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"Mal di pancia" ed altre difficoltà

Sono la mamma di un bambino di quasi 5 anni, una lavoratrice e Marco è sempre stato dall'età di nove mesi con una "tata" di mezza età con cui non ci sono mai stati problemi e con cui è sempre andato d'accordo.

L'anno scorso e' iniziata la scuola materna, lo mandavo solo il mattino e non lo avevo mai fermato a pranzo, lo accompagnava la tata e non e' mai stato felicemente convinto. Quest'anno parlando con il pediatra e vedendo che Marco continuava a rifiutare l'asilo, parlando con le maestre le quali mi dicevano che comunque poi Marco partecipava a tutto quello che c'era da fare abbiamo deciso di provare a fermarlo a pranzo di prenderlo il primo pomeriggio e al mattino lo accompagno io.

Le mattinate si svolgono così (non proprio tutte ma quasi): si sveglia e mi chiede che giorno e' (lui vuole sempre il sabato e la domenica) poi mi chiede che maestra c'è e poi rassegnato mi dice quando finisce, si prepara; quando siamo davanti alla classe non vorrebbe più mollarmi senza scene di pianto ma con una espressione di colui che va al patibolo mi saluta dalla finestra e poi le maestre dicono che passa la mattinata abbastanza tranquillo.

L' importante per Marco che non ci siano cambiamenti o inserimenti di altre maestre sconosciute (per esempio quella di religione che lui non vuole vedere).

I primi tempi di quest'anno se le maestre andavano in bagno lui aveva in terrore di rimanere solo. Infatti anche ai giardini o in qualsiasi ambiente soprattutto nuovo vuole la presenza dell'adulto (mamma, papà, tata). Ora all'asilo pranza con gli altri e mangia direi quasi tutto; i primi giorni aveva difficoltà a stare parecchio seduto, ora sta migliorando. Le maestre mi dicono che è un bambino molto sensibile ed intelligente (chiede mille perchè ) ma se una cosa non la decide lui (non sempre) a volte non riescono a convincerlo a farla (per esempio disegnare la famiglia ha accartocciato il foglio e non ha voluto, io gli ho chiesto perché' e lui mi ha risposto che non era capace e aveva fatto un disegno brutto).

E' sempre stato un bambino stitico sanissimo di salute. Pesa 24 Kg per 1,20 cm pero' ultimamente, in momenti casuali e mai all'asilo, piange per dolori alla pancia (ha fatto, d'accordo con il pediatra, l'ecografia addominale ma e' risultata negativa).

A questo punto ho già' parlato con il pediatra di cui ho un ottima stima ma mi dice di non preoccuparmi che i suoi stati di ansia lo riducono così, che poi passa tutto, ma io chiedo anche a voi gentilmente per quello che sono riuscita a trasmettervi cosa fareste in questa situazione, perché mi piacerebbe poterlo aiutare.

 

Gentile signora,
non per sottovalutare il problema, ma difficoltà come quelle che lei ci descrive sono molto frequenti.
Non possiamo neppure ipotizzare che i disagi di Marco siano da attribuire alla sua situazione di lavoratrice, poiché l'ansia da separazione, nel momento di entrare nella scuola materna, si manifesta spesso anche se le mamme sono in casa con i figli a tempo pieno.

Sarebbe però utile capire se questo sentimento di "paura" è per ciò che il bambino trova o per quello che lascia nel momento del distacco. Mi sembra di percepire dalle sue parole una certa "ansia" per il timore di non essere in grado di aiutare il suo bambino nel superamento delle sue insicurezze. Purtroppo questo sentimento arriva anche a Marco che forse non si sente "sicuro" all'interno del gruppo dei pari. Forse essendo sempre stato accudito da una signora, si è abituato a trovare sostegno e sicurezza in una figura adulta e non ha sperimentato la relazione con bambini della sua età.

Non è facile capire dove e come possono essere nate queste paure, senza avere un quadro più preciso del tipo di accudimento che Marco ha sperimentato nei primi anni di vita. Spesso chi ha la responsabilità di un bimbo non proprio, tende a proteggerlo eccessivamente trasmettendo al bambino un senso di fragilità e di inadeguatezza che lo porta a cercare continue conferme da chi "sa meglio di lui" cosa si deve fare.

Trovo solo un vago cenno alla figura paterna. Marco non accetta di eseguire il disegno della famiglia perché "vuole fare solo ciò che vuole" o vorrebbe poter disegnare una famiglia diversa? Non so se è possibile chiedere al papà di stare di più col bimbo o comunque di essere più presente come figura di sostegno della mamma.

Dalla sua lettera sento che questo ruolo è affidato al pediatra. I bambini spesso esprimono un disagio emotivo attraverso un sintomo fisico (es. mal di pancia); in questi casi è utile osservare il bambino mentre gioca o quando guarda la televisione. Se il mal di pancia scompare quando è impegnato in altre cose o viene coccolato, si può ipotizzare (dopo aver escluso cause fisiche reali, come lei ha già fatto) una richiesta di attenzioni e di cure.

Con questo non si pensi che il bimbo si senta o sia trascurato, anzi! Se noi adulti non sappiamo porre giusti e sani limiti, i bimbi non riescono ad autoregolarsi nelle richieste di accudimento. L'importante è far sentire al bambino che ciò che gli si chiede di fare o quello a cui può rinunciare (presenza costante dell'adulto o all'idea che debba essere sempre sabato o domenica) è per lui, per il suo "bene", per aiutarlo a crescere e a trovare in sé nuove sicurezze.

Anche la cautela e la diffidenza che Marco esprime nel non accogliere facilmente cose nuove, potrebbe essere una manifestazione di insicurezza e poca curiosità per un mondo che sente "pericoloso". Lo rassicuri, gli faccia sentire che vivere è bello, che qualche volta è difficile fare delle cose nuove ma che lui può farcela. Se possibile inviti a casa altri bimbi e lasci che anche lui frequenti altre case. Viva serenamente e lasci che Marco percepisca la sua tranquillità e fiducia.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 4, Marzo 2001

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