Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Una bambina normale e speciale insieme!

Sono una mamma di 36 anni con una bambina ha 3 anni e 4 mesi, va alla scuola materna da Gennaio 2002 (al compimento dei 3 anni) e ci si è inserita subito benissimo; ha avuto solo una crisi il 3 e il 4 giorno, poi è tutto passato e adesso ci va molto volentieri. E' una bambina molto timida e noi consapevoli di questo abbiamo sempre cercato di farla stare tra la gente e con i bambini, l'abbiamo sempre portata in qualsiasi luogo (Sia io che mio marito siamo delle persone timide).
Io la osservo sempre tanto, cerco sempre di dare una spiegazione a quello che fa, e vorrei elencarVi alcune cose.

* Si inserisce subito bene tra i bambini, non li scansa al contrario va a cercarli e gioca subito con loro, ma non prende decisioni all'interno del gruppo, fa i giochi che gli altri dicono, dice le cose che gli altri dicono, difficilmente sento che è lei a stabilire un gioco.
(Ho paura che non abbia molto carattere e che sia o sarà quel tipo di persona che si farà sempre trascinare, magari anche in situazioni poco felici).
In casa invece è sempre lei che propone cosa fare. E' anche uno spirito di contraddizione, con i nonni, con il padre, quel che è rosso per lei è nero.
 

* Quando è in casa inizia a stabile un gioco esempio con la palla e prima di averlo iniziato, ragiona, ragiona... cambia idea mille volte modificando il discorso via via e ci ritroviamo a fare tutto un altro tipo di gioco.
 

* E' sempre molto attenta, segue tutti i discorsi in famiglia e fuori, e interviene, in casa, sempre al momento giusto. E' spiccata nel vedere le differenze, quando c'è qualcosa di nuovo nei luoghi (anche se c'è stata solo 1 o 2 volte), nelle persone, nelle foto ecc. Inventa le canzoni prendendo spunto da qualsiasi cosa che la circonda o da discorsi sentiti al momento. Riesce bene anche ad inventare filastrocche con la rima. Non gioca molto con i giochi in genere (bambole, lavagna magnetica, sapientino, carte, gessi, palla ecc...) scrive o dipinge ma si stanca poco dopo e dice per esempio colora te! Preferisce dondolarsi dal tavolino con il gioco in mano e sdraiarsi per terra e rotolare nel tappeto cantando e parlando. Gli piacciono moltissimo i libri, se li fa leggere e dopo che gli sono stati letti, le legge da se, ovviamente non sa leggere anche se conosce già da 1 anno tutte le lettere dell'alfabeto ed i numeri (sa contare e dire qualche frase anche in inglese), ma si ricorda pagina per pagina cosa c'è scritto e aiutandosi con le figure riassume molto bene quasi pari pari il contenuto del libro; altrimenti inventa di netto cosa c'è scritto, per esempio quando guarda delle riveste da adulti e che non gli sono mai state lette. Gli piace molto il parco giochi.

* E' molto timida, in particolare con le persone adulte (con i bambini è molto compagnona) a cui non parla, aveva iniziato un po' a rispondere anche se a bassa voce alla gente, si era un po' sbloccata, adesso sembra tornato un passo indietro. E' molto combattuta, da una parte è la prima a voler partecipare, andare nei luoghi, è molto interessata e attenta al mondo che la circonda, non si tira mai indietro, ma poi quando è li e non ha la compagnia giusta rimane zitta e supertimida quasi come una scema.

* Abbiamo cercato fin da piccola di farle seguire determinate regole (es. si sta a tavola quando si mangia, non si guarda la TV, ci si lavano le mani, non si fanno giochi rumorosi la sera altrimenti si disturbano i vicini ecc...) e lei devo dire che le segue anzi spesso se una cosa è stata fatta in una determinata maniera la volta successiva deve essere fatta allo stesso modo. Le abbiamo parlato sempre tanto, io in particolare perché il padre lo vede solo alla sera ed il fine settimana (la bambina è cresciuta con mia madre e con me perché io lavoro part-time e adesso alla materna la mattina) spiegandole sempre quello che avremmo fatto coinvolgendola, ho sempre preteso molto dai lei e l'ho sempre ripresa se faceva qualche cosa che non era da fare non picchiandola, forse qualche sculaccione nei momenti di nervosismo, anche se non c'è mai stato mai molto bisogno perché è sempre stata ubbidiente e comprensiva, magari scende a compromessi. Citando un esempio banale:
- M.: mettiamo il giubbotto
- B.: no il giubbotto no
- M.: si il giubbotto va messo
- B.: Va bene però senza agganciare!
Non ha mai fatto tanti capricci e bizze, ma adesso ha iniziato, se andiamo fuori la sera poi non vuole rientrare in casa, se andiamo al parco poi non vuole venire via, non vuole lavarsi i denti ecc.. ed inizia a piangere ed urlare ed a me questa cosa fa andare via il lume dagli occhi, non riesco a sopportare più di tanto le sue bizze e presa dalla rabbia urlo anche io e a volte nei momenti peggiori arrivo a scuotere la bambina dicendole di smettere. Lei allora mi dice non lo faccio più ed in quel momento mi calmo, ci abbracciamo e cerco di spiegarle che quelle cose non bisogna farle...non le ho mai tenuto il broncio, passato tutto ci mettiamo di nuovo a giocare.

E' forse il caso di una bambina che ha rinunciato alla sua identità per paura di non essere più amata dai genitori ed in particolare da me visto che mi è molto attaccata, stravede per me, fa tutto quello che faccio io, adotta perfino qualche volta la mia stessa mimica facciale quando è con me.

Sono consapevole di aver toccato tanti argomenti e problemi, anche in maniera confusa, ma ho cercato di dettagliare tante cose perché Voi possiate, anche dalle più piccole, riuscire a tracciare un profilo della mia bambina dandomi consigli su come aiutarla e magari correggere lei (e anche me).
Grazie della Vostra attenzione, e confido davvero in una Vostra risposta.

 

Carissima Signora,
complimenti per sua figlia, perché è normalissima e specialissima insieme!
Mi spiego: la sua bambina dimostra di stare percorrendo tutte le tradizionali tappe evolutive, come l'opposizione, la contraddizione, la ritualità, l'imitazione, ma riadattandole in modo personale.
Quello che vorrei fare insieme a lei è perciò provare a riflettere su alcuni presupposti educativi: lei scrive per un aiuto a "correggere" la piccola (e magari anche se stessa).
Attenzione: in educazione non esiste, e non deve esistere, una gomma per cancellare i difetti personali, di crescita o meno che siano.
Ho letto da qualche parte che LA VITA E' L'ARTE DELL'INCONTRO: sono appunto gli eventi, le esperienze, le relazioni che fanno sì che noi ci modifichiamo per adattarci in noi stessi all'ambiente esterno. Ma siamo noi, in qualche modo, a decidere. O almeno così dovrebbe essere, perché condizionare la vita di qualcun altro è una responsabilità molto forte, perché sentirsi dire un giorno che un nostro figlio è stato bloccato o spinto dal nostro modo di fare o pensare, è veramente pesante.
Certe volte, è terribile e nello stesso tempo assurdo, alcune scelte che ci troviamo a fare sono indotte non da direttive specifiche, ma dal fatto che pensiamo o temiamo che qualcun altro (ad esempio mamma e papà) vogliano questo o quell'altro, cioè sono fondate sul "non detto".

In latino EDUCAZIONE si trae dal verbo E-DUCERE: far venire, tirare, condurre fuori.
Qualcosa che c'è dentro, che c'è già, che è nato con la persona, con la sua natura, che deve trovare un ambiente per svilupparsi.
Noi possiamo lavorare per predisporre questo ambiente, eliminando i pericoli, prevenendo i traumi, indirizzando, stimolando in maniera il più completa possibile e, nello stesso tempo, aiutando quel piccolo a trovare ciò che gli piace di più, senza per questo, farlo diventare un settoriale.

A questo fine, una cosa utilissima da fare è attivarsi per conoscere il proprio figlio, fin dai tempi del pancione, e aiutarlo a costruire la sua storia, ad osservare le cose ed i cambiamenti.
Lei in questo, Angela, è bravissima: ci ha dato un prospetto di caratteristiche attentamente osservate!
Però faccia attenzione a non iper-analizzare: sua figlia è piccolissima, come vede gioca, bisticcia, "legge", canta e si rotola. Non è splendida?
E' timida, sarà per sempre timida? Possibile: la socializzazione non è un antitodo per la timidezza. Anzi: se in qualche maniera lo stare con gli altri dovesse essere vissuto in modo forzato o non volontario, gli altri potrebbero diventare per lei sempiterna fonte di imbarazzi. Lei e suo marito che siete due timidi dovreste sapere bene quali sudori freddi e vergogne si provino ad esordire in un gruppo, specialmente di sconosciuti!
Non sceglie i giochi, non tiene il timone? Anche questo potrebbe non durare per sempre: la stimoli a pensare con la sua testolina, a chiederle "Cosa dici, cosa pensi, fallo tu per me, vuoi? Scegline uno, dai! Quale compagno vuoi invitare? Cosa vuoi metterti oggi?", e osservi le sue preferenze, le alimenti, le dimostri che ha pensato proprio a quella caratteristica dicendole "Ho cucinato il tuo piatto... Ho girato tanto proprio per trovare una maglietta che fosse proprio del tuo colore preferito!".

Sono modi semplici ed ovvi per dirle: ho pensato proprio a te, e tu sei così, sei fatta così, i tuoi punti di forza sono questi e io li sostengo, do loro altra forza.
Cambia 1000 volte idee? Pazienza: con un po' di tempo, con dei modelli di praticità e la disponibilità ad ascoltarla, deciderà più in fretta e con maggiore chiarezza.
E poi potrebbero anche essere dei capricci, o meglio un modo di dimostrare che vuole fare come lei dice; sono proprio quei capricci che la infastidiscono ma lei non si lasci andare. L'unica cosa che ha da dimostrarle è che lei è l'adulto, che sa quando è ora di andare, di uscire o altro, punto e basta. E l'adulto è bonario, pacifico, fermo, positivo. Sua figlia non ce l'ha con lei per cui non le faccia la guerra, non faccia anche lei i capricci per spuntarla.

Sua figlia, per crescere, ha da riflettere su se stessa: un bambino per farlo ha bisogno di pasticciare, sognare, toccare, impuntarsi, socializzare e tante altre cose.
Una brava mamma come lei, deve darle le condizioni adatte per farlo. Dopodiché la lasci andare e se la goda.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 12, novembre 2002.