Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Bisogno ossessivo di compagnia

Vorrei esporre il "caso" del mio bambino: Cristiano ha quasi 4 anni, è iperattivo e ipersensibile.
Frequenta regolarmente la scuola materna ed ha un buon rapporto con compagni ed insegnanti.
Ma è bisognoso in modo ossessivo di compagnia.
Il momento di lasciare la scuola, i giardini, i compagni di gioco, anche appena conosciuti, diventa un dramma: urla, pianti disperati (non sono capricci!) e crisi isteriche. La stessa scena si ripente quando si congedano ospiti, amici o conoscenti (adulti): li supplica di restare o di essere portato a casa loro.
Non so più come comportarmi.
E' il caso che consulti uno psicologo?

 

Gentile signora,
non sempre è facile mantenere il giusto distacco emotivo nei momenti di "dispiacere" dei figli e anche nel suo caso le manifestazioni d'ansia nel separarsi da persone o luoghi che suo figlio esterna in alcune situazioni, sono diventate anche per lei causa di sofferenza.
Il modo in cui i genitori riescono a valutare se una frustrazione è veramente intollerabile per il loro bambino, dà al bambino stesso la misura di quanto quella situazione sia sopportabile o meno.
Ecco perché diventa così importante riuscire a mantenere una "giusta" distanza dalle emozioni dei figli. Con questo non voglio dire che ci si debba disinteressare di ciò che i figli provano, ma semplicemente che non è positivo per il bambino sentire che le sue ansie e le sue paure sono condivise dai genitori.
Questa "condivisione" spesso non è evidente e nemmeno cosciente nel comportamento dei genitori, ma l'ansia traspare anche dagli atteggiamenti e dal tono della voce.
La paura dell'abbandono è abbastanza normale fino ai due anni circa ed è in questi anni che il bambino deve essere rassicurato dai genitori che gli dovranno spiegare che la separazione non è "per sempre" e dimostrarglielo con il loro ritorno. Anche per questo nei primi anni di vita del bambino sarebbe opportuno che le assenze dei genitori non fossero troppo lunghe.
Anche abituare subito (al ritorno a casa dopo il parto) il bambino a dormire in una sua stanza è importante affinché la separazione non venga percepita come qualcosa di cui aver paura. Anche lasciare che il bambino giochi in camera sua tenendo la porta chiusa, lo rassicura circa la sua capacità di stare solo. Spesso sono i genitori che non "tollerano" queste separazioni!
Il breve allontanarsi della madre è utile quanto la sua presenza; superando questa "angoscia" apprende la fiducia nei genitori che va e viene ma non sparisce, continua ad esserci anche quando lui non la vede. Questi stimoli ansiogeni aiutano il bambino a crescere proprio sperimentandoli ed imparando a tollerarli.
Purtroppo i genitori vorrebbero poter evitare ai figli ogni situazione di disagio, ma è solo attraversando queste fasi che il bambino "cresce" emotivamente.
Rispetti l'ansia di suo figlio rassicurandolo con dolcezza ma con fermezza, evitando di colpevolizzarlo per il suo comportamento o di ridicolizzarlo. La sua sicurezza sarà di grande aiuto al suo bambino che crescendo abbandonerà spontaneamente questi comportamenti.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 2, Gennaio 2003.