Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Un bambino "terribile"

Gentili Dottori,
ho 37 anni e sono mamma di Sergio (7 anni) e Giovanni (3). Vi scrivo per avere qualche informazione sul comportamento di Sergio ed in particolare per cercare di capire meglio "cosa gli passa per la testa" dal momento che ci sta facendo passare proprio un brutto periodo.

Già prima della nascita del fratellino, Sergio era un bimbo di carattere, spesso si lasciava andare in scenate di nervosismo con urla e strepiti, ma credo che fossero episodi comuni ad ogni bambino che come lui era adorato da entrambi noi e dai nonni.

Dopo l'arrivo di Giovanni (che purtroppo era un bimbo che si faceva molto guardare dal momento che dormiva pochissimo) ha cominciato a crescere in Sergio una forte gelosia che invece di diminuire, aumenta di giorno in giorno. Egli non perde occasione per entrare in conflitto con me e mio marito, ogni motivo è buono per discutere, mai una volta fa quello che gli diciamo (ben inteso cerchiamo di chiedergli pochissime cose, ma almeno un minimo di educazione a tavola ed a scuola). Tutte le nostre prediche però sembrano cadere nel vuoto: i momenti a tavola sono tutti un continuo richiamo, per non parlare di quando si va fuori al ristorante, a fare spese in magazzini od in vacanza (...sono un vero incubo).

Per quanto riguarda i rapporti con il fratellino poi sono un vero disastro: non perde occasione per fargli dei dispetti, è contento se riesce a farlo piangere, ogni oggetto che vuole il fratellino lo vuole anche lui e si impunta fino all'inverosimile per cose sciocche e non c'è modo di fargli capire che il suo comportamento non ha senso

L'inizio della scuola non è stato facile: in tre mesi tre note anche se comunque dimostra di apprendere facilmente ogni cosa e gli piace abbastanza fare i compiti nonostante sia disordinato ed ogni volta quando cerco di aiutarlo si finisca con il discutere.
Insomma l'anno passato per noi è stato tremendo ed il nervosismo in casa cresce tantissimo al punto che non si riescono a vivere serenamente neppure le situazioni più normali.

Spero di avervi dato abbastanza informazioni su Sergio e anche se più che altro con questa mia posta mi sono in parte sfogata, vi chiedo un consiglio su come comportarmi.
Grazie.

 

Gentile signora
la sua lettera dimostra ancora una volta che l'essere genitori è un ruolo a tempo pieno, che non conosce notti o domeniche, che dà enormi soddisfazioni, ma anche grandi patemi.

Invitandola a leggere l'articolo "Arriva un fratellino!", vorrei risponderle sull'aspetto "spinoso" relativo alla gestione dei comportamenti problematici.

Da ciò che scrive capisco che siamo di fronte ad un bambino che non accetta le regole minime e che entra facilmente in conflitto con il fratello; gli stessi problemi sembrano riproporsi a scuola.

Guardando oltre il suo atteggiamento polemico, credo che Sergio vi stia chiedendo di dargli dei limiti, molto precisi, molto netti e soprattutto condivisi dagli adulti che gli stanno intorno, a cominciare dal suo papà e dalla sua mamma.

Le consiglio di cominciare con poche regole, ma senza eccezioni ed elasticità. Le eccezioni sono tali rispetto ad una regola codificata ed una regola diventa tale solo dopo un lungo periodo di applicazione indiscussa.
I bambini hanno bisogno di chiarezza e certezze incrollabili: "sì" e "no", "bianco" e "nero". I "forse", i "vedremo", i grigi insomma fino ad una certa età li mandano in confusione.
D'altra parte le regole devono poter mutare nel tempo, nel rispetto delle diverse tappe dello sviluppo del bambino ed ai periodici "assestamenti" della famiglia.

Una volta stabilite le prime regole, il punto è come riuscire a farle rispettare senza entrare in conflitto: il suo Sergio gioca invece la carta della disubbidienza e della provocazione. Per aiutarlo credo ancora sia necessaria fermezza e mettere dei limiti: ad esempio, dirgli chiaramente che quando torna a casa con una nota non gli sarà permesso fare una cosa che gli piace. Quando ciò succede, disapprovando il suo comportamento (non la persona !!), metteremo in atto la punizione promessa.

Certo, la prima volta non sarà facile, perché suo figlio si lancerà alla "scalata del muro" che si troverà di fronte, ma dovrà trovare due genitori decisi e incrollabili, sempre capaci ed attenti di apprezzare gli sforzi e le piccole conquiste che sicuramente Sergio non mancherà di fare.
Per questa via, con pazienza e costanza, aiuterete il vostro bambino a maturare, vivendo serenamente varie le regole che la vita gli porrà di fronte.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 2, Gennaio 2001