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Gelosia fra sorelle

Gentile dott.ssa,

sono mamma di due bimbe, di 5 anni e mezzo e di uno, una mamma che lavora, purtroppo o per fortuna, comunque una mamma con poco tempo libero. Il problema è proprio questo: al rientro dalla seconda maternità, la primogenita ha cominciato a manifestare un certo disagio. Si rosicchia le unghie, è diventata piuttosto inappetente, fatica a rapportarsi con la sorellina. D'altro canto la piccola richiede ancora molte cure necessarie. Cosicché quasi tutto del poco tempo che passo con loro è ovviamente occupato dalle cure per la piccina. Di questo mi pare che la grande ne soffra. Come fare? fino a che punto delegare i compiti al papà? E soprattutto, è giusto che mio marito e io ci ritagliamo degli spazi solo nostri, quando rimane così poco tempo da passare con le bambine? Un'ultima domanda: talvolta la grande mi chiede di passare del tempo solo con lei, senza la sorellina. Devo concederglielo o devo trovare il modo di coinvolgere anche la piccina? Scusate e grazie.

 

Gentile mamma,

per un figlio dal punto di vista psicologico il fatto di essere il primogenito o il secondogenito comporta una certa differenza.

Il figlio nato "per primo" si sente al centro del mondo, tutta l'attenzione è concentrata su di lui; il secondogenito viene percepito dal fratello maggiore, come colui che ha spezzato questa centralità in quanto egli si trova a dover condividere con qualcun altro che ancora non conosce bene, parte dell'affetto che prima gli era riservato totalmente.

Pertanto, il secondo è sentito come un intruso e il primo si sente defraudato di qualcosa di molto importante.

E' così che il primogenito tende a mantenere una posizione di potere che non gli permette di intravedere il cambiamento, è una gerarchia che per alcuni versi comporta una certa rigidità di comportamento che spesso riserva delle manifestazioni regressive che servono a tutelare il bisogno di trattenere quel posto "unico", che lo preserva da un "paradiso perduto".

Probabilmente anche la sua bambina vive tali sentimenti e adotta dei comportamenti che vogliono essere dei tentativi per riacquistare quel primo posto.

Da qui il suo disagio ed il suo rosicchiarsi le unghie, la sua inappetenza e la sua fatica a rapportarsi con la sorellina.

La richiesta della sua bambina va assecondata: è necessario che Lei le riservi un po' di tempo come momento esclusivo e necessario affinché si senta importante come la sorellina più piccola. Così come è necessario che Lei e Suo marito assecondiate il desiderio di un ritaglio di tempo solo per voi due.

Questo non vuol dire che la Sua ultimogenita venga trascurata, ma invece che venga inserita nel nucleo familiare in modo adeguato: ciò permetterà di sicuro alla più grande di riappropriarsi dell'affetto che sente di aver perduto e di rapportarsi alla sorellina con altrettanto affetto. E' necessario, però, che la conosca in modo diretto e che la sorellina non venga percepita come gli altri gliela hanno fatta invece conoscere attraverso le loro attenzioni.

Coinvolga la sua primogenita in piccole attività quotidiane che sono riservate alla bambina più piccola in modo che la grande non le percepisca più come momento esclusivo dal quale lei si sente estromessa e che abbiano il significato di un rituale di accudimento che la faccia sentire importante nel "prendersi cura" della sorella minore.

Molto spontaneamente, sarà poi la sua bambina più grande a chiedere di coinvolgere anche la sorella più piccola nel suo mondo affettivo.

La rivalità tra due fratelli è del tutto normale, ma è la capacità dei genitori che permette di contenere il disagio che ne deriva. Nella vita non è sempre possibile evitare il conflitto ed è impensabile che questa situazione possa essere evitata.

In quanto alla sua domanda se sia o meno auspicabile delegare alcuni compiti al padre, a mio modesto avviso, mi sento di portarla a riflettere sul ruolo della figura paterna. Essa, infatti, è stata spesso trascurata in quanto la figura materna è stata ed è tuttora predominante nei primi anni di vita di un bambino.

Fortunatamente questo ruolo, negli ultimi tempi, è sottoposto ad una netta chiarificazione. Si tende a valorizzare maggiormente l'importanza del padre anche in questi primi anni di vita. Non solo per questo però la delega a suo marito è necessaria, ma soprattutto perché solo così le sue bambine non sentiranno prioritario il suo ruolo di madre e tenderanno invece a valorizzare l'amore del padre, di colui che non solo dà valori, ma che permette anche nel futuro la loro autonomia dall'essere figlie piccole bisognose di essere guidate.

Tengo a precisare l'importanza, comunque, del ruolo che Lei possiede come madre: se il padre trasmette valori, la madre dà amore, nutrimento, sicurezza, e questo sicuramente non è poco.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 3, febbraio 2002.