- Categoria: Problemi al Nido/Scuola dell'Infanzia
Le difficoltà della scuola materna
Gentile Redazione,
sono una mamma di 37 anni ed ho un figlio maschio di 5 anni compiuti il 14 settembre scorso.
Ho iscritto il bambino ad una scuola materna sperimentale. Ho notato che mio figlio impara tutto in poco tempo ma rifiuta letteralmente di leggere a scuola e a casa, sebbene riesca, sotto dettatura a scrivere le vocali e alcune delle consonanti insegnate.
Ciò comporta un cosiddetto "abbandono" da parte della maestra, la quale ha proposto di aspettare ancora un po' per vedere se lo stesso e in grado di poter affrontare la seconda elementare.
Cosa devo fare, premesso che mio figlio e in perenne movimento, parla in continuazione e da poco tempo sta assumendo posizioni caratteriali molto forti?
Gentile signora,
le rispondo con grande piacere perché anch'io ho 37 anni, anch'io ho una bambina anche se appena un po' più grande (mia figlia ha 7 anni) ed ho insegnato per dieci anni nella scuola materna che rimane ancora oggi una delle mie grandi passioni.
Il suo bambino sta vivendo un periodo che viene chiamato di conoscenza esperienziale o periodo del piacere psicomotorio. Vale a dire un tempo nel quale la conoscenza del mondo e delle cose avviene attraverso l'esplorazione, la ricerca con tutto il corpo. Mente e corpo insieme. Tutte le sue forme di intelligenza sono attive contemporaneamente per costruire quelle categorie di pensiero, quelle fondamenta che andranno domani a sostenere la casa della sua conoscenza, del suo sapere.
Spesso i bambini molto intelligenti e svegli, come certamente è suo figlio, confondono noi adulti che crediamo che l'intelligenza debba subito essere canalizzata nel leggere, nello scrivere e nel far di conto. Ma in qualche modo suo figlio cerca di dirle che ha ancora un forte bisogno di movimento, che forse in questo momento non è pronto per mettere tutto in ordine e fermarsi seduto ad un tavolino.
Forse anche per questo qualche volta assume posizioni che lei definisce "caratteriali" che vogliono essere in qualche modo una piccola ribellione.
Delle volte noi adulti siamo strani perché da un lato abbiamo paura che i nostri figli perdano tempo, che siano oggi e non domani il tempo giusto per porre le basi del successo, ed abbiamo fretta, altre volte abbiamo paura che i nostri figli crescano e li coccoliamo e li proteggiamo oltre il necessario! Forse tutto ciò che noi facciamo con i nostri figli ha a che fare con la nostra storia, con le occasioni che abbiamo perso, o con le scelte sbagliate che i nostri genitori hanno fatto per noi. Chissà!
Io credo signora, che potrei aiutarla molto se le i mi raccontasse bene cosa intende per scuola sperimentale e quali sono le ragioni che vi hanno condotto lì come genitori. Che cosa vuol dire quando dice che la maestra lo "abbandona"? E poi credo ancora che dovrebbe raccontarmi meglio di suo figlio: che cosa intende quando dice che assume "atteggiamenti caratteriali"?
Infine un consiglio. Non si preoccupi, non abbia fretta. Goda fino in fondo l'intelligenza vivace che suo figlio le dimostra. Lo arricchisca di curiosità, di saperi nuovi, di storie, di racconti, di musiche, di giochi creative, abbia cura di tutte le sue intelligenze, gli insegni a guardare le stelle, discuta con lui e vedrà che la scrittura scaturirà come un fiume dalla sorgente al momento giusto. Pensi signora ai nuovi potenti della terra, quelli della new economy, sa che cosa li ha portati così lontano? Aver avuto un'idea che gli altri non avevano!
Abbiamo bisogno di bambini fecondi di idee, gioiosi nel trovare soluzioni. Le auguro ogni felicità.
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000

