito sfociato in pianto.

Mio figlio è bilingue e sta iniziando solo adesso a parlare, incorpora sempre più parole non sempre corrette ma ne sta iniziando ad usare molte. A scuola invece non parla assolutamente, so che lo pressano perché gli fanno ripetere in continuazione qualcosa.

La maestra mi ha riferito che non parlando, per attirare l'attenzione degli altri bambini prende loro un giochino. Oggi, appena rientrati dalle vacanze, le maestre mi hanno richiesto già un colloquio. Devo dire che Lucas oltre alla scuola vede solo con noi (mamma, papà e nonna). Siamo stranieri, conosciamo poche persone, a casa è un bambino tranquillo, gioca molto, guarda i cartoni, ama uscire al parco giochi o andare in treno e pullman. Ama le coccole, capita che faccia capricci eccessivi dove urla o strilla ma dopo 5 minuti passa tutto. Non so dove nasce il problema a scuola. Abbiamo chiesto una valutazione dal neuropsichiatra infantile, ma sarà solo a luglio. Intanto cosa facciamo?

 

Gentile Signora,
purtroppo non è possibile dare consigli con poche informazioni e in un contesto on line. Dalle sue parole sembrerebbe che lei è sollecita nel chiedere aiuto quando ne sente il bisogno e questa un’ottima cosa. Inoltre, avete già preso l’appuntamento con un neuropsichiatra infantile. Certo, a luglio mancano ancora diversi mesi e immagino che abbiate già verificato la possibilità di trovare un appuntamento in tempi più brevi.
Provo comunque a fare qualche riflessione sperando possa essere di aiuto.
Se il bambino ha iniziato a parlare di recente (e in due lingue) può darsi che le difficoltà all’asilo siano dovute anche a questo. Forse il bambino ancora non riesce a farsi capire bene e preferisce non parlare.
Lei scrive che conoscete poche persone perché siete stranieri. Se, per esempio, il bambino non era abituato a giocare con altri bimbi va considerato che l’asilo è la prima esperienza significativa di socializzazione. Potrebbe servirgli ancora del tempo per imparare a stare insieme agli altri bambini e a comunicare con loro.
Sarebbe importante che lei provi a stare tranquilla perché i bambini così piccoli risentono molto del clima familiare. In via generale, tanto più i bambini si sentono al sicuro e tranquilli in famiglia (a casa) e tanto più si sentono in grado di esplorare e sperimentare l’ambiente esterno e quindi anche l’asilo.
In ultimo, se la chiamano dalla scuola non si allarmi ma cerchi, se possibile, di farsi aiutare dalla maestra a capire cosa può mettere in difficoltà il bimbo quando si trova all’asilo.
Poiché è importante che lei si senta serena, se non riesce ad anticipare l’appuntamento di luglio e i problemi che lei descrive persistono veda se, nel frattempo, riesce a trovare uno psicologo che possa incontrarvi, cosi che lei e il padre del bambino, possiate sentirvi aiutati ad affrontare la situazione.


 copyright © Educare.it - Anno XX, N. 2, Febbraio 2020