Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Rubare

Mio figlio ha 6 anni è sempre stato un bambino che, pur avendo un carattere forte e autorevole, è sempre stato tranquillo, ubbidiente e, se preso con le buone spiegandogli le cose in maniera semplice e sincera, anche comprensivo. Ultimamente portava a casa oggetti di ogni genere, giocattoli, libretti, penne ecc. dicendomi che erano cose che aveva trovato o che i suoi compagni gli avevano regalato. L'altro giorno ho scoperto che mio figlio ha sottratto dallo zaino di due bambini (gemelli) dei soldi, mentendo sia a me che alla maestra di averlo fatto spontaneamente e dicendo che la mamma dei gemelli ha detto che poteva reggerli. Gli ho parlato cercando di spiegargli che quello che aveva fatto era una cosa molto brutta e che quelli che fanno queste cose sono ladri e che i ladri vengono arrestati dalla polizia.

Da qui è venuto fuori che tutti gli oggetti che gli venivano "regalati" in realtà erano stati rubati. Sono rimasta molto turbata dal gesto, ma ancora di più dalla sua furbizia nel farlo e delle sue fantasiose bugie. Mi sono detta "questo non è mio figlio", non ho mai creduto che un bambino così dolce come lui potesse avere una mente quasi diabolica.
Mi sono posta tante domande; sono una mamma che lavora tutto il giorno e il tempo che dedico a mio figlio è limitato. Dopo la scuola è con la baby-sitter con la quale si trova bene. Io cerco di dargli tutto l'affetto che posso e di regalargli momenti belli da trascorrere insieme. Mi ha detto di volermi bene e che per questo non lo farà più. Ma ho paura che questo sia solo una breve pausa. E' possibile che mio figlio abbia una doppia personalità? Cosa posso fare? Mi sento una madre persa!

 

Gentile Signora,
nella sua lettera traspaiono molte delle domande che sono sorte nel suo cuore dopo ciò che ha scoperto.
Non ho l'ambizione di darle delle risposte, ma solo qualche spunto di riflessione, limitato agli elementi che mi ha fornito.
La domanda che mi suona più forte è quella con cui si chiede: "è questo mio figlio?", che potrebbe evolvere tanto sul senso di colpa (dove ho sbagliato?) che su un atteggiamento di rifiuto (non è questo il bambino che voglio!).
Se prende un attimo le distanze da tale situazione, forse Le riesce di condividere con me questo pensiero: ciò che i bambini sono non dipende necessariamente dai loro genitori. C'è un "tutt'intorno" che educa (o dis-educa), ma vi è anche un'indole (un'anima, un genio, un daimon) che si manifesta nella propria unicità man mano che si cresce.
Nelle manifestazioni del suo piccolo bambino, provi a cercare le tracce di una personalità che sta cercando di manifestarsi, magari sbagliando le modalità. In altre parole, il fine potrebbe essere giusto, sono solo sbagliati i mezzi che il suo bimbo mette in atto; analogamente ciò che definisce come "mente diabolica" potrebbe essere espressione di grande fantasia ed intelligenza pratica.
Se invece facciamo una lettura più psicologica della situazione, il prendere le cose degli altri a 6 anni potrebbe essere sintomatico di una carenza, un "vuoto da riempire"..., ma non penserei ad una "doppia personalità" a 6 anni!
In entrambi i casi, non è probabilmente grazie a disapprovazioni e sanzioni che il suo bambino supererà questa fase.
Ciò non significa che non possa manifestare il proprio disappunto di fronte ai comportamenti impropri. Intendo dire che probabilmente i migliori risultati verranno attraverso una via meno razionale, più intuitiva ed affettiva, che vada alle cause piuttosto che fermarsi sui sintomi.
Ci pensi, ci provi ed eventualmente mi scriva di nuovo.
Cari saluti.

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 5, aprile 2004