Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Pianto sconsolato

Io sono una mamma di 36 anni di un bimbo di 5 anni, è un bimbo molto vivace ed estroverso, socializza molto bene, ha un buon rapporto con me e con il padre, con entrambi gioca molto volentieri, anzi senza problemi ci richiede la nostra attenzione, e la pretende quando vede che noi siamo distratti da altro!
Il contorno della nostra famiglia è formato dal nostro cane meticcio di taglia media e dal nostro micio di casa, posso dire con soddisfazione che i 3 sono un banda ben assorbita anche se talvolta mi fanno diventare un po' matta.
Affetti molto importanti i nonni paterni del mio piccolo, che sono un aiuto indispensabile, visto che sia io che mio marito lavoriamo full time!
Posso dire che i nostri piccoli disguidi familiari ci sono, dalle piccole litigate tra coppia, qualche nervosismo serale dettato dalla stanchezza, dal dover fare tutto di corsa, le solite situazioni... insomma, il mix tra cena, faccende domestiche, bagnetto del figlio, portar fuori il cane per i bisogni...ecc..

Sinceramente non posso dire che alcuni sensi di colpa mi vengono, quando non riesco a rincasare all'orario solito, e quindi non avere abbastanza tempo per stare con mio figlio, prima di essere inghiottita dalle faccende serali.
Io volevo chiederLe, il perché di alcuni comportamenti di mio figlio, a cui non sono riuscita a dare una motivazione.
E' successo che senza accorgermene ho urtato un suo gioco (costruito da lui, tipo una capanna con i cuscini) è caduto il mondo, ha iniziato a piangere, ha dirmi perché avevo fatto quello, e nonostante le mie scuse e il cercare di consolarlo, la sua pena era esponenziale, e a distanza di tempo ancora adesso mi chiede il perché gli ho "distrutto" il gioco.
All'asilo le maestre mi confermano che il mio Giorgio è un bambino normalissimo, intelligente, curioso, estroverso e socializza con gli altri bimbi, eppure anche lì, sono successi degli episodi simili a quelli successi tra le mura domestiche; per esempio mi raccontava la sua maestra che un giorno gli avevano chiesto di fare un disegno "a piacere", e lui era andato in crisi, fino alle lacrime, perché non sapeva cosa disegnare e aveva timore di sbagliare.
Ho cercato di spiegargli che "sbagliare" può succedere, che nessuno (nemmeno le sue maestre) sono nate che sapevano disegnare o scrivere, ma che tutti imparano sbagliando!!!!
Questa primavera ha seguito un corso di psicomotricità con successo e con molto piacere da parte sua, la maestra mi ha fatto notare che Giorgio è un bimbo con una buona padronanza del linguaggio e sembra molto sicuro di se, dando l'impressione quasi di essere più grande della sua età, ma poi "crolla" quando si deve applicare con cose elementari (esempio allacciarsi le scarpe, oppure ritagliare delle figurine...ecc.).
Come posso aiutare il mio Giorgio? oltre a cercare di dargli più fiducia, a cercare di far aumentare la stima di se stesso, a cercare di lasciarlo applicare nei lavori semplici ed elementari...
Mi aiuti lei, grazie anticipatamente.
Cordialmente saluto.

 

A volte, cara signora,
il mistero dell'infanzia ci sorprende e ci affascina, altre ci inquieta proprio perché ci lascia in qualche modo fuori, senza parole e senza spiegazioni.
Così cara signora, il suo bambino che pare forte e maturo, ricorda a voi tutti che è piccolo, che cinque anni di vita sono pochi e che delle volte ci sente smarriti ed impaurito anche per poco, forse per un nonnulla...
Certo! Ci spiazza quella mancanza di relazione tra ciò che è accaduto ed il suo pianto e per questo cerchiamo rifugio nella nostra mente razionale fatta di spiegazioni e di interpretazioni e cerchiamo un indizio, qualche cosa che ci dica del mistero, qualche teoria che parli la nostra lingua ormai priva di magia e mistero.
Cara signora, il suo bambino è un bel bimbo ancora piccolo che ogni tanto ha bisogno di coccole e di rassicurazioni, ed ha bisogno che lo si faccia camminando sul filo che unisce il suo mondo magico al nostro mondo adulto.
Allora, quando si dispera provi con amore e tenerezza ad aiutarlo a ricostruire ciò che ha perso e nello stesso tempo lo conduca delicatamente verso quel principio di realtà che ci aiuta di fronte ai fallimenti e alle perdite quando noi ci consoliamo sapendo che tutto si può ricostruire e tutto può ricominciare.
Un caldo saluto a lei che fa così tanto per il suo piccolo bimbo.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 6, maggio 2003.