Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Educazione al vasino

Ho una figlia di poco più di un anno e vorrei sapere quando e come cominciare l'educazione al vasino per togliere il pannolone. Inoltre ho una domanda correlata: poichè siamo sempre state sole in casa per buona parte della giornata (io lavoro part-time) la portavo con me in bagno quando avevo da fare i miei bisogni, così come quando dovevo prepararmi per uscire ecc... Ora che è abbastanza autonoma nei movimenti mi segue lei in bagno. Preciso che:

* La bimba ha cominciato a manifestare un po' di curiosità quando mi spoglio (l'ho allattata per dieci mesi poi ho smesso perchè era diventato solo un 'ciuccio' notturno, di giorno mangiava regolarmente e credo che abbia una certa memoria di questo) un sola volta ha guardato mentre mi risalivo gli slip poi non l'ha più fatto.

* Generalmente le porte sono aperte sicchè può girovagare per casa così ora entra ed esce dal bagno mente ci sono io.

* Mentre sono in bagno qualche volta mi chiede dei pezzetti di carta igienica e li getta nel water (mentre ci sono io)

* Mai si verifica situazione analoga col papà perchè non sono quasi mai soli in casa, e se siamo tutti e tre e lui si allontana lei preferisce continuare a giocare con me, in ogni caso lui è molto discreto. Solo una volta si è chiuso in bagno in modo evidente, lei lo chiamava da dietro la porta così le ho aperto io (lui era sotto la doccia) ci siamo trattenute un minuto in bagno ha dato una guardatina poi siamo uscite senza che lei facesse storie.

* Anche mia madre (da cui la porto per qualche ora il pomeriggio) se la porta in bagno, avendo lo stesso problema.

* Quando ero piccina mia madre mi trovò che mangiavo i miei escrementi sul vasino e un'amica medico 'interpretò' la cosa dicendomi che gli adulti non avevano gradito il mio regalo così io tentavo di 'rimetterlo' dentro.

Mi reputo una persona piuttosto 'normale' (mi passi il termine, avrà capito cosa intendo) ma ho una madre ansiosa con cui si sono 'riaperti' i conflitti dopo l'adolescenza proprio in occasione della nascita di Stefania (ora l'ha accettato ma all'inizio ho dovuto impormi parecchio per farle riconoscere il mio ruolo di madre). Lei tende a fare da mamma a tutti anche a mio marito e mia figlia, forse perchè la mia sorella maggiore è stata cresciuta dalla nonna (sua madre) ed anche se ora si rende conto dell'errore fatto, con mia figlia ha cercato di fare lo stesso scambiando per gelosia i miei tentativi per riaffermare la mia maternità ed il mio diritto/dovere di educare mia figlia pur facendo tesoro dei suoi consigli ('ho fatto tre figli capirò qualcosa').

Mi scusi se mi sono dilungata, vorrei sapere come gestire questi aspetti importanti dell'igiene personale della bimba e del rapporto con la nudità mia e di mio marito perchè voglio che da grande abbia un rapporto più spontaneo del mio con il proprio corpo e la sessualità in genere (quando entravo in bagno mio padre si nascondeva i genitali e quando io dicevo a mia madre che questo mi dispiaceva -con mio padre non ho mai avuto un grande dialogo era ed è tuttora un uomo molto riservato e timido dedito quasi esclusivamente al lavoro - lei mi rispondeva che la mia era solo curiosità, forse era anche cuiosità ma io ricordo benissimo che ero dispiaciuta come se lui mi negasse una parte di sè senza nessun motivo).

Mi scuso ancora per essermi dilungata, saluti.

P.S.: Non ho detto la cosa più importante: Stefania è una bimba tranquilla, con un certo senso dell'umorismo e con una gran voglia di giocare con la sua mamma che, forse le manca un po'.

 

Gentile simpatica signora,
mi scusi se mi permetto di darle della simpatica ma d'altra parte questa è la reazione immediata che ho avuto nel leggere più volte la sua richiesta che non si appunta su un solo nodo, ma fluisce lungo una bellissima linea che passa da sua madre, donna esperta con tre figli, lei, ex-bambina curiosa ma un po' insoddisfatta, e la sua bambina, Stefania, tranquilla e giocherellona. Le anticipo fin da adesso: vede qualche cosa di negativo in tutto ciò? Io proprio no, ed è forse per questo che lei mi è simpatica, perché teme un problema dove, molto probabilmente, non c'è. Certo è che, se come parametro abbiamo qualcuno che ritiene che la popò sia un regalo, allora il problema c'è eccome. Lei mangerebbe un regalo che commestibile non è? Figuriamoci! Un bambino forse lo farebbe, perché piccolo e deve provare tutto, "testare" il mondo.

A questo punto devo scusarmi, però, non tanto con lei quanto con certi miei colleghi che, tanto quanto me, hanno tutto il diritto di dare la loro interpretazione: la mia impostazione è diversa, non è psicanalitica e sono convinta, perché HO VISTO UN MUCCHIO DI BIMBI ALL'OPERA (anche mio figlio a 18 mesi ci provò a fare il suo stesso tipo di spuntino, noi lo prendemmo in tempo con le lacrime agli occhi dalle risate, e ora a 8 anni, ovviamente, inorridisce al solo pensiero!), che il bambino piccolo è un MANIPOLATORE per eccellenza, nonché un grandissimo curioso, come anche la sua Stefania sta dando prova di essere alla grande: perciò tocca e prova a mangiare tutto, perché con la bocca e con le mani vede, sente, prova, capisce, perché i suoi sensi vanno a mille, e deve provarci per crescere, per andare avanti, anche se quella roba puzza ed è tutt'altro che invitante.

Ma veniamo specificatamente a lei e a sua figlia. Le sue domande in realtà sono 2: una sulla cosiddetta "educazione sfinterica" e un'altra sulle modalità di mostrare e cogliere dalla sua bambina quel cosiddetto "comune senso del pudore". In fondo entrambe le risposte possono essere considerate simili, perché, in entrambi i casi sarà la bambina a comunicare la sua sensibilità, l'essere pronta a controllare i suoi bisogni, così come sarà lei a farvi capire quanto e come vorrà sapere rispetto all'intimità della sua famiglia.

Rispetto alla prima questione, però, esistono delle linee generali che si possono anche consigliare: alcuni bambini, come le accennavo, danno personalmente il segnale e comunicano la loro volontà di provare a stare senza pannolone senza sporcarsi; altri, invece (specialmente quelli che non si trovano a frequentare il Nido dove vengono sollecitati con un'adeguata educazione in merito), troppo impegnati in altre cose, resterebbero tutta la vita coi mutandoni e allora si consiglia come età orientativa quella dei 24 mesi o giù di lì, preferibilmente nei mesi estivi (per ovvi motivi) e con un'abbondante dose di pazienza; si parte prima durante il giorno nelle ore di veglia e successivamente, quando le buone abitudini diurne si sono consolidate, ai momenti di sonno, pomeridiano, qualora ci sia, e poi notturno.

Ripeto: alcuni bambini lo fanno spontaneamente, altri sono più veloci, altri lenti, con più o meno frequenti ricadute anche a distanza di tempo, provocate anche da eventi esterni (tipo inserimenti scolastici, nascite di fratellini e altro, senza peraltro costituire indici di allarme).

Però dalla sua lettera mi sembra emergere maggiormente una riflessione su come gestire la curiosità di Stefania rispetto a certi momenti molto personali di mamma e papà. Questo, cara signora, è a vostra assoluta discrezione, poiché non è solo la bimba a sentirsi di voler vedere ma siete anche voi a dovervela sentire di mostrarvi e spiegare. L'unico consiglio che mi sento di darvi è che nascondimenti e imbarazzi (così come faceva suo papà a suo tempo) non faranno che aumentare la curiosità della bambina e far nascere anche in lei relativi imbarazzi , ma questo non significa nemmeno che voi dobbiate fare necessariamente esibizione del vostro corpo e dei vostri momenti di intimità ed igiene personale.

Ne parli con suo marito e decidete insieme, confrontandovi, la linea per voi più idonea da seguire, tenendo a mente che presto sarà Stefania, una volta ragazzina e adolescente, a chiudere a chiave la porta rivendicando il suo legittimo spazio, solo dopo aver carpito preziose informazioni da mamma e papà!

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 4, Marzo 2005