Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Gestione dei figli e dei ... vicini

Sono la mamma di due bambine di 6 e 4 anni e sto aspettando il terzo (fratellino).
Scrivo per un problema apparentemente banale, ma che mi sta preoccupando per la gestione educativa delle bambine. Abbiamo traslocato in una casa più piccola, tranquilla e col verde attorno trovandovi tuttavia una vicina di casa con qualche problema di comportamento (aggressività, sfrontatezza, intromissione oltre ogni normale limite) madre di una bambina di 7 anni.

La mia personale strategia per arginare la signora, le sue richieste e proteste è quella di tenere le distanze, ma non appena si scende di sotto (cortile e prato) lei si materializza proponendo direttamente alle bambine -come se io non esistessi- di giocare con la sua, di trovarsi, ecc...

Ad esempio se le sente giocare in terrazza le chiama e le invita di sotto; tra l'altro non ha mai fatto nessun cenno al mio pancione perchè l'unico aspetto che le interessa di noi è l'esistenza di due compagnette per la figlia.

Tra l'altro come stile di vita non abbiamo nulla in comune (lei e il compagno esibiscono la ricchezza, amano le grosse macchine - non esitano per questo ad occupare anche spazi di altri nei parcheggi, ecc e non si fanno nessun problema). Io ho paura a lasciarle giù con loro anche perché i due

hanno due grossi cani che ogni tanto liberano senza ritegni sostenendo che
"sono buoni"...

Ho sempre considereto "piccole" le questioni sui difficili rapporti con i vicini, ma questa loro presenza sinceramente mi pesa molto e temo che mi faccia perdere autorevolezza con le bambine. Ciò anche perchè mio marito ha una posizione più aperta, sostiene che la bambina della signora non ha

nessuna colpa e non va "penalizzata" per la madre che si ritrova.
Come comportarmi??



Gentile signora
quella che lei sta vivendo è una situazione che si potrebbe definire "normale", ma con una serie di fattori che generano ansia e preoccupazione nel quotidiano.

Spesso si parla dei rapporti fra vicini di casa in termini di disturbo acustico, logistico, ma non si affronta quasi mai il tema delle pressioni psicologiche che si possono generare, magari senza che ce ne sia la reale volontà.
La sua vicina di casa è probabilmente una persona un po' sola e con poca inventiva per quanto riguarda la gestione del tempo libero della propria bambina, e si affida alla presenza delle sue figlie per creare la compagnia ideala, senza tenere conto delle esigenze degli altri.
L'invadenza purtroppo è una costante della solitudine, si manifesta anche nelle piccole cose ed è un chiaro segnale di quanto quella persona abbia bisogno di entrare nella vita altrui con comportamenti con base aggressiva o con atteggiamenti di ostentazione materiale.

Se lei ritiene che questa frequentazione non possa giovare alle sue bambine né tantomeno al vostro rapporto educativo, dovrebbe assumere un atteggiamento molto determinato, rifiutando gentilmente di condividere il tempo libero con una certa assiduità e coerenza. Se la sua vicina di casa non coglie il messaggio dopo svariati tentativi allora credo sia necessario l'intervento di suo marito: assistendo anche lui a quei comportamenti aggressivi, invadenti e diseducativi sarà più semplice trovare insieme un modo per affrontare con chiarezza il problema in modo diretto.

Per quanto riguarda il problema dei cani, credo proprio che lei debba chiedere esplicitamente di tenerli lontani dalle bambine, anche a partire dalla considerazione che non è assolutamente scontato che la loro "bravura" non possa creare incidenti spiacevoli, se non pericolosi, non solo per le sue figlie ma anche per tutti gli altri bambini, che hanno il diritto di crescere senza traumi o inutili paure.

In definitiva, ritengo che i rapporti di buon vicinato vadano mantenuti tali il più a lungo possibile con l'utilizzo della massima educazione e riservatezza, ma quello che ne determina la durata è proprio la chiarezza nei rapporti e la sincerità. Tuttavia non nego che anche qualche sana scusa per "sfuggire" alle occasioni spiacevoli sia, in casi estremi, un'ottima alleata.
Più in generale, credo che dobbiamo mostrare ai nostri bambini un esempio di gentilezza e rispetto verso tutti, ma anche di decisione e risolutezza nelle situazioni che lo richiedono.


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 4, Marzo 2011