Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Se non la smettete mi uccido

Vi scrivo perchè ho un figlio di quasi 6 anni che negli ultimi sei mesi mi è uscito due volte con la stessa frase: mi uccido!

La prima volta io e mio marito stavamo litigando e lui ha urlato: se non la smettete mi uccido. Premetto che io e mio marito siamo una coppia abbastanza vivace, ma anche affiatata ed in casa c'è un'atmosfera abbastanza equilibrata e tranquilla.
La seconda volta oggi. Mi ha detto che anche se non facevo una cosa (futile), non importava, tanto lui da grande si uccideva.

Io mi sto spaventando. Premetto che non sa ancora leggere e che vede solo un'ora al giorno di televisione seguito da me, ossia guarda solo o videocassette di cartoni o cartoni animati, non film violenti, nè telegiornali. In casa girano solo riviste per donne e fiabe o romanzi.

Mi devo preoccupare?

 

Gentile signora, capisco perfettamente la sua preoccupazione di fronte a una simile affermazione di suo figlio ed anche se gli elementi che lei mi espone sono molto pochi, mi sento di rassicurarla circa le reali intenzioni del bambino.
Per un bambino di sei anni il suicidio non ha ancora il significato che noi vi attribuiamo, ma per lui significa sottrarsi ad una situazione che in quel momento sente intollerabile. Con questo non sto dicendo che la frase di suo figlio va ignorata, anzi; va però compreso il reale messaggio che questa affermazione contiene.

Quando il vostro bambino, sentendovi litigare, vi dice "se non la smettete mi uccido" in realtà vi comunica il suo disagio nel trovarsi lì in quella situazione e che vorrebbe essere altrove per non vedere e non sentire cose che lo fanno star male.
Per i bambini il solo pensiero che i genitori possano separarsi, attiva la paura di essere abbandonati, per questo il vostro bambino per non essere abbandonato vi minaccia di "abbandonarvi" quasi a dirvi: <>

Quando usa lo stesso mezzo per esprimere il suo disappunto di fronte ad un desiderio non esaudito esprime una certa intolleranza alla frustrazione (differenza tra ciò che si vorrebbe e ciò che si può avere) e questa minaccia ha come scopo il commuovere gli indifferenti e punire i colpevoli per il suo senso di fallimento nell'ottenere ciò che vuole.

Sarà utile educare questo bambino all'accettazione di ciò che si può avere e di ciò a cui si deve rinunciare, spiegandogli che ogni suo comportamento ha una conseguenza e che non sono gli altri che lo deludono o che lo vogliono far soffrire. Inoltre va rassicurato circa le eventuali discussioni che possono verificarsi tra i genitori, spiegandogli che tutti hanno idee diverse e che spesso questo causa delle discussioni. Non per questo lui deve temere che mamma e papà si separeranno. Le consiglio di leggergli delle favole che lo aiutino a crescere. Con la testa fra le favole edito da Erickson è un libro che le può essere utile a spiegare al suo bambino ciò che può aiutarlo a crescere equilibrato e sereno.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005