Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Strani comportamenti

Mi chiamo Giuseppe e sono un fortunato genitore di un bimbo di nome Massimo di 3 anni e mezzo.

Vorrei chiederle consiglio su dei comportamenti/atteggiamenti del mio bambino, un primo atteggiamento particolare e' il rifiuto di venire avvicinato da persone estranee, se cio' accade (qualcuno ad es. si ferma a salutarlo) Massimo inizia a piangere e cercare la mamma o il papa', lo stesso accade quando persone estranee entrano in casa.. inizia a piangere e chiede ripetutamente l'allontanamento e non smette fino a quando questo accade.

Altro atteggiamento particolare e' l'attitudine ad innervosirsi e piangere se quello che vuole non viene fatto e subito anche... es: se stiamo preparando il pranzo non ama aspettare e inizia a lamentarsi e piangere fino a quando non e' pronto (viziato??) stiamo poi cercando di formarlo all'uso della toilette ma con scarsi risultati.. sebbene capisca quando arriva il momento di urinare non comunica mai quesra sua esigenza.. se gli viene invece chiesto di andare insieme in bagno a volte viene spontaneamente a volte si rifiuta in modo categorico.. consigli ??

Un altro aspetto che vorrei sottoporle e' qualcosa notato all'asilo sembra non mostrare interesse verso gli altri bambini tende a giocare da solo (gli piace colorare dipingere) e solo se invitato dalla insegnante si integra con le attivita svolte dalla classe.

Ultimo comportamento particolare e' la scarsa fiducia in attivita' fisiche... anche se in casa ed all'esterno corre e gli piace molto tende ad avere paura ad affrontare situazioni diverse es: saltare qualche ostacolo o provare il triciclo.

Per darle un quadro possibilmente piu' completo la nostra famiglia non ha una intensa attivita' sociale e il bambino tranne che all'asilo passa la maggior parte del tempo con noi incontrando sporadicamente altre persone. Mi rendo conto che non sia facile per lei comprendere interamente la situazione ma vorrei ricevere magari dei consigli su come affrontare questi comportamenti o se si necessita una visita presso uno specialista (di che tipo) per valutare questi atteggiamenti.

Grazie !!

 

Gentile papà,

la situazione che lei mi sottopone si compone di almeno due aspetti : uno caratteriale, personale, proprio del bambino, l'altro relazionale ed educativo. Non è detto, però, che i due aspetti siano scindibili e lontani, anzi.
Partiremo quindi dal primo aspetto, per passare poi al secondo, e tornare (magicamente?), al primo.

Massimo sembra un bambino non molto propenso e portato alle relazioni sociali: riservato al massimo, addirittura manifesta reazioni di paura, resistenza al semplice saluto e col suo pianto induce ad allontanare gli estranei, attaccandosi e facendosi schermo con la mamma o col papà.
Ebbene, queste potrebbero essere caratteristiche personali, individuali di Massimo, perciò destinate ad un adattamento limitato e quindi a permanere anche in età più "avanzata" (timidezza, riserbo ecc.). C'è anche, infatti, il tratto stabile fuori dell'ambiente e delle presenze familiari: anche a scuola, cioè, il vostro bambino non è un gran compagnone.

Nello stesso tempo (passiamo al secondo aspetto) c'è una tendenza di Massino all'intolleranza alla dilazione della risposta... oh, mamma: ma cosa ho detto? Mi sono lasciata andare ad un linguaggio libresco!!
In poche parole mi riferivo al fatto che Massino non ama aspettare, qualsiasi cosa, e si lamenta con evidenza e chiarezza : sono vizi, sono capricci ?
... E' probabile: tutto dipende da a che cosa lo avete abituato voi. La sua vita è stata, grazie a voi , all'insegna del "Tutto e Subito"? Non badate tanto ad adesso: piuttosto ripensate a quando era più piccolo, anche per le cose che possono sembrarvi banali, tipo l'allattamento, il ciuccio e cose del genere. Tutto è sempre arrivato subito, spezzando immediatamente il suo pianto che, sarà anche una espressione di disagio e disperazione, ma possiede una natura comunicativa che merita almeno un tempo di ascolto e sfogo ?
Ecco, a tre anni suonati, questo potrebbe essere il risultato.

Con un passaggio magico, torniamo al primo aspetto: Massimo, abbiamo detto, sembra possedere una vena solitaria già di suo. Però anche voi, dite, non siete abituati ad una fitta vita sociale. Ritorniamo quindi da un tratto personale ad una dinamica relazionale, in cui entrate in scena anche voi genitori.
Una cosa che vi chiederei se vi avessi davanti, sarebbe se Massimo è figlio unico o meno, perché a me, occhio e croce, sembra di sì, ma potrei, ovviamente, sbagliare.
Allora, il punto è questo: non è che, per non arrecare un eccessivo dolore al piccolo che piange alla vista di qualsiasi estraneo, lo avete sempre assecondato, allontanando chiunque ?
Guardate che gli altri non sono tutti "brutti e cattivi" per definizione, anzi, sono una fonte di gioia, di stimolo, costituiscono il nostro specchio e ci fanno capire tante cose di noi stessi, anche se talvolta ci fanno, e ci faranno, soffrire!
Ma questo lo sapete sicuramente meglio di me, perché dimostrate di essere delle persone sensibili.

Dunque, veniamo al.. dunque: secondo me, questo bambino ha bisogno di GRADUALITA', cioè solo di fare alcune cose a passettini. No assolutamente allo specialista, e poi quale ?
Un bambino così piccolo, così alle prime armi ha bisogno prima di tutto dei genitori, che dovranno fare dei piccoli sforzi insieme a lui, standogli accanto e aiutandolo a sostenere nuovi e vecchi approcci da parte degli altri, anzi, dimostrando di gradire l'interessamento e l'intervento di chiunque, spingendolo ad accettare nuove presenze in casa,preparandolo con degli inviti a mangiare la pizza con qualche amico fidato, incitandolo a mostrare i suoi giochi e la sua camera, soprattutto mirando al fatto di fargli conquistare un piccolo pezzetto alla volta e facendo attenzione a fermarsi quando qualcosa in più fosse per lui realmente intollerabile.

Anche per quel che riguarda il vasino (educazione sfinterica) o l'affrontare le novità: continuate con pazienza e coinvolgimento a proporgli piccole cose alla volta, mostrategli quanto sia divertente ed interessante provare cose nuove, e non fermatevi mai di fronte alle prime difficoltà: questo è un atteggiamento altamente educativo, incoraggiante e costruttivo. Magari poi gratificatelo con le sue attività preferite, lasciandolo giocare e dipingere in santa pace.
Ma non lo mollate mai, tiratelo su, tiratelo fuori dalle sue resistenze, piano pianino, prima che diventino dei limiti effettivi.

Saluti e.. continuate a ritenervi fortunati, in qualità di genitori attenti!!

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 5, Aprile 2005