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Amica immaginaria

Ho una bambina che compirà i tre anni in settembre e che da un paio di mesi si è inventata un'amica immaginaria con cui giocare.

Il problema è che questa amica è diventata un'altra lei ma cattiva che la sgrida, la prende in giro e la picchia e la bimba arriva da me piangendo e chiedendomi di mandarla via.
All'inizio non ho dato peso alla cosa, poi ho provato a farla parlare di questa amica e ora devo "cacciarla di casa" tutti i giorni perché, quando la picchia, lei si fa male veramente. Devo affrontare la situazione in qualche modo o ignorarla.

Vorrei aggiungere che purtroppo la bambina non ha molte amiche con cui giocare, a parte una cugina coetanea che però la spinge, la picchia e le strappa di mano tutti i giocattoli, quindi passa molto tempo sola con me che sono a casa in maternità (partorirò ad agosto).

 

L'immaginazione e la fantasia arricchiscono il patrimonio delle esperienze dei nostri bambini, forniscono loro una possibilità, un mondo e un modo per crescere e per diventare grandi. Il magico ed il fantastico sono, inoltre , un modo per cercare risposte, per dialogare con l'interiorità più profonda, a volte anche un modo per curare le piccole o grandi ferite, le paure, le ansie. Allo stesso modo però la dimensione fantastica deve sempre mantenere un dialogo aperto con la realtà, perché noi tutti abbiamo bisogno di crescere e di divenire grandi ma sempre protagonisti della vita reale.

Tutti i bimbi del mondo a tre anni sono ricchi di mille immagini di fantasia che li aiutano a superare quel traguardo importantissimo di crescita. Tutti hanno compagni di giochi e "amici" che li accompagnano nel lettino la sera prima di dormire, ma la loro possibilità di crescita è strettamente collegata al fatto che la fantasia abiti nella fantasia per aiutare a vivere la realtà. In altre parole, gentile signora, lei mentre dialoga con la sua bambina e con la sua amichetta immaginaria d'ora in poi dovrà anche assumersi il compito (delicato e prezioso) di introdurre dei dati di realtà che diminuiscano pian piano la presenza di questa figura immaginata.

Come dire? Di fronte a sua figlia lei dovrà introdurre delle parole, dei giochi, delle regole o dei riti che permettano alla sua bambina di uscire da questo gioco opprimente. Non è un ruolo facile il suo. In qualche modo alla richiesta di sua figlia lei dovrà rispondere contenendo la fantasia dentro una dimensione accettabile e positiva per la realtà. Allora potrà ad esempio dire "adesso il gioco di ... è finito e facciamo un'altra cosa". E poi cerchi di portare la sua bambina al parco, in piscina, in mezzo ad altri bambini. Faccia delle passeggiate. Inventate insieme un gioco nuovo. Favorisca in ogni modo l'incontro di sua figlia con altri bimbi anche perché non trascuri il fatto che ad agosto arriverà un altro fratellino e per lei non sarà così facile.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno 2001

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