Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Una bambina ingestibile

Alice ha 2 anni e 3 mesi. E' nata da un amore profondo ed è stata fortemente desiderata. La gravidanza è stata piuttosto serena. Le difficoltà iniziali legate al primo figlio ci hanno portato a trasferirci tutti dai miei genitori (primi due mesi di vita), con le difficoltà evidenti di una convivenza "stretta" per ognuno.
Si torna a casa ma coliche prima, denti subito dopo, stress da non-esperienza hanno fatto si che il fortissimo legame di coppia si sfilacciasse. Allontanamenti, riavvicinamenti, liti si susseguono tuttora benché permanga l'unione.

L'assenza continua di mio marito (torna sempre la sera) dà il suo peso.
Alice manifesta subito un carattere forte deciso determinato, ma pigro: dopo tre mesi e mezzo di allattamento misto, dopo aver cambiato tipo di latte da integrare più volte per il suo gusto e perché quello della mamma è faticoso da tirare, lo rifiuta categoricamente fino a restare digiuna costringendoci a svezzarla.

Passati due mesi senza dormire (coliche e denti: la bimba dormiva un ora dopo averne passate due tra creme, supposte, passeggiate in braccio e musiche ninnanti), le tentiamo tutte: chiediamo aiuto a chiunque conosciamo e poco prima di finire al manicomio arriva il miracolo: Estivill, fate la nanna. La coppia si riunisce e vinciamo questa spietata sfida. Alice dorme da sola, serenamente e per tutta la notte.
I denti tornano protagonisti, stavolta le cambiano il carattere facendola divenire aggressiva. Nuovo miracolo: omeopatia. Grande calma e serenità finalmente allietano e ricaricarino le nostre anime.

Arriva il cambio della casa. Lo stress dura un anno: i lavori ci fanno tornare dai miei per 45 giorni e lo stress si riversa su tutti noi e Alice diviene ingestibile, monella, aggressiva prepotente.
Nella nuova casa sembra svanire tutto nel tempo. Alice da super-seguita rimane più tempo da sola a giocare perché la casa è più grande (da pulire), ma sono iniziate guerre, sfide, monellerie e battaglie. Scortesia ed aggressività la fanno da padrone, tra bassi ed alti, tra baci e coccole e momenti di presa di coscienza (mamma scusa, fatto monella, fare più).
Non posso parlare al telefono né con nessuna persona perché comincia a chiamarmi fino ad urlare. Ma lei sa che non deve farlo e poi chiede scusa.
Faccio la spesa e con tutti quelli che incontro si comporta in modo scortese dicendo tutto il contrario (anche urlando) di ciò che le viene detto.

Abbiamo sempre aborrito le botte ma a volte con dolore, ci sentiamo costretti a darle (sono comunque schiaffetti). Lo stesso dicasi per le punizioni ma a lei non importa nulla. Continua ostinatamente a sfidarci; ora è arrivata anche a gridare che non è stata monella e che non le dobbiamo dare le botte o sgridarla. Poi però a freddo chiede scusa e sembra capire veramente...fino alla monelleria successiva. Sta diventando sempre più difficile fare anche le cose più semplici nella gestione quotidiana.
Non riusciamo a trovare una strada che concili l'educazione con le sue reazioni che ci sembrano allarmi di disagi che non riusciamo a comprendere.

 

Buongiorno Renata,
la ringrazio innanzitutto per la fiducia e le anticipo che la situazione che avete vissuto e state tuttora vivendo è purtroppo molto comune.

Bambini come Alice sviluppano precocemente la tendenza a “far pesare” ai genitori ogni tipo e modalità di cambiamento, evoluzione o innovazione nella quotidianità familiare; ovvero, essendo estremamente abitudinari, non accettano di buon grado certe sfumature che possono subentrare senza preavviso nella routine del nucleo domestico.

Spesso si dice che i nostri figli non possono che gioire della presenza dei nonni, dei familiari in genere, proprio per un indubbio aumento di affetto che essi ricevono, ma non è una regola per tutti: posto che le vostre necessità siano state e siano tuttora di grande rilievo e che quindi abbiate bisogno di aiuto nella gestione della famiglia in contemporanea alla gestione di altre cose, Alice ha palesemente dimostrato la sua totale ribellione a certe situazioni, oserei dire ingiustificata dal momento che le vostre sono state esigenze reali, comprensibili.

Il carattere della bambina è senza dubbio forte e preponderante, deriva dalla sua personalissima conformazione emotiva e comportamentale, all'interno della quale gioca un ruolo importante l'attaccamento ai genitori: Alice, nonostante ai vostri occhi possa sembrare aggressiva, maleducata, ribelle e ingestibile, è in realtà molto sensibile, fragile e spaventata. Utilizzo questa parola perchè è stato dimostrato da numerosi studi che molti bambini vivono la crescita con uno stato di ansia e angoscia, è come se volessero rimanere piccoli e indifesi per assorbire tutto il calore e le attenzioni dei genitori, tutto ciò naturalmente scoraggiando mamma e papà che a loro volta si impegnano al massimo per creare uno sviluppo del figlio all'insegna della sicurezza e dell'autonomia.

Le fasi della crescita legate alla primissima infanzia sono d'altra parte dure per ogni bambino, le coliche non danno tregua, i dentini si susseguono e l'agitazione unita al malessere del bambino non aiuta certo a stabilire ritmi di sonno ben precisi e tutti sappiamo quanto la regolarità sonno-veglia contribuisca alla serenità diurna.

Il consiglio che posso darvi è quello di cercare un dialogo con la bambina, lasciando che il contatto fisico, le coccole dicano quello che le parole non possono esprimere. Alice si troverà presto in un'età in cui l'ascolto va insegnato in quanto stabilisce rispetto e arricchimento: quando le parlerete si sentirà “trattata da grande”, si troverà investita di un nuovo ruolo. Le regole del rispetto e della basilare educazione non devono mai essere tralasciate, sgridatela ogni volta che lo riterrete opportuno facendovi vedere soprattutto d’accordo in quanto genitori uniti: Alice deve assolutamente sentire fermezza, coerenza, stabilità genitoriale e continuità nel tempo, solo così accontenterete quella sua richiesta di equilibrio che tanto gridava al mondo fin dai primi mesi di vita.

Mi permetto di suggerirvi ancora un'ultima cosa: è costruttivo mettere in discussione le proprie capacità di genitore perchè solo così si cresce insieme ai figli e si diventa costruttori di serenità, ma nello stesso tempo non fate barcollare troppo le fondamenta, seguite il vostro istinto di madre e padre, di coppia e sentitevi sicuri delle vostre scelte.

 


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 6, Maggio 2011