- Categoria: Problemi al Nido/Scuola dell'Infanzia
- Scritto da Paola Marchionne
Fare l'insegnante alla scuola materna
Ciao, mi chiamo Giovanna e vi scrivo perché mi sento demoralizzata!
Io non ho esperienza nella scuola (però sono insegnante di scuola materna, almeno sulla carta!) e ho lavorato per 1 mese in 2 scuole materne private per imparare un po' il mestiere. La prima non era una vera scuola e si faceva in pratica baby parking. Nella seconda dove sto svolgendo attualmente tirocinio (2settimane), insieme con un'altra ragazza inesperta, mi sono sentita dire (in realtà lo ha detto ad entrambe), che non abbiamo alcuna preparazione ma non abbiamo neanche iniziative, siamo distratte, dobbiamo interagire con i bambini ecc...
Vi assicuro che c'è molta contraddizione in ciò che dicono e fanno! Ad es. ieri una bimba ha fatto male a 2 bimbi ed è stata lasciata dalla maestra sola a piangere, per punizione. Mi ha detto di non intervenire e lasciarla piangere. Dopo, arriva la direttrice (che è tremenda!), e dice come mai la bimba piange e di farla smettere. Allorché l'ho fatta smettere. Più tardi, io e l'altra tirocinante ci siamo sentite dire che se un bimbo piange dobbiamo intervenire anziché starcene a braccia conserte!! Ma se la titolare ci aveva proibito di avvicinarla!!!!
Inizialmente mi avevano detto di non preoccuparmi perché avrei avuto l'aiuto di tutti, invece non ho l'aiuto di nessuno, mi riprendono soltanto, dicendomi che devo avere più polso, che sono troppo buona, che devo alzare la voce... ci sto provando, ma sinceramente non riesco ad orientarmi perché prima dicono una cosa e poi un'altra, noto molta contraddizione e poca coerenza.
C'è da aggiungere che è tutto proibito: i giocattoli non si toccano se no si rompono, ma allora, mi chiedo, a che servono, a far da soprammobili? Non possono avvicinarsi alle vetrate perché sono colorate e poi si sporcano; devono stare sempre seduti e composti, non si siedono mai per terra, non organizzano mai angoli in classe, tipo lettura, travestimenti, ecc... Per non parlare di quando vanno in bagno prima del pranzo! 9, 10 o più bimbi, tutti insieme, e spesso mi sono trovata da sola a doverli controllare, lavare le mani, pulirli dopo i bisogni, fargli bere l'acqua dai bicchieri, mettere i bavaglini, trovare gli asciugamani giusti, stare attenta che non uscissero fuori dal bagno... insomma, non ce la faccio proprio da sola! Poi magari, vengo pure ripresa perché ho dimenticato di spegnere la luce... sfido io, con la testa fusa potrà pure capitare!!! Come è capitato che una bimba si è fatta male, per un attimo di distrazione e sono stata male tutto il giorno. Mi sento demoralizzata e demotivata e mi sta già calando l'entusiasmo, ho paura di non essere all'altezza di fare la maestra.
Cosa mi suggerite di fare? Mi sento molto giù di morale! Grazie e a presto!
Gentile Giovanna, cara collega,
stai su col morale, perché sei "semplicemente" entrata nel mondo dell'insegnamento che è assai affascinante ma anche, purtroppo, denso di contraddizioni.
In che senso? Mi spiegherò, secondo la mia personalissima opinione: per fare l'insegnante occorre avere passione, amore per l'infanzia, rispondere ad una sorta di vocazione. Perché insegnare è un lavoro faticoso, sia per il fisico, che per la mente; solo la conoscenza delle dinamiche infantili, l'abilità (con cui si nasce e si sviluppa con la pratica) di intendersi con i bambini, solo l'inventiva, la voglia di scoprire nuove proposte e nuovi interessi alleviano questa fatica e la ripagano.
Comincia a pensarla come su un doppio canale: da una parte ci sono i tuoi doveri istituzionali, quelli che fanno del tuo lavoro di insegnante un lavoro come tutti gli altri (gli orari, gli impegni, lo stipendio ecc.); dall'altra ci sono loro, I BAMBINI che sono comunque al di fuori, anzi al disopra, di ogni altro aspetto. Tu pensi di amare l'infanzia, di esserne attratta, di comprenderla, te la senti di lavorare con i piccoli? Se la risposta è affermativa, allora sei già sulla buona strada.
Sulla scia di questa propensione, avrai scelto una scuola che ti preparasse in tal senso: non voglio incedere in digressioni sulla qualità dei Licei socio-psico-pedagogici; mi soffermerò solo sul fatto che nell'insegnamento lo studio e l'aggiornamento non bastano mai, perché il genere umano (quello con cui tu hai a che fare trattando con i bambini e i loro genitori) cambia continuamente, in spessore ed esigenze. Perciò non perdere mai l'amore per lo studio, ma documentati, leggi, trova riscontro nelle teorie di ciò che vedi nella realtà, e non pensare mai di aver definitivamente imparato ma solo di accumulare continuamente preziosissime esperienze. E ricorda che tu fra i bambini, naturalmente in relazione al loro stato e alle loro possibilità evolutive, promuovi a tua volta preparazione e cultura.
Torniamo indietro all'aspetto istituzionale: di questo aspetto fanno parte anche i colleghi e i vertici, cioè i capi, i direttori ecc, che, praticamente sempre, sono ex-insegnanti.
Io trovo, purtroppo, anche se intravedo la reale speranza che si tratti di una specie in via di estinzione proprio perché stanno venendo avanti le nuove generazioni, cioè la tua, che hanno tutt'altra preparazione e tutt' altri obblighi rispetto al passato, che nella scuola ristagni ancora un vecchio luogo comune, cioè che il lavoro dell'insegnante sia una prerogativa femminile e, poiché la donna è destinata a condurre anche fisicamente una sua famiglia, facendo la maestra può trovare l'"escamotage" di lavorare mezza giornata, stare a casa buona parte dell'estate e non impegnarsi eccessivamente col cervello. Perché, come si sa, lavorare stanca, e allora lo facciamo fare agli uomini.
Ma non esiste "balla" più grande di questa: io non sono più un'insegnante di scuola materna, ma posso assicurarti che le maestre oggi stanno sempre "incollate" a scuola, conducendo un grandissimo lavoro di programmazione e di rete col territorio.
Però qualche vecchio esempio ancora circola, che, diciamo semplicemente, sul lavoro non si prende eccessivi impegni e svolge principalmente mansioni di sorvegliante.
Non più tardi di due o tre sere fa discutevo con un gruppo di genitori sul passaggio dalla scuola materna a quella elementare e sono uscita davvero affranta (io e non tu!!) perché ho toccato con mano ancora una volta quanto l'opinione pubblica consideri ancora oggi la Scuola dell'Infanzia (ne abbiamo fatto di passi vanti dall'Asilo del 1969) un... bivacco, dove non è necessario imparare e crescere, dove si gioca come attività fine a se stessa e le maestre fanno le veci della mamma.
Ma questo è alquanto riduttivo!! Il bambino alla scuola Materna, quella in cui, ovviamente, si lavori, incontra un mondo vasto e davvero inimmaginabile, pieno di stimoli, esperienze, concetti, abilità, modi di saper fare.
Ma veniamo a te, cara Giovanna, alla tua situazione specifica: tu ti stai rendendo conto delle cose che ti ho già detto fino ad ora, della fatica e delle contraddizioni che ti trovi addosso e intorno.
Io non voglio e non posso giudicare posti o persone che non conosco personalmente, ma se mi dici che in questa scuola non ci si siede in terra, non si fanno angoli o laboratori (approcci di cui TU sei a conoscenza!), si deve stare sempre composti, non si può toccare nulla, non si può giocare (ORRORE!!!), sai cosa ti dico? ... Meno male che il tuo tirocinio dura solo due settimane!!
Facciamo così: fai finta che in questa scuola hai imparato e visto quello che NON dovrai mai fare!!
Riguardo al critico momento della pulizia e della mensa: scusa se sorrido ma tranquillizzati e comincia a riflettere su come puoi organizzarti funzionalmente questo momento, limitando il dispendio di energie. Fai esperimenti e non dimenticarti mai di pensare.
E, coi bambini, segui il tuo cuore e interpreta e ascolta il loro: tu non sei la loro mamma, in un certo senso sei anche di più, in sua assenza. Sei il loro punto di riferimento e quello che devi loro è SICUREZZA.
Individua caso per caso, diventa un abile conoscitrice dei tuoi pargoli: ci sono bambini e momenti e quando qualcuno piange, talvolta va ascoltato, talvolta consolato, mai zittito, perché si sta esprimendo, anche si ti perfora i timpani.
Credimi, ci farai il callo!!
Un ultimo consiglio è andare nelle librerie specializzate in didattica o nelle biblioteche di settore e portarti via un bel po' di documentazione: vedrai quante idee ti verranno in mente!
Infine, permettimi di lasciarti con un aneddoto che, spero, ti faccia riacquistare, insieme alla mie parole, un sorriso definitivo: quando ero alla scuola materna, più di 10 anni fa, avevo un piccoletto in classe che era un vero vulcano. Mi ero organizzata in modo di mandare al bagno i bambini subito dopo il pranzo e prima di andare in giardino, perciò annunciavo: "Bimbi, adesso andiamo a fare tutti la pipì!". Ma lui cominciava a correre scappandomi, gridando: "Non ce l'ho!!".
Ciao e buon lavoro.
copyright © Educare.it - Anno III, Numero 5, aprile 2003

