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Fratelli.. ohi ohi!

Siamo genitori di un ragazzo di 11 anni e di un bambino di 3 anni. Spesso ci troviamo a discutere ed a rimproverare il ragazzo in quanto riesce sempre, durante il gioco o altre situazioni, a far piangere il piccolo o a fargli male involontariamente. Come dobbiamo comportarci con i nostri due figli dal carattere molto vivace?

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Gentili Genitori,
ho letto ripetutamente le Vostre poche righe che non s-velano molti dettagli sul Vostro vissuto emotivo e sulle dinamiche sistemiche presenti in famiglia. Innanzitutto non sono riuscita a dedurre con sufficiente chiarezza CHI è il soggetto della seguente frase: "spesso ci troviamo a discutere". Vi siete riferiti alle discussioni tra voi genitori, cioè tra moglie e marito, oppure, alle discussioni tra madre e figli, o ancora, alle discussioni tra padre e figli, o, infine, vi siete riferiti alle discussioni che trovano da una parte d'accordo i genitori e dall'altra i figli?

Non conoscendo sufficientemente bene certe dinamiche familiari, propongo alcune riflessioni di carattere generale:

E' importante, nella dinamica sistemica di ciascuna famiglia, avere delle regole comportamentali, magari anche una o due sole, ma ben definite. Soprattutto è importante proporre ai figli solamente quelle regole che sono state dapprima (!) discusse tra i due genitori, trovandoli d'accordo nel pretendere che queste regole poi vengano rispettate dai figli. Spesso un genitore esige il rispetto di alcune regole, regole le quali, invece, l'altro genitore non impone. Le regole, di norma, dovrebbero essere stabilite da entrambi i genitori, e non solo da parte di uno.

Un secondo problema, correlato spesso al primo, può essere il seguente: L' INCOERENZA. Un esempio: il genitori dice al figlio: "No, non puoi guardare il film!". Ma quando il figlio si ribella fortemente, il genitore a un certo punto "cede", dicendogli "...e va bene, per questa volta..."
Questa incoerenza sarebbe da evitare perché disorienta il figlio.

I Vostri due figli hanno un' età molto diversa (11 e 3 anni). E' importante per tutti (padre, madre da una parte e figli dall'altra) avere ben chiaro quali regole valgono in famiglia, e nello specifico, quali valgono per il grande e quali per il piccolo, cercando di capire se e come le stesse regole siano state interiorizzate da parte del figlio.

A questo proposito una precisazione che spero possa esservi utile: fermo restando che piuttosto di tante e confuse regole comportamentali sono da preferire poche regole, ma chiare, bisogna tener presente che durante il gioco tra fratelli gli interventi da parte dei genitori dovrebbero essere ridotti al minimo. In altre parole, i figli dovrebbero avere degli spazi autonomi dove poter giocare senza eccessivi controlli. Mi sembra centrale che nella Vostra richiesta di consulenza avete specificato che quando il fratello grande fa male al piccolo, lo fa "INVOLONTARIAMENTE ". Può essere del tutto normale che durante situazioni di gioco uno dei due fratelli pianga a causa di espressioni verbali o comportamenti dell'altro.

Il fratello più grande deve imparare a calibrare i propri movimenti fisici durante il gioco nei confronti del fratellino molto più piccolo. Se la parola chiave resta "involontariamente", non credo si debba drammatizzare il fatto che il piccolino a volte pianga. Se è vero che le "lezioni di comprensione" si imparano anche e soprattutto in famiglia, nelle relazioni interpersonali, e se è altresì vero che il fratello grande deve imparare a "calibrare" il suo comportamento di fronte al piccolo, è però anche vero che il ragazzino grande non deve solo imparare la comprensione di fronte al fratellino, ma ha bisogno anche dei SUOI spazi e tempi autonomi, per poter curare adeguatamente i compiti di scuola, i suoi hobbies e quant'altro, senza vedersi assegnato permanentemente il SOLO ruolo di "fratello GRANDE" e di "fratello COMPRENSIBILE". E' fondamentale che possa sperimentare propri spazi, tempi. E, soprattutto, momenti di attenzione/ascolto/affetto/attività dedicatigli da parte dei genitori specificatamente a lui.

Spero di essere riuscita, nonostante la Vostra richiesta di consulenza poco dettagliata, di offrirvi qualche spunto utile di riflessione.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 10, Settembre 2003

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