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Inserimento in asilo nido

Da più di un mese sto cercando di inserire in un asilo nido mia figlia di 14 mesi, senza grandi successi.
Non dà segnali di non gradire l'asilo, però non vuole stare senza di me. D'accordo con le signorine, ho provato ad assentarmi per brevi periodi, ma la sua reazione è sempre la stessa cioè pianto disperato ed inconsolabile. Risultato: sono sempre in asilo con lei che un po' gioca, poi mi cerca per stare in braccio.

Le signorine mi spiegano ogni volta che ogni bambino ha il suo carattere e che facilmente mia figlia ha paura dell'abbandono oppure che ha bisogno solo di più tempo di altri. Ovviamente questo mi consola poco, in quanto ho necessità di avere il mio tempo per la mia attività.

Il comportamento di mia figlia mi sembra normale, anche se non ha legato molto con nessuno dei bambini (24 bimbi con un'età che varia dagli 8 mesi ai 2 anni). Ultimamente ho notato che forse è disturbata dalla confusione e dalle grida, tanto che voglio provare ad andare solo di pomeriggio per vedere la reazione.

Chiedo un consiglio per come devo comportarmi con mia figlia e con la scelta di lasciarla al nido. Grazie.

sostieni_educareit

 

Gentile signora,
credo proprio che le educatrici abbiano ragione: ovvero che ogni bambino ha dei tempi propri nel fare esperienza della vita e che il trucco degli adulti che li accompagnano è quello proporre delle "sfide" di crescita possibili. Mi spiego meglio. Di fronte a qualcosa di nuovo, i piccoli, come i grandi, è normale che abbiano paura e che sperimentino l'ansia e l'angoscia di non riuscire e di non farcela. Così se le proponessi di buttarsi con il paracadute, lei potrebbe morire di paura e questa paura sarebbe non utile e significativa per la sua crescita; ma se lei dovesse buttarsi con il paracadute perché la situazione lo richiede, io mi sentirei forte nell'incitarla a vincere la paura e quella sfida avrebbe un senso importantissimo per la sua vita e sarebbe pensata e vissuta in un modo completamente diverso.

Allora, esempio a parte, se lei ha iniziato l'ambientamento al nido, per difficile che sia, lei deve essere forte dentro di sé per essere serena con sua figlia. Voglio dire che quel pianto deve essere vissuto da lei senza sensi di colpa e senza spavento, perché certo in un nido non possono che accadere buone cose ed esperienze positive.

Qualche volta anziché rimanere lì ad ascoltare vada a fare un giretto o la spesa e glielo dica senza indugiare: solo così l'aiuterà senza trascinare oltremodo il tempo della separazione. Provi per un attimo a pensare che sua figlia è in buone mani e che è abbastanza forte da poter vivere questa esperienza, senza continuare ad interpretare il disagio per cercare soluzioni nuove.
Si fidi. So quanto è difficile dentro di lei, ma è importante per sua figlia che lei sia sicura. Buon inizio.

PS: Senta, ma perché mai c'è tutto quel rumore?

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 5, Aprile 2001

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