Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Nuovi lavori e nuovi figli

Buongiorno,
sono mamma di una bambina di tre anni. E' una bambina assolutamente normale. Ma fa spesso un pò troppi capricci finalizzati all'evitare di uscire di casa (anche se magari l'argomento sono le calze che sono troppo grandi i troppo piccole o storte....). Non é difficile diagnosticare le cause di questa reticenza... va al nido da quando aveva 4 mesi, uscita dal nido va dalla nonna e ci resta almeno fino alle 19. Dopo di che trasloca di nuovo a casa. Mia suocera che ha il marito non vedente ha necessità di restare presso il suo domicilio per accudirlo. La presenza di un handicapp inoltre secondo me ha favorito per molti aspetti la crescita emotiva di mia figlia. Tutti e due facciamo un lavoro molto impegnativo e non possiamo ridurre l'orario per motivi economici. Inoltre sempre più spesso ci capita di allontanarci alcuni giorni per lavoro. Cerchiamo di alternarci ma é capitato e capiterà di dover parcheggiare la bambina dai nonni per alcuni giorni.

In sostanza il tempo è poco e mia figlia me lo fa notare senza peli sulla lingua dicendo che vuole stare con noi e in modo indiretto cercando di rendere sempre difficile uscire di casa.

Purtroppo il mondo del lavoro ci sta portando sempre più verso situazioni di questo genere, e ci troveremo sempre più spesso con bambini sballottati anche tra diverse nazioni magari al seguito di un solo genitore senza che ci sia un problema di coppia. La situazione logistica é questa e possibilità di cambiarla non ce ne sono purtroppo. Vorrei però trovare il modo di rendere serana mia figlia, che evidentemente sente la mia mancanza.

Un'altra cosa che effettivamente é fuori controllo é la nanna, nel senso che mia figlia si addormenta con uno di noi e non resta che alcune ore nel suo lettino per il resto della notte dorme tranquillamnete in mezzo ai genitori. Ho provato a cercare di essere ferma, ma é difficile farsi magari 300km in macchina senza aver dormito e sotto sotto a me fa piacere dormire con lei.... Altra cosa su cui non vuol sentir ragione é il ciuccio, dice che le serve per non piangere.

Oltre ad eventuali consigli che mi può dare in modo diretto esistono delle pubblicazioni dedicate all'argomento dell'impatto della globalizzazione sulla famiglia?

grazie mille.

 

Gentilissima Signora,

lei ha già fatto dei ragionamenti e delle scelte precise e, come dice un noto personaggio televisivo, si è fatta delle domande e si è già data delle risposte. La ammiro, per questo, sinceramente.
Però, le sue affermazioni non lasciano molto margine per ulteriori commenti: lei e, conseguentemente , la sua famiglia avete già trovato un vostro equilibrio che, come lei dice, non può essere cambiato.

Quello che, dunque, posso fare io, è provare a farle delle proposte di arricchimento della sua situazione. Quello che mi sento di fare nel suo caso, è impersonare il "mondo dell'Educazione" ma, soprattutto, indegnamente, il "mondo delle Esigenze dei Bambini".

Carissima, lei mi chiede dei testi che affrontino il tema dell'impatto della globalizzazione odierna sulle nostre famiglie. In coda alla consulenza, proverò a darle qualche indicazione ma prima voglio assolutamente farle una premessa.
Qualunque libro di educazione che lei possa leggere e che provi ad affrontare il delicato ed attualissimo tema che lei segnala, non credo mai potrà indicarle che, nel caso di bambini con genitori necessariamente molto impegnati nei ritmi lavorativi, si possa concedere ai piccoli di rimandare o saltare i tempi di autonomizzazione (ciuccio, lettone...) e non lavorare solidamente all'instaurazione e al mantenimento di un buon legame di attaccamento con i genitori, ad una serena dinamica di separazione e quindi di autonomizzazione fra il figlio e gli stessi, con una ben chiara e opportuna distinzione dei ruoli.
Su questi libri troverà scritto che, nel caso di genitori lavorativamente molto impegnati e spesso anche lontani da casa, tutto ciò sarà molto più faticoso, ma va assolutamente fatto. Perché la formazione dell'individuo (bambino) va privilegiata e protetta, punto e basta.

E mi prometta, cara Signora, che se trova un libro dove c'è scritto che i piccolini dei genitori impegnati possono tenere il ciuccio fino a 18 anni oppure dormire nel lettone anche da grandi, me lo segnala perché così io il giorno dopo cambio immediatamente lavoro e vado a consegnar lettere!!!

Perché, si starà chiedendo ?
Proprio perché se, in questo mondo sempre più pazzo, poliedrico e dispersivo, perdiamo anche i valori e i punti fermi trasmessi dall'Educazione, veramente rischiamo il collasso! E guardi che io non sono contraria alla globalizzazione e a tutto quel che c'è intorno e che comporta... però, quando c'è un bambino, ci devono essere una mamma e un papà, delle strutture educative, e tutto quello che deve esserci intorno e che comporta. Ri – punto e basta!

Ma veniamo a lei, a suo marito e alla vostra piccola: lei descrive sua figlia in modo splendido e, principalmente, come una bambina normale, e infatti lo è. Se la può consolare, infatti, anche i bimbi che hanno la mamma casalinga reclamano la sua presenza accanto e il fastidio nel raggiungere le strutture esterne, inventando strane storie sulle calze. Proprio perché a 3 anni è assolutamente normale. Anzi: la bambina denota anche qualcosa di più, perché una che, a soli 3 anni, afferma che ha bisogno del ciuccio per riuscire a non piangere, è una personcina non solo emotivamente ma anche cognitivamente superiore!

L'unico consiglio, veramente, che posso darvi è presidiare la vita della vostra bambina di stimoli e di cercare di porvi il più possibile in continuità con le esperienze che la bambina fa quando siete assenti: guardate i suoi disegni fatti a scuola, fatevi dare filmini e foto da guardare insieme, dialogate quanto più possibile con le maestre. Fate in modo che vostra figlia vi veda anche quando non ci siete. In che modo? Costruendo con lei un legame assolutamente speciale, fatto di pensieri, di attese e di ritorni in cui, finalmente, si può stare accanto gli uni all'altra.
Se il vostro regime economico ve lo permette, senza nulla togliere alla nonna e al nonno non vedente che sono sicuramente belle presenze nella vita della piccola, prendetevi una baby sitter qualche giorno alla settimana o qualche ora al giorno che porti la piccola al parco, in biblioteca, agli spettacoli per bambini e che le dica sempre: "poi lo raccontiamo alla mamma e al papà, vero ?".

Si fa un gran parlare, nel mondo dei bambini e dei loro genitori, di qualità e quantità del tempo loro dedicato.
Anche in altre consulenze ho commentato che, c'è poco da fare, ci vogliono entrambi, ma soprattutto la scelta primaria da fare è, a mio parere, quello fra le esigenze di custodia e la qualità.
Il legame sano fra genitori e figli si costruisce prima su basi fisiche (chissà perché un bambino, per essere allattato, ve tenuto necessariamente in braccio??!!), ma poi si sviluppa, evolve e consolida in modo assolutamente simbolico: solo in questo modo, infatti, i bambini riescono a stare lontani dai genitori e fuori casa. Quando capiscono e si convincono che il Genitore c'è anche quando non è fisicamente presente, che torna a prenderlo, che comunque potrà ritrovarlo.
E questa è una tematica, anzi una dinamica di base dello sviluppo umano, che appartiene a tutti i genitori , a quelli lontani come a quelli vicini.

Lei mi chiede dei libri e io gliene consiglio due, che trattano la complessificazione odierna del ruolo genitoriale:
- Pearson, Ma come fa a far tutto?, Ed. Mondadori
- M. Mead – Ferro, Confessioni di una mamma pigra, Ed. Corbaccio

Però aggiungo un ultima cosa: se lei ha tempo di leggere perché magari viaggia in treno o in aereo, lo faccia pure. Ma se deve leggere quando è a casa... butti via tutto e stia con la sua bambina.
Ri – ri – punto e basta!!

 


Educare.it - Anno IX, Numero 4, Marzo 2009