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Troppo attaccamento a due anni

onicofagiaHo una bambina di 2 anni. Da un mese circa ha iniziato a mangiarsi le unghie, mani e piedi (quando sta scalza nel seggiolino della macchina). Non capisco quale può essere la causa, non è cambiato nulla. Prima le tagliavo con le forbicette ed a lei piaceva (mi teneva il tappo delle forbici) poi ha cominciato mangiarle.

In più ha una fissazione per i capelli lunghi, come i miei, e un continuo toccarli soprattutto per addormentarsi (questo da molto tempo ormai). Anche in macchina delle volte mi chiede di toccarli.

La bambina è molto vivace, la notte si sveglia spesso da quando è nata, la pediatra mi ha detto che piano piano migliorerà il suo sonno. Per darle da mangiare devo rincorrerla, non sta mai seduta, delle volte la rimprovero quando fa capricci, strilla... Sto cercando di dare informazioni per capire.

Non va all'asilo ma sta con me in negozio, è molto attaccata a me: anche quando c'è il papa cerca sempre me e io sono sempre pronta per lei. Mi sto preoccupando molto, dove sto sbagliando? Dorme nel lettone con me, visto che si sveglia spesso. Ditemi qualcosa per favore!! Grazie.

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Gentile, carissima mamma,

Lei ci invoca con una tale disperazione e urgenza che mi ha fatto una grande tenerezza! Ho immaginato una mamma giovane, alle prime armi, che deve lavorare, con una bimba piccolissima e questa cosa mi impedisce di essere severa con Lei.

Diciamo così: Lei si sta preoccupando molto e ci chiede dove sta sbagliando. Io le rispondo principalmente questo: va tutto bene, signora, l’importante è che non continui a sbagliare. Ovviamente mi spiego: la sua bimba è ancora davvero piccola e Lei, pensando di fare la cosa migliore, ha impostato la sua educazione su una modalità di attaccamento esclusivo.

Ecco: se questo può andare bene, ed è giusto, per i primi mesi di vita (a mio parere, non oltre i primi 6 mesi), successivamente va decisamente abbandonato. Ovviamente all'improvviso ma gradualmente.

Il primo perno di questo necessario e vitale passaggio, oltre alla definizione dello svezzamento e ai vari interessi che un bimbo di questa età può avere e che lo portano a non essere interessato esclusivamente alla mamma, è il papà ed è per questo motivo che io li “adoro” tutti, li apprezzo, li incoraggio, li trovo fondamentali e li incito a non farsi mai da parte nella presenza e nell’educazione dei loro bimbi. E' il padre, infatti, ad aprire la diade madre-bambino e, così facendo, aprire, triangolando, la propria creatura al mondo. Il padre è il promotore della vita sociale del bambino, non ci sono dubbi.

Possiamo appurare, dalla sua breve richiesta, che la sua bimba non vuole farsi gestire che da Lei e Lei stessa dichiara: cerca sempre me e io sono sempre pronta per lei. Da questa frase si coglie proprio l’essenza regina della reciprocità esclusiva della vostra relazione che è stata voluta, per prima ovviamente, dalla sua genitrice. La sua bimba non è la prima bimba al mondo a cui non piace stare col papà: sua figlia è stata aiutata da Lei a credere che il mondo finisca con la mamma.

Quindi è ora di smetterla: ha ragione il pediatra a dirLe che piano piano migliorerà, specialmente nel sonno. Però le assicuro che i bambini hanno una orologeria talmente perfetta che permette loro di svegliarsi mille volte a notte se ci trovano la mamma, calda e accogliente, anche se scarmigliata ed esaurita, ad attenderli; e continueranno a mangiare correndo per la casa se qualcuno continua ad inseguirli con forchetta e cucchiaio.

Mettiamola così: dopo averla accolta e contenuta nei primi mesi di vita, ora è Lei che deve fermarsi in un punto e deve essere la bimba che viene e va da Lei, non Lei che la rincorre: la deve seguire, non inseguire!

Cominciamo dal lavoro: un negozio non può e non deve essere un posto adeguato per una bimba di questa età che deve cominciare ad esplorare e guardare altrove dalla mamma. Prima di tutti il papà, o una baby sitter meglio ancora un Nido: andrebbe tutto bene per dare spazi adeguati alla bambina e spazi necessari a Lei, sia professionali che personali. Stare sempre attaccati limita e non fa capire la bellezza e l’importanza di un legame.

Poi ci sono altre due questioni che sono vicine a questa che abbiamo discusso come in una costellazione, vicine ma distinte: le unghie dei piedini e i Suoi capelli.

Per quanto riguarda i piedini, io credo che questa cosa sia semplicemente legata alla spiccata fase dell’oralità tipica di questa età nei bambini: mettere i piedi, come altre cose, in bocca dà loro godimento, consolazione e risponde anche ad esigenze conoscitive rispetto al proprio corpo. Moltissimi bambini si succhiano l’alluce e non il pollice ed è una cosa talmente stravagante e poco funzionale che più prima che poi smettono. Io le direi di tagliarle molto bene le unghiette e la lascerei fare finchè non smette da sola.

Per quanto riguarda i capelli mi permetto di raccontarle un episodio: nel periodo in cui ho gestito un centro per la prima infanzia c’era un bimbo, dell’età della sua, che aveva la stessa abitudine. Nei momenti delicati, coccolosi o che precedevano il sonno, lui voleva giocare con i capelli della mamma, in particolare con la frangetta. Oltre al fatto che la frangia della mamma fosse ridotta all’osso, nella fase dell’ambientamento al nido lui voleva… provarci con tutte! Eravamo un gruppo di 4/5 operatrici e, a turno, restavamo inchiodate con lui, mentre anche altri avevano bisogno, perché lui ci metteva le mani nei capelli e, se provavamo a spostarci, lui tirava come un falchetto! Come abbiamo risolto? Si ricorda i cavallini “Mini Pony” (spero non sia pubblicità occulta)? Ecco: lo mettevamo a nanna con le mani nei nostri capelli e poi con dolcezza facevamo subentrare il cavallino dalla lunga criniera colorata…. Ne dovemmo fare una scorta, perché alla fine li spelacchiava tutti, ma lui era sereno..e pure noi!

Auguri!

 


copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 12, Dicembre 2014

 

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