Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Richiesta di aiuto

Credo di aver bisogno di aiuto. Premetto che mi sono rivolta ad uno psicologo dell'età evolutiva con cui noi come famiglia avremo un incontro ben presto, ma prima vorrei scrivere qui delle impressioni e avere un riscontro professionale da parte di uno dei Vostri consulenti.
Mio figlio Vittorio ha 6 anni e mezzo e frequenta la prima elementare. E' nato in Irlanda, dove siamo vissuti fino ad un anno fa. Il rientro in Italia (dovuto al trasferimento di mio marito) è stato abbastanza traumatico per lui (in effetti lo è stato un po' anche per noi che non credevamo che l'Italia fosse diventata cosi difficile, ma questa è un'altra storia!).

Cercherò di descrivere brevemente la situazione: il bimbo a volte diventa particolarmente aggressivo, non credo ipercinetico, anche se comunque alcuni tratti del suo comportamento potrebbero essere inseriti in un quadro di ipercinesia, salta, grida, corre, non sta mai fermo, si muove sempre velocemente, a volte non facendo nemmeno attenzione andando a sbattere contro le porte o oggetti su cui inciampa cadendo. Negli ultimi tempi sembra avercelala particolarmente con il padre da quando (in particolare) una volta ha sognato che lo uccideva; c'è da dire che mio marito lo adora anche se lui è particolarmente nervoso negli ultimi tempi dato il lavoro e la nostra vita alquanto difficile).

Il bimbo ha detto in più di un'occasione che non riesce a fermarsi in quanto è il suo cervello che glielo impone e non riesce a calmarsi, soprattutto la sera; con la sorellina di due anni e mezzo ha un bellissimo rapporto, ovviamente a volte litigano ma il tutto dura nemmeno 5 minuti. In due occasioni (una volta sei mesi fa e l'ultima volta nemmeno una settimana fa) mi ha detto che vuole morire perchè è cattivo... insomma ci vorrebbe un libro per descrivere questo momento che stiamo attraversando...

C'è da dire inoltre che porta il pannolino la notte di nuovo per sua scelta perchè davvero non ce la fa a non farsi la pipì addosso, e spesso capita anche che si sporchi di cacca durante il giorno, perchè dice di non sapersi pulire, il che sarebbe plausibile, ma io piuttosto credo che abbia vergogna di dire alla maestra di aver bisogno di andare in bagno, in quanto arriva a casa e corre in bagno due o tre volte nell'arco di un pomeriggio per fare ingenti quantità di escrementi (mi scuso per il linguaggio ma non trovo parole più leggere per rendere il problema chiaro). Si! Guarda la TV per qualche ora e gioca al pc... in classe sua è uno dei migliori a dire della maestra anche se non sta mai fermo. Partecipa e gli piace primeggiare e se non ci riesce cade in frustrazione. La sera piange chiedendo scusa e dandosi
a volte gli schiaffi da solo. Se lo si porta al parco è capace di giocare col fango o con la terra per ore, gli piace raccogliere pietre e legnetti e stare a contatto con la natura. E' molto intelligente, ed è appassionato di lettura, fa bene i compiti anche se non riesce a star fermo (ma questo potrebbe essere comprensibile ancora alla sua età).

Il rapporto col padre è la cosa che più mi preoccupa; non riesco a capire quale sia stata la molla per far scaturire questo astio verso di lui... lo picchia, gli morde e mio marito non sa più come rapportarsi, e ne soffre moltissimo... purtroppo a volte è capitato che mio marito portato all'esasperazione gli abbia fatto un gran bel sculaccione, forse anche troppo sonoro... Ma è stato dato dal fatto che davvero il bimbo quando ci si mette si comporta veramente male!!! Arriva davvero al grado di insopportabilità!!! D'altro canto è dinamicissimo, frequenta la squadra di basket ed è molto portato per lo sport.

Ho buttato giù una miscellanea di cose che mi sono venute in mente. Forse sicuramente confuse tra di loro, ma il campo qui non è lungo e mi risulta difficile poter descrivere accuratamente ogni dettaglio. La prego di rispondermi e le chiedo se possiamo anche a pagamento iniziare una corrispondenza cosi da poter essere aiutata e/o inquadrata e aiutare mio marito a comportarsi "meglio" (se davvero è mio marito il punto focale o non lo sono addirittura io!!! A volte mio figlio è cosi geloso di me che mio marito non si può nemmeno accostare a me!!!) con il bambino con cui sta davvero arrivando all'esasperazione. Quando c'è lui in casa l'atmosfera cambia e si subito si fa più rigida. Forse ognuno di noi ha bisogno di aiuto psicologico. Siamo stanchi e ultimamente abbiamo grossi problemi economici, questo forse è il più importante dei motivi che non ci permettono nemmeno di poterci fare una vacanza per poterci rilassare.... Negli ultimi giorni però c'è una novità: forse abbiamo trovato una casa in campagna con ampio spazio aperto e giardino; confido che questo possa aiutare noi e i bambini a poter vivere un pò meglio potendo stare più all'aria aperta. Mah!!!
Vi ringrazio infinitamente della risposta che potrete darmi.

 

Gentile Signora,
abbiamo riletto la sua mail, cercando di comprendere quale potesse essere l'aiuto da offrirle attraverso questa forma di comunicazione, così poco personale.
La situazione che ci descrive è senza dubbio impegnativa: un trasloco importante, difficoltà economiche, un'abitazione (sembra) non proprio adatta ai bisogni della famiglia, due bambini ancora in tenera età ...
In questo quadro, il vostro sistema familiare è in sofferenza: ciascuno a modo suo, Lei, suo marito, suo figlio Vittorio state manifestando segnali di disagio e di stanchezza che possono essere letti come una conseguenza giustificata del periodo che state attraversando.
Ha fatto bene a cercare aiuto presso uno psicologo, al quale lascerei ogni valutazione ulteriore. In questi ambiti, come ho già avuto modo di scrivere, moltiplicare i pareri professionali rischia di ingenerare maggior confusione piuttosto che individuare una via di miglioramento.
Mi lasci però darle un consiglio: non pensi al suo bambino come la fonte dei vostri problemi. Egli è una personcina dotata e sensibile, che perciò manifesta maggiormente nei suoi comportamenti la difficoltà di questa vostra fase di vita familiare.
Se lo psicologo cui vi rivolgete ritiene di fare un lavoro con voi e non con il bambino, dategli retta: potrebbe essere un ottimo punto di partenza.
In fin dei conti è ciò che ci chiede nella sua lettera, ma che va esaudito attraverso un rapporto diretto e personale con professionista che gode della vostra fiducia.

 


Educare.it - Anno IX, Numero 5, Aprile 2009