Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

A 2 anni è cambiato all'improvviso

bambino-2anniSiamo una coppia di genitori un po' preoccupati per il cambiamento improvviso del nostro bambino, che ha appena compiuto due anni.
Circa un mese fa abbiamo iniziato l'inserimento in un asilo nido, non tanto per esigenze lavorative (entrambi lavoriamo nel nostro negozio a conduzione familiare, pertanto possiamo darci i turni e stare con il bambino vicendevolmente, come è successo nei suoi primi due anni), quanto per dargli l'opportunità di interagire con altri bambini della sua età e per fargli vivere esperienze al di fuori del nucleo familiare.

Quando siamo entrambi impegnati con il negozio, il bambino sta con i nonni. Questo succede da quando aveva un mese e non abbiamo mai avuto problemi, nel senso che stava volentieri a casa dei nonni, addirittura facevamo fatica a farlo venir via.
L'inserimento però non si è ancora concluso perché il bambino si è ammalato due volte, ed è rimasto a casa più di due settimane. In questo periodo di "malattia" ha manifestato fortemente il desiderio di stare con la mamma ed è stato accontentato.
Successivamente è cambiato: oltre ai comprensibili pianti di distacco al nido, non vuole più stare con i nonni se non alla presenza della mamma.
Anche con il papà talvolta fa capricci e cerca la mamma, cosa che non era mai successa prima. Ma con i nonni fa delle vere e proprie scenate di disperazione e cerca la mamma.
Non sappiamo proprio come affrontare questa situazione, ci rivolgiamo a voi per un consiglio!




Carissimi genitori
credo che la fase che sta vivendo vostro figlio sia quella di un distacco "multiplo", ovvero in questo periodo di novità dovute anche al susseguirsi di malanni si sia venuta a creare una percezione "nebulosa" delle certezze che il bambino ha nel suo quotidiano.
Mi spiego meglio. Il suo senso di sicurezza, i suoi punti di riferimento sono stati soggetti a diversi cambiamenti (naturalmente non volontari) e ciò determina spesso una doppia conseguenza: da una parte il bambino non capisce con chiarezza quale sarà il suo futuro immediato, dall'altra tende ad un rifiuto quasi totale di quelle che fino a poco tempo prima erano le sue consuetudini rassicuranti, come i nonni.

Il mio consiglio è quello di tenere un atteggiamento assolutamente coerente e lineare tra genitori e nonni: il vostro comportamento sia allineato in modo che il bambino percepisca che non esistono problematiche né in un senso né in un altro, cosicché la sua percezione del suo mondo possa racchiudere in modo sereno tanto la familiarità dei nonni quanto la socialità dell'asilo.
Usate inoltre qualche rinforzo positivo: sarebbe utile che i nonni si occupassero degli spostamenti del bambino da casa all'asilo, magari accompagnando questi momenti da piccole gratificazioni, fosse anche una merenda insieme al parco, con spazi di gioco-dialogo assolutamente gioiosi. Mettete in bilancio che la risposta del bambino nell'immediato possa anche non essere entusiasmante.
Per il resto mi sento di tranquilizzarvi; trovo questa fase del vostro bambini in linea con l'età: spesso è un momento di crescita in cui i bambini fanno molta fatica ad individuare la loro routine. Occorre anche evitare che i rifiuti si traducano in problematiche affettive; la madre ricopre sempre un ruolo primario, ma vanno sempre preservate quelle figure satellite che collaborano a rendere la crescita di un bambino ricca e sorprendente.
La chiave di lettura è sicuramente la costanza: mantenere ferma la linea con grande serenità trasmetterà a vostro figlio tutta la calma di cui ora ha bisogno per affrontare i cambiamenti.



copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 12, dicembre 2013