Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Una figlia "ribelle"

Mia figlia di 10 anni frequenta con buon profitto la V° elementare, ma per fare i compiti si scatena, la maggior parte delle volte, una vera guerra con me e sembra quasi che lei lo faccia a mio esclusivo "beneficio".

Il tutto inizia con una lamentela continua "non lo so fare..", "non l'ho capito" o "non l'ha spiegato"; io cerco di aiutarla, perché me lo chiede lei, ma qualsiasi suggerimento o spiegazione non vanno bene, anzi si esaspera fino a che io perdo la pazienza.

Quando mi vede veramente arrabbiata allora mi chiede scusa e mi dice che lo sapeva di farmi del male ma che non ne poteva fare a meno, per poi ,alcune volte, ricominciare a farlo dopo dieci minuti.
Per me è tutto molto frustrante anche perché se non ci sono io non fa nessuna di queste scene.

 

Cara signora
dal suo scritto si capisce che ha a che fare con una giovane "ribelle": da bambini come da adulti, il "no" è il modo più rapido e diretto per erigere una barriera tra sé e gli altri, per stabilire una differenza e mantenere una distanza, per dire, insomma, "Io sono io e tu sei tu ".

Sua figlia è in un'età delicata, un'età in cui l'opposizione è un momento di passaggio necessario per crescere; ella, come tanti suoi coetanei, la usa per proteggere il suo mondo dalle incursioni altrui, che avverte come un pericolo anche quando non si scontrano con il suo modo di pensare. Immagini quando gli si impone di fare i compiti!

Allora che tipo di risposta dare ad un suo atteggiamento di diniego? "Non vuoi fare i compiti? Va bene vorrà dire che domani andrai a scuola senza compiti e spiegherai alla tua insegnante le ragioni per le quali non hai fatto i compiti!". Una raccomandazione: il tono della sua voce sia il più pacato possibile, senza aggressività o risentimento. Questa reazione spiazzerà sua figlia e smonterà la sua voglia di provocare. Parli con le insegnanti, in modo che anche a scuola responsabilizzino sua figlia.

Cercando di interloquire in maniera più duttile, interrogativa, magari cercando di smussare i pungiglioni con un po' di umorismo, riuscirà a trovare l'antidoto ai soprassalti di intransigenza e ostilità che la sua "piccola donna" oggi mette in mostra.
Faccia qualche prova e poi, se crede, mi scriva nuovamente.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 2, Gennaio 2001