Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Non andiamo più d'accordo

Avevo un rapporto bellissimo con la mia Bambina di 5 anni.

Sono sempre stata una mamma decisa nel prendere le decisioni su mia figlia, ho sempre detto le cose con fermezza e dei NO quando ci sono voluti e lei mi ha sempre seguito nel fare le cose (ovviamente quelle che deve fare, rispettando i suoi diritti, cercando di essere sempre rispettosa nei suoi confronti, essendo sempre sia io che il padre che i nonni vicino a lei giocando molto e dandole tanto affetto).

E' sempre stata, con ovviamente qualche alto e basso, una bambina per niente capricciosa, non si è mai impuntata ed era una bambina riflessiva. Adesso non facciamo altro che litigare e piangere tutte e due.

E' diventata capricciosa, testarda, è capace di non mollare per niente quando vuole una cosa fino a farti piangere oppure è capace di chiederti la stessa cosa per ore senza stancarsi. Io mi sono veramente esaurita, non mi capacito, non accetto questo comportamento. Ho sempre dato tutto per Lei, ho sempre avuto le mie idee di educazione e adesso il mio "lavoro" è andato tutto a monte. Nelle nostre crisi spessissimo succede che io la faccio sentire in colpa per il suo comportamento e Lei a volte si colpevolizza. Lo so che non dovrebbe succedere ma veramente siamo scoppiate.

Non capisco cosa ci sia capitato. Io riconosco che se lei non si impuntasse su cose banali, se tenesse un comportamento più normale e da 5 anni come ha sempre fatto riuscirei a riprendermi, ma così sono veramente al collasso. La situazione ci sta sfuggendo di mano sia a me che a mio marito. Tre mesi fa la bambina ha buttato via il ciuccio. E' stata una sua decisione all'inizio, poi al momento di dormire (quando lei normalmente lo prendeva) le è venuta una crisi e noi abbiamo forzato per non darglielo.

Tutte le sere al momento del sonno era la solita banda, noi non sapevamo cosa fare, ma ci sembrava sbagliato ridarglielo e pensavamo che se tenevamo duro un po' di giorni tutto finiva. Lei andava a letto e si addormentava da sola, non aveva paura di niente, era una bambina riflessiva, per niente nervosa. Adesso le sono venute tutte le paure, devo stare li ad addormentarla, cosa per cui avevo speso un sacco di tempo ed energie per abituarla ad addormentarsi da sola, a volte mi chiede di venire a letto con noi quando in 5 anni non ci era mai venuta neppure quando si è sentita male.

E' diventata nervosa, ha degli scatti di rabbia anche con i nonni, gli zii ed è diventata una bambina capricciosa; sembra la classica bambina viziata, che io sono sempre sta attenta di non fare diventare e che io ho sempre odiato e non vi nascondo che a volte odio anche Lei. Da allora per diverse sere mi chiedeva "voglio il ciuccio" per anche quasi un ora ininterrottamente, senza mollare come fa a volte adesso quando vuole le cose, quello è stato l'inizio.

E' POSSIBILE CHE QUESTO COMPORTAMENTO INACCETTABILE SIA STATO SCATURITO DAL CIUCCIO??

Non le manca nè affetto da parte della nostra famiglia, la portiamo da qualsiasi parte per farle fare le sue esperienze, la facciamo stare con le amiche, non le priviamo regali, non lefacciamo mancare le dovute regole (che lei, ripeto, fino ad ora ha rispettato) eppure è una bambina INFELICE, sempre con il broncio, sempre arrabbiata, nervosa, si attacca a delle cose come quando era piccola (es. se perde un qualche cosa di banale piange).

Dove abbiamo sbagliato, dove HO sbagliato visto che la gran parte del tempo dopo la scuola materna (dove va volentieri ed ha un sacco di amiche/ci) lo passa e lo ha passato con me?. Riconosco che sia io che mio marito siamo molto pignoli, precisi con delle regole che magari altri amici che lei frequenta non hanno (noi non guardiamo la TV mentre si mangia, si dovrebbe stare seduti nel limite del possibile mentre si mangia, quando si usa dei giochi li rimettiamo a posto, e non si butta all'aria un'intera cameretta per giocare, quando fa o dice qualche cosa di sbagliato la rimprendiamo..... tutte queste e altre piccole cose/regole che abbiamo anche noi notato che altri non hanno) e andando a mangiare o a giocare da loro anche lei lo ha notato, si rende conto che a casa di altri le cose sono diverse ed è sbandata... ?

Mi chiedo: Si è vero noi dobbiamo imparare a lasciare più perdere, ma non è giusto, se questo fosse, che una famiglia deve fare per forza quello che tante altre fanno solo perché è così! Mio marito dice che questo comportamento è anche una reazione a ciò che ha passato ultimamente la bambina visto che si è dovuta sottoporre a diversi analisi (sangue varie volte ed era terrorizzata), ecocuore, encefalogramma, ecc.. e Day Hospital per dei giramenti di testa che le prendono. Io non so più cosa pensare e il peggio non so più come comportarmi, a volte ho persino paura a dirle NO per paura che si impunti e faccia le "bizze" e questo lei lo sente..........

Grazie di cuore. Distinti saluti.

 

Gentile signora,
colgo nella sua lettera tutta la fatica, lo scoramento ed il disorientamento di una mamma che ha fatto del suo meglio per essere una "buona" educatrice per la sua bambina, dalla quale però ora non riceve quelle risposte che si aspetta.

La situazione, anzi, sembra essere talmente "deteriorata" che cominciano a comparire sentimenti che a Lei stessa fanno paura, come l'odio. Si vede come "causa" principale di questa situazione ("dove HO sbagliato?"). In questo modo, spontaneamente, colpevolizza se stessa e, nel contempo, "salva" la sua bambina. In realtà avanza anche altre ipotesi: che lo stato attuale sia dovuto alla privazione del ciuccio, oppure ai traumi derivanti dagli accertamenti sanitari cui la bambina è stata sottoposta.

La sua elaborata descrizione rende l'idea di tutta la complessità che è sottesa ad una relazione educativa, di fronte alla quale ogni risposta fossimo in grado di offrirle risulterà semplificatoria.
Con questa consapevolezza le esprimo la mia opinione, che richiama alcuni temi che in parte ho già avuto modo di sviluppare su Educare.it.

Il primo: i bambini sono molto poco programmabili, ovvero la loro crescita psicologica e l'affermazione della loro identità individuale seguono percorsi che spesso sono misteriosi, rispetto ai quali le posizioni dei genitori, i loro NO, le regole che pongono sono tanto necessari quanto relativi. I nostri figli non crescono unicamente compiacendo a mamma e papà: diventano grandi anche (e soprattutto) rispondendo agli imperativi del loro carattere e della loro vocazione (vedasi editoriale di gennaio 2004). A 5 anni i bambini sono sufficientemente forti nell'affermazione di sé ed ancora liberi dalle richieste di uniformità della scolarizzazione da lasciar trasparire, seppur in forma imperfetta, le caratteristiche di personalità che li rendono così speciali. Pertanto, direi che non è proprio il caso che Lei si addossi colpe che non ha.

Poi presterei ragione a suo marito, quanto chiama in causa gli esami cui la bimba è stata sottoposta e che l'hanno (come lei scrive) "terrorizzata".
Consideri questi accertamenti come una elevata fonte di stress, anche per gli immaginari non consapevoli che si accompagnano al sangue ed alla perdita di controllo su se stessi ("i giramenti di testa"). A 5 anni si può esserne turbati, può essere facilmente spezzato quell'equilibrio tra richieste dell'ambiente e proprie capacità di farvi fronte che tutti tentiamo faticosamente di raggiungere e mantenere. Gli atteggiamenti che ci descrive potrebbero essere letti come effetti di tale "squilibrio", ed in quanto tali "normali" e, soprattutto, transitori.
Infine la rimando alla lettura di un'altra consulenza nella quale si descrive il circolo vizioso che facilmente si instaura nelle relazioni educative e che finisce per portare all'esasperazione. Come nel suo caso.
Non escluda la possibilità di ricorrere ad una consulenza pedagogica che aiuti Lei e suo marito a recuperare un po' di serenità ed a trovare le modalità più adatte per continuare ad aiutare la vostra bambina nella sua crescita.

 


copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 4, Marzo 2006