Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Sette domande "delicate"

Ho 35 anni e sono mamma di due bambini di 7 e di 5 anni. Avrei qualche quesito da porre.

1. Da circa 7 anni ho il desiderio di avere un seno più grande (anche perché, se prima era piccolo, dopo le gravidanze, il seno è praticamente scomparso). Anche se sono stata sul punto di farlo, non ho mai avuto il coraggio di sottopormi all'intervento di mastoplastica additiva (un po' forse perché mi sembra una specie di "peccato"). Adesso che forse ho trovato il coraggio, mi sorge un altro dubbio: mio figlio più piccolo è ancora molto attaccato al mio seno (nel senso che prima di addormentarsi vuole appoggiare la manina sopra e in altri momenti lo fa anche per calmarsi). Quindi come potrei spiegare un aumento di dimensioni del suo oggetto di rassicurazione? Non voglio dire né a lui né a sua sorella la verità eppure so che si accorgerebbero entrambi di questo cambiamento. Insomma come devo comportarmi, cosa dire?

2. Sono una persona "socialmente ansiosa" e con molte insicurezze e non ho molti amici. Non voglio che i miei figli mi assomiglino in questo e/o che comunque possano risentire del mio brutto carattere. Vorrei poter fare delle sedute di psicoterapia (anche se non so a chi rivolgermi). Cosa posso fare?

3. Mi sento spesso in colpa perché mi accorgo che non gioco e soprattutto non parlo abbastanza con i miei bambini (non sono molto comunicativa): riguardo al giocare trovo sempre mille scuse e, anche quando ho un attimo di tempo, mi metto a fare altro. Mi rendo conto di non avere abbastanza argomenti o fantasia per essere una buona mamma (come molte mamme che incontro). Mi date qualche consiglio?

4. Mio figlio più piccolo è molto lento nel mangiare; io mi comporto in maniera diversa: a volte lo aiuto (ma forse lo sforzo a mangiare), a volte gli impongo di mangiare da solo e di non alzarsi da tavola se prima non finisce quello che ha nel piatto (ma nonostante le minacce "niente caramelle" o "ti ritiro un gioco" che gli faccio, alla fine il cibo arriva sempre ad essere freddo nel piatto). Mi rendo conto di non essere come le altre mamme che cercano di accontentare i gusti alimentari dei loro figli ma di essere forse troppo severa nel pretendere che mangino piatti di cereali (pasta o riso) con verdure (rigorosamente frullate, altrimenti non le assaggerebbero) e frutta a merenda (perché so che va data lontano dai pasti). Come devo comportarmi?

5. mi sono accorta che mio figlio di 5 anni fa dei disegni ancora molto "da prima infanzia" (paragonati a quelli della sua sorellina alla sua età); mi devo preoccupare oppure è dovuto al fatto che ogni bambino ha dei talenti diversi?

6. purtroppo, nonostante i miei propositi, non sono riuscita ad evitare la visione di certi film o certe parti di film televisivi che contenevano scene di sesso e mi sono accorta che in alcuni giochi dei miei bambini queste scene venivano riprodotte (non so se rielaborate o se fedelmente ricopiate: bambole spogliate, accarezzate o baciate, ecc.); in particolare mi è parso di vedere che mia figlia induceva mio figlio a ri-fare le scene del film. In quel caso devo intervenire o dire qualcosa o fare finta di niente?

7. spesso capita che mia figlia di 7 anni si tocchi davanti a noi: lo fa senza pudore eppure ci fa sentire a disagio; come dobbiamo comportarci?

 

Gentile Signora,
Lei ci pone sette quesiti precisi, confidando forse in sette risposte altrettanto precise.
Ma né una psicoterapia né tanto meno una consulenza a distanza può esaurire domande di questa portata.
Con questa consapevolezza Le offro volentieri il mio parere.

1. mastoplastica additiva;
2. psicoterapia.

Premesso che nella vita bisogna darsi delle priorità o che la vita impone delle priorità, mi chiedo se Lei si dia (o che la vita Le imponga) come priorità la necessità dell'intervento di mastoplastica additiva oppure se si dia (o che la vita Le imponga) come priorità la necessità di fare una psicoterapia, visto che si definisce "socialmente ansiosa, con molte insicurezze, di brutto carattere".
Le sconsiglio nel modo più assoluto di affrontare le due cose (mastoplastica additiva e la psicoterapia) in modo contemporaneo, ma suggerisco dapprima una psicoterapia, almeno alcuni mesi di prima di fissare, eventualmente, l'appuntamento per un'invento chirurgico.
Ci chiede come fare per trovare un psicoterapeuta.
Starei quasi per dire che è più o meno come fare per trovare un bravo chirurgo plastico. Non so dove abiti, ma i consultori familiari sono presenti abbastanza capillarmente su tutto il territorio italiano e sanno dare indicazioni. Se non volesse ricorrere alle strutture pubbliche (centri si salute mentale, consultori familiari e simili) potrebbe consultare le pagine gialle dell'elenco telefonico (sotto la voce "medici specialisti" e la sottovoce psicoterapia o psichiatria) e dove può trovare addirittura sotto i nominativi eventuali relative autorizzazioni (p.es. "Aut. San. N. ...del 2001").
In sede di psicoterapia potrà affrontare in modo molto più appropriato che non tramite una consulenza a distanza tutte le domande che si sta ponendo in relazione al cambiamento fisico che risulterebbe qualora si decidesse di sottoporsi a mastoplastica additiva e a come dirlo o come non dirlo ai Suoi due figli di 5 e 7 anni. Intanto mi limito a farLe notare un'incoerenza rischiosa per il Suo equilibrio emotivo quando dice "non voglio dire né a lui né a sua sorella la verità eppure so che si accorgerebbero entrambi di questo cambiamento". Ma credo che Lei, meglio di me e di chiunque altro, sia già pienamente consapevole dei pericoli per il Suo equilibrio emotivo che risulterebbero da una mastoplastica additiva dal momento che al punto uno scrive molto sobriamente che solo "forse" ha trovato il coraggio di sottoporsi a tale intervento invasivo.
Generalmente parlando, si può affermare che interventi plastici di questo tipo sono ricercati da molte donne al fine di compensare (più o meno consapevolmente) un deficit di stima che cercano di colmare con un seno più grande, volendo così soddisfare il presunto criterio base di un'attuale moda che tra alcuni anni forse sarà nuovamente svanita, come spesso accade con le mode e i gusti che possono cambiare. E che di fatto quasi sempre cambiano.

3. Al terzo punto parla del Suo senso di colpa per non parlare e giocare abbastanza con i Suoi bambini, paragonandosi alle altre mamme. Le ha mai osservate 24 ore su 24? Immagino di no, e comunque sia, Lei è unica al mondo come madre, così come unici al mondo sono i Suoi due figli e così come ogni giorno che passate insieme è unico ed irrepetibile. Se, come scrive, trova "sempre mille scuse" per non giocare con loro, ricordi che Lei non è solo madre ma Lei è anche donna e se, metaforicamente palando, mille volte giocherà insieme ai Suoi bambini ci saranno altre mille volte in cui si vivrà come donna e/o moglie e/o lavoratrice. Importante è che Lei si possa esperire e vivere responsabilmente, sia come madre che come donna. I due ruoli di madre/donna non sono sempre nettamente distinti e diametralmente opposti, ma si possono integrare l'uno con l'altro in modo creativo e soddisfacente così come in certi momenti si può decidere di dare priorità ad un ruolo piuttosto che all'altro. Sarà Lei a decidere, di volta in volta, le priorità ed a giostrare l'abbondanza dei Suoi ruoli che spero non veda come pesi, ma come possibilità di ricchezza del Suo essere. Il dialogo con l'altro da sé e/o il simile di sé (compreso il dialogo con i bambini) può sempre essere arricchente.

4. Al quarto punto ci chiede come comportarsi con Suo figlio di 5 anni "molto lento nel mangiare". Non si preoccupi se il piatto non è più caldo: non esiste alcuna controindicazione al cibo a temperatura ambiente. Scelga una coerente strategia comportamentale di fronte a Suo bambino da adottare nei prossimi mesi, non aiutandolo a mangiare alcune volte ed imponendogli di mangiare da solo altre volte! Indipendentemente che si decida per la prima o per la seconda modalità, dia una durata approssimativa ai pranzi, che non superi, ad esempio, trenta o quaranta minuti. Trascorso il tempo massimo, tolga il piatto, anche se consumato solo in parte. Se dovesse avere fame, mangerà di più durante una delle volte successive, se invece il suo metabolismo individuale necessitasse di quantità inferiori di cibo, in questo modo lo potrete scoprire.

5. Al quinto punto ci chiede se "ogni bambino ha dei talenti diversi?" Certo! Come sottolineato già nei due punti precedenti, anche qui desidero ribadire con forza che ogni individuo è unico ed irrepetibile, nonostante le molteplici similitudini che intercorrono tra individui. Suo figlio sembra dare ragione alle statistiche che affermano che le bambine solitamente amano più disegnare che non i bambini.

6. Il sesto punto riguarda "certi film", come dice, visti dai bambini. Sarebbe auspicabile che in futuro Lei abbia la possibilità di stare più attenta che i Suoi piccoli non vedano, soprattutto che non vedano da soli e in modo incontrollato, quelle che Lei definisce "scene di sesso" di film. Beninteso: sesso (con amore) non è uguale a sesso (senza amore), ovvero, il contatto psicofisico (baci, carezze) quando è simbolo/espressione di vero amore ed affetto è una cosa, mentre il contatto fisico scorporato e scisso da una solida base di amore, affetto e rispetto è tutt'altra cosa. Non è per niente controindicato che i bambini vedano i propri genitori o altre persone che si vogliono sinceramente bene, si baciano o si fanno delle affettuose carezze, mentre è invece controindicato al massimo che i bambini vedano film da soli che non siano esplicitamente dei film fatti per bambini di quest'età.
Lei suppone che i Suoi figli stiano operando vere e proprie riproduzioni e/o rielaborazioni delle scene di film in questione, utilizzando delle bambole e facendo dei giochi di ruolo (dove la più grande sembra incoraggiare suo fratello). Non è inusuale che fratelli di questa età giochino "a dottore", avvalendosi delle bambole e/o di se stessi nei giochi di ruolo, ma nel caso dei Suoi figli sarebbe da verificare che non ci sia della necessità di un supporto (Lei-madre o, se possibile, Voi-genitori) per meglio poter elaborare le scene filmiche viste.
Colga la prossima occasione per parlare con loro di ciò che hanno visto nel film, delle loro emozioni, delle loro insicurezze, dei loro dubbi, delle loro paure.

7. Al settimo punto ci chiede come comportarvi quando Vostra bambina si tocca. Non so in quali occasioni questo succede, ma anche in questo caso consiglio di dialogare con la bambina molto delicatamente, con il massimo rispetto, la massima calma, la massima apertura, cercando di capire il perchè del suo gesto, accettando con serenità e pazienza i termini che vorrà o saprà usare, non ridendo di ciò che potrà dire, ma prendendola sul serio in ogni sua sillaba, in ogni suo sguardo.

 


Educare.it - Anno VII, Numero 2, Gennaio 2007