Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Dormire con mamma e papà

Gentile Redazione,
ho una bambina di due anni appena compiuti. Volevo sapere come fare a "convincerla" a dormire nel suo lettino e non con noi. Preciso che è da poco tempo che ha preso questa abitudine (circa tre-quattro mesi) e che prima ha sempre dormito nella sua cameretta.

Inoltre volevo sapere se è normale che il suo linguaggio è ancora molto imperfetto: non costruisce ancora piccole frasi, ma pronuncia solo parole staccate e tante volte si arrabbia se non la capisco.
Grazie.

 

Cara signora,
anch'io ho un bambino di due anni e mezzo, per me si tratta del secondo figlio mentre intuisco che la sua bimba è la primogenita.

Posso assicurarle che il letto dei genitori rimane per molti bambini una meta molto ambita: sono convinta che in alcuni periodi della crescita sia l'espressione di un vero e proprio bisogno, di vicinanza, di protezione, di intimità. Come lei scrive può però diventare "un'abitudine" difficile da correggere.

Per distinguere tra bisogni e "cattive" abitudini occorrerebbe leggere meglio la situazione. Se ad esempio la richiesta di dormire con voi è concomitante ad una maggiore lontananza durante la giornata, ad una variazione del ritmo familiare, del carico di stress ... allora si tratta probabilmente di un bisogno che va corrisposto, cercando nel frattempo il modo per farvi fronte diversamente.
Non si tratta ancora di un'abitudine se il comportamento in questione si presenta con modalità che variano da sera a sera: se, ad esempio, la bimba a volte arriva nel mezzo della notte, se talvolta non si muove dal suo lettino, senza una "ritualità" precisa.

In tutti i casi potrà presto cominciare a chiederle di dormire nella sua cameretta, disapprovando quando ciò non succede ed apprezzandola (senza premi, per carità!) quando si conforma alle vostre aspettative.
Lo stesso atteggiamento può essere utile per favorire l'articolazione di un linguaggio più compiuto. Rispetto a quanto mi scrive al riguardo, non è proprio il caso di allarmarsi.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 2, Gennaio 2001